La guida

Smart working, ma senza rischi: come la ISO/IEC 27001 protegge il lavoro remoto



Indirizzo copiato

Con lo smart working, uno degli standard più importanti al mondo per la protezione delle informazioni è la ISO/IEC 27001. Ecco come i dati sensibili devono restare protetti quando il “perimetro” aziendale non è più un ufficio con porte blindate, ma una rete di postazioni in luoghi diversi

Pubblicato il 23 apr 2026

Jim Biniyaz

CEO & Co-Founder ResilientX Security



Smartworking, ma senza rischi: come ISO/IEC 27001 protegge il lavoro remoto
Smart working
AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti

Il lavoro da remoto ha cambiato per sempre il modo in cui lavoriamo. Oggi molte aziende possono contare su collaboratori sparsi ovunque: da casa, da uno spazio di coworking o dall’estero.

Questa libertà apre infinite possibilità di flessibilità, ma porta anche tante incognite, soprattutto sul fronte della sicurezza delle informazioni.

Cerchiamo di vedere come possiamo essere certi che i dati sensibili restino protetti quando il “perimetro” aziendale non è più un ufficio con porte blindate, ma una rete di postazioni in luoghi diversi.

La risposta arriva da uno degli standard più importanti al mondo per la protezione delle informazioni: ISO/IEC 27001.

Questo framework, aggiornato nel 2022, offre una guida pratica e completa per custodire i dati ovunque si trovino, garantendo sicurezza anche a chi lavora lontano dalle scrivanie tradizionali.

Cosa cambia con la versione 2022 di ISO/IEC 27001

Con l’ultima edizione lo standard ha rafforzato la sua attenzione verso il lavoro remoto e mobile, introducendo controlli specifici dedicati (Annex A.6.7 per il telelavoro e Annex A.6.2 per i dispositivi mobili).

L’idea è chiara: mantenere i principi base della sicurezza informatica, attraverso la triade: riservatezza, integrità e disponibilità dei dati, anche fuori dall’ambiente protetto dell’azienda.

Per farlo, ISO/IEC 27001 invita a introdurre in campo policy dettagliate, procedure solide e soluzioni tecnologiche che limitino i rischi, ad esempio quelli legati all’uso di reti pubbliche o dispositivi personali.

Le regole d’oro dello smartworking secondo ISO/IEC 27001

Per lavorare in modo sicuro da remoto, lo standard richiede una serie di misure concrete:

  • Stabilire chi può lavorare da remoto: chi ha il permesso? E quali sistemi può utilizzare? È essenziale documentare chi ha accesso a cosa.
  • Definire quali dati e applicazioni sono accessibili fuori sede: non tutte le informazioni aziendali devono uscire dall’ufficio. Ci vuole una classificazione chiara per capire cosa può essere processato in smart working.
  • Garantire un accesso sicuro: questo significa usare VPN con crittografia end-to-end e l’autenticazione a più fattori (MFA) per ogni connessione esterna, così da rendere difficilissimo l’accesso non autorizzato.
  • Segmentare le reti: ogni lavoratore deve poter accedere solo alle risorse necessarie, non a tutto. Il principio del “Least Privilaged” diventa fondamentale.
  • Proteggere i dispositivi: installare firewall personali, software anti-malware e soluzioni di Endpoint Detection and Response (EDR), mantenere aggiornamenti automatici e abilitare la cifratura completa dei dischi su laptop e dispositivi mobili.
  • Monitorare e tracciare tutto con attenzione: sistemi di logging centralizzato e indicatori di performance (KPI) aiutano a capire se le misure sono efficaci o se bisogna intervenire.

Così ogni dipendente remoto sa che deve usare solo device autorizzati e configurati in sicurezza, aggiornare sempre i software e seguire comportamenti rispettosi delle politiche aziendali.

Sicurezza in mobilità: affrontare i rischi delle persone in movimento

Il lavoro da remoto non è solo la scrivania di casa. Spesso i lavoratori sono in movimento, si collegano da hotspot, Wi-Fi pubblici o utilizzano dispositivi mobili in viaggio.

Questo crea rischi molto concreti, come il rischio di intercettazioni di dati non protetti, lo smarrimento o il furto di dispositivi.

Invece ISO/IEC 27001 incoraggia a:

  • Utilizzare soluzioni di Mobile Device Management (MDM) per controllare in tempo reale la sicurezza di smartphone, tablet e laptop.
  • Attivare VPN always-on, che cifrano automaticamente tutto il traffico internet senza lasciare spazio per errori o configurazioni manuali dimenticate.
  • Promuovere buone pratiche come Clean desk e Clean screen anche fuori dall’ufficio, per evitare che dati riservati restino visibili in luoghi pubblici.
  • Formare il personale sui rischi specifici del lavoro in mobilità, soprattutto su come riconoscere le trappole del social engineering che sfruttano la distrazione.

Byod: la sfida di gestire i dispositivi personali

Molte aziende oggi usano politiche BYOD (Bring Your Own Device), permettendo ai dipendenti di lavorare con i propri smartphone o laptop personali. ISO/IEC 27001 affronta questa realtà con prescrizioni precise:

  • mantenere un inventario accurato di tutti i dispositivi autorizzati, legandoli a utenti, reparti e livelli di accesso;
  • adottare configurazioni di sicurezza standard e hardening, per esempio disabilitando porte USB inutilizzate e limitando l’installazione di software non autorizzato;
  • monitorare continuamente i dispositivi tramite EDR e MDM, per rilevare anomalie o violazioni;
  • proteggere i dati aziendali su device personali tramite container sicuri dedicati;
  • prevedere procedure chiare per cancellazione remota dei dati in caso di furto o smarrimento, e sanificazione all’uscita del dipendente dall’azienda.

Con queste misure, l’uso di dispositivi personali non diventa un’incognita ma
un’opportunità controllata.

Come implementare ISO/IEC 27001 nel lavoro remoto

Per ottenere veramente valore da ISO/IEC 27001, bisogna:

  • fare una gap analysis per capire dove si è e cosa manca rispetto allo standard;
  • definire con chiarezza l’ambito dell’ISMS, includendo esplicitamente smartworking e dispositivi mobili;
  • coinvolgere il top management, che deve dare supporto e risorse, comunicando la sicurezza come un valore chiave per il business;
  • condurre una valutazione specifica dei rischi legati al telelavoro e al BYOD e definire con chiarezza quali rischi si accettano e quali si mitigano;
  • predisporre corsi di formazione continue e simulazioni (ad esempio test di phishing) per aumentare la consapevolezza;
  • implementare monitoraggio costante, audit periodici, analisi degli incidenti e revisione regolare dei controlli.

La sicurezza va oltre le mura aziendali

Lo smart working non è più una tendenza, è la nuova normalità. Garantire che sia sicuro significa adottare un sistema di gestione della sicurezza delle informazioni come ISO/IEC27001.

Solo così si fanno conciliare flessibilità e protezione, permettendo alle aziende di crescere con fiducia in un mondo sempre più digitale e disperso. Un ISMS ben costruito e aggiornato in continua evoluzione è la vera chiave per mantenere al sicuro dati e processi, oggi e domani.

guest

0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x