L’iperammortamento torna al centro delle politiche industriali italiane con la Legge 199/2025, che per il triennio 2026–2028 introduce un incentivo fino al 180% per investimenti in tecnologie digitali e di cyber security prodotte in Europa, su importi fino a 2,5 milioni di euro.
Non si tratta di una semplice misura fiscale in quanto la nuova normativa ridisegna il perimetro degli investimenti agevolabili, offrendo alle imprese un’occasione concreta per accelerare la trasformazione digitale in chiave sicura, integrata e sostenibile.
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I beni agevolabili nel triennio: l’iperammortamento nella cyber security
Uno degli elementi più rilevanti della normativa è la chiarezza con cui vengono identificati i beni agevolabili.
Da un lato, l’Allegato V include esplicitamente le piattaforme software per la cyber security, definite come soluzioni capaci di proteggere reti, dati e sistemi attraverso monitoraggio continuo, rilevamento delle anomalie e risposta automatizzata.
Dall’altro, l’Allegato IV riconosce il ruolo delle infrastrutture hardware OT/IT, come appliance di sicurezza, sistemi di backup e disaster recovery, purché interconnesse e funzionalmente destinate all’esecuzione di tali piattaforme.
Questa impostazione supera una visione frammentata degli investimenti IT e favorisce invece la creazione di architetture complete, in cui software e hardware operano in modo coordinato, abilitando un approccio sistemico alla sicurezza, che riflette le reali esigenze delle organizzazioni contemporanee.
Identità digitali
All’interno di questo scenario, la gestione delle identità digitali emerge come uno dei pilastri fondamentali. Le piattaforme di Identity & Access Management (IAM), come quelle sviluppate da Monokee, rientrano pienamente nel perimetro dell’Allegato V e rappresentano un elemento chiave per costruire modelli di sicurezza avanzati.
Il loro ruolo è centrale non solo per proteggere gli accessi, ma anche per abilitare paradigmi come il Zero Trust e rispondere ai requisiti normativi sempre più stringenti, tra cui la direttiva NIS2.
In questo senso, l’incentivo fiscale non si limita a sostenere l’acquisto di tecnologia, ma orienta le imprese verso un’evoluzione strutturale del proprio approccio alla sicurezza.
Dall’incentivo al progetto: un cambio di paradigma
La vera portata della misura legislativa emerge nella possibilità di strutturare progetti completi e coerenti, che includano:
- piattaforme software di cyber security (beni immateriali);
- infrastrutture hardware dedicate e interconnesse (beni materiali);
- relazioni tecniche certificate, necessarie per l’accesso all’incentivo.
Questa impostazione consente alle aziende di superare la logica degli interventi isolati e occasionali e di adottare invece una visione progettuale, in cui ogni componente contribuisce a un disegno più ampio di resilienza digitale.
Il ruolo della distribuzione
In questo contesto anche il ruolo della distribuzione cambia in modo profondo e non si limita più a essere un semplice intermediario tra produttori e clienti, ma diventa un attore attivo e strategico capace di accompagnare le aziende lungo tutto il percorso aiutandole a individuare e costruire soluzioni complete mettendo insieme competenze tecnologiche attività di consulenza e supporto operativo, contribuendo così non solo alla fornitura di prodotti, ma anche alla creazione di valore e allo sviluppo di progetti più strutturati e integrati.
L’iperammortamento in questo contesto diventa uno strumento importante per rafforzare un modello di distribuzione basato sul valore e orientato all’innovazione sostenibile perché permette alle aziende di investire in modo più vantaggioso in tecnologie e soluzioni avanzate.
La possibilità di integrare aspetti come la cyber security, l’efficienza delle infrastrutture e l’ottimizzazione dei consumi energetici consente infatti di sviluppare progetti più completi che non rispondono soltanto a esigenze tecnologiche, ma tengono conto anche degli obiettivi ambientali e delle normative sempre più stringenti creando così soluzioni più moderne sicure ed efficienti.
Una gestione più sicura e strutturata dei sistemi informatici
Un altro elemento molto importante della misura è il fatto che sia coerente con le principali linee guida e regolamentazioni europee, perché scegliere di investire in tecnologie che rientrano tra quelle agevolabili non significa solo ottenere un beneficio economico, ma anche rafforzare la capacità dell’azienda di rispettare le norme e quindi migliorare la propria conformità normativa.
Questo si traduce in una gestione più sicura e strutturata dei sistemi informatici con un controllo più efficace degli accessi, una maggiore tracciabilità delle attività svolte e una protezione più solida dei dati aziendali e dei clienti.
Allo stesso tempo il fatto che venga data attenzione alle tecnologie prodotte in Europa introduce anche un aspetto strategico legato alla sostenibilità e alla sovranità digitale, perché favorisce lo sviluppo di filiere più corte più controllabili e meno dipendenti da fornitori extraeuropei contribuendo così a rendere l’intero ecosistema tecnologico più sicuro affidabile e coerente con gli obiettivi di autonomia e competitività del mercato europeo.
Un’accelerazione verso modelli più maturi
Nel complesso, il nuovo iperammortamento 2026–2028 rappresenta così un
acceleratore per l’adozione di modelli tecnologici più maturi.
Le imprese hanno l’opportunità di:
- rafforzare la propria cyber resilience;
- allinearsi alle normative emergenti;
- ottimizzare gli investimenti grazie al beneficio fiscale;
- adottare soluzioni europee, con un impatto positivo anche in termini di sostenibilità.
La capacità di sviluppare progetti integrati e coerenti rappresenta quindi l’elemento davvero distintivo perché l’incentivo non si limita a favorire l’acquisto di nuove tecnologie ma valorizza soprattutto la qualità delle scelte e la visione strategica che guida gli investimenti delle aziende.
In questo senso non è tanto il singolo prodotto a fare la differenza quanto il modo in cui viene inserito all’interno di un progetto più ampio e strutturato.
È proprio su questo aspetto che si sta giocando la trasformazione del mercato che non può più essere visto come una semplice somma di prodotti e soluzioni isolate, ma come un vero e proprio ecosistema in cui competenze diverse innovazione tecnologica e attenzione alla sostenibilità si intrecciano e si rafforzano reciprocamente per creare valore in modo duraturo nel tempo.












