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Le nuove infrastrutture per l’AI partono da un approccio “security first”



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La nuova strategia di Acronis si basa sul connubio tra la volontà di sfruttare le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale e l’esigenza di garantire un livello di sicurezza adeguato al nuovo scenario

Pubblicato il 18 mag 2026



AI security first
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Per sfruttare al massimo le opportunità dell’AI, bisogna partire dalla sicurezza. Se l’evoluzione dell’intelligenza artificiale ha già chiarito che l’uso dell’agentic AI ha già abbandonato la fase di sperimentazione per diventare un fenomeno estremamente concreto, la vera sfida che si pone adesso è quella della governance.

Una partita che si giocherà su più livelli. L’implementazione dell’AI non sta portando solo a un radicale cambiamento dei modelli di business delle aziende, ma richiede anche una profonda revisione delle infrastrutture digitali su cui poggiano i servizi.

È questo lo scenario emerso nel corso di un incontro con la stampa nel quale Acronis ha illustrato l’ennesima evoluzione della sua strategia, rivolgendosi principalmente ai Managed Service Provider. Per comprendere il quadro i cui si inserisce questa scelta è fondamentale partire… dalla fine.

La corsa verso la super intelligenza

L’evento di presentazione della società svizzera si è concluso con un intervento di Ray Kurzweil, autore della teoria sulla singolarità tecnologica. Kurzweil è stato uno dei primi studiosi a teorizzare l’avvento dell’intelligenza artificiale generale (AGI), cioè di quell’AI in grado di raggiungere (o addirittura superare) gli esseri umani.

Nel suo video-messaggio ha ricordato come, in tempi non sospetti, avesse fissato una data per questo obiettivo: il 2029. Una previsione basata su considerazioni estremamente pragmatiche. “All’inizio degli anni ’80, mentre lavoravo con Stevie Wonder all’invenzione del primo sintetizzatore capace di riprodurre il suono di un pianoforte a coda, mi resi conto che anche la migliore invenzione fallisce se non viene sviluppata e lanciata nel momento giusto. Così iniziai a monitorare la potenza di calcolo per capire quando introdurre le mie invenzioni.” ha spiegato. “Fu allora che scoprii che il calcolo computazionale – e in realtà tutta la tecnologia, anche se lo si vede soprattutto nel computing – stava avanzando in modo esponenziale”.

Un fenomeno che Kurzweil considera guidato da diversi fattori. Se l’evoluzione dell’hardware negli ultimi anni ha subito un rallentamento rispetto a quanto previsto dalla legge di Moore (il raddoppio del numero di transistor integrabili in un chip ogni 18-24 mesi – ndr), lo sviluppo di software più efficienti ha contribuito in maniera decisiva alla crescita della capacità computazionale. “Gli algoritmi che alimentano i grandi modelli linguistici stanno raddoppiando la loro efficienza circa ogni otto mesi”, ha sottolineato.

Se per Kurzweil la vera e propria “singolarità” è rappresentata dall’espansione delle capacità umane attraverso l’uso delle nanotecnologie e non si verificherà prima del 2045, nel prossimo futuro l’evoluzione dell’AI manterrà un andamento esponenziale.

L’impatto sulla sicurezza

In questo nuovo contesto, Kurzweil considera la sicurezza come una priorità. “La particolarità dell’IA è che rappresenta sia il problema sia la soluzione” ha spiegato. “Le stesse capacità che possono essere utilizzate per creare minacce sono gli strumenti esatti che possiamo usare per contrastarle e costruire difese più resilienti”.

Nella sua visione, vedremo i conflitti informatici svolgersi sempre più tra macchine piuttosto che tra esseri umani. Qualcosa a cui, in una certa misura stiamo già assistendo. La crescita nell’uso di agenti AI, però, porterà a un salto di qualità anche in questo settore.

“Dobbiamo accettare che gli esseri umani biologici siano la parte più lenta della rete. Poiché un’AI malevola può lanciare attacchi in millisecondi, non possiamo fare affidamento sugli esseri umani per individuare le minacce in tempo” ha proseguito. “Abbiamo bisogno che le nostre AI difensive agiscano come uno scudo, fermando immediatamente l’agente dannoso prima ancora che un essere umano debba prendere una decisione”.

Acronis punta in alto verso un ambiente controllato

In questa logica, è evidente come il controllo dell’AI diventi uno dei temi fondamentali nello sviluppo delle infrastrutture informatiche. Nella lettura di Acronis, questo obiettivo è raggiungibile solo attraverso la predisposizione di un ambiente che permetta di avere visibilità, controllo e sicurezza.

Il livello a cui intervenire è quello alto, rivolgendosi direttamente ai Managed Service Provider per offrire loro una serie di prodotti che consentano di centralizzare la gestione di tutti i servizi (con grande enfasi sull’AI) in un’ottica di semplificazione e messa in sicurezza dei sistemi.

La famiglia “Cyber” si compone di diversi strumenti, integrati all’interno di quello che l’azienda svizzera ha battezzato come Cyber Frame. “Si tratta di una piattaforma Infrastructure as a Service (IaaS) che mette a disposizione degli MSP una iperconvergenza che mette al centro la security” conferma Desin Cassinerio, European Revenue Executive di Acronis. “Il framework che mettiamo a disposizione permette di integrare tutte le tecnologie legate alla sicurezza informatica in maniera nativa, partendo dal supporto multi-tenant”.

La mossa di Acronis si colloca in una fase in cui il mercato dell’iperconvergenza e della virtualizzazione sta vivendo una fase di assestamento che si muove su due binari. Da una parte lo scossone legato alla vicenda del cambio delle politiche commerciali di VMware, che hanno portato molte aziende del mondo MSP a valutare alternative allo storico ecosistema di virtualizzazione. Sotto un’altra prospettiva, la creazione di un framework con le caratteristiche di Cyber Frame conferma la necessità di evolvere verso le principali richieste delle aziende: gestione dell’AI e garanzie sulla sicurezza informatica.

“Stiamo attraversando un momento trasformativo estremamente importante” sottolinea Cassinerio. “Il nostro obiettivo è quello di offrire una soluzione che garantisca un elevato livello di sicurezza e la massima semplicità nella gestione di tutti i servizi” conclude.

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