Il lavoro da remoto ha cambiato per sempre il modo in cui lavoriamo. Oggi molte aziende possono contare su collaboratori sparsi ovunque: da casa, da uno spazio di coworking o dall’estero.
Questa libertà apre infinite possibilità di flessibilità, ma porta anche tante incognite, soprattutto sul fronte della sicurezza delle informazioni.
Cerchiamo di vedere come possiamo essere certi che i dati sensibili restino protetti quando il “perimetro” aziendale non è più un ufficio con porte blindate, ma una rete di postazioni in luoghi diversi.
La risposta arriva da uno degli standard più importanti al mondo per la protezione delle informazioni: ISO/IEC 27001.
Questo framework, aggiornato nel 2022, offre una guida pratica e completa per custodire i dati ovunque si trovino, garantendo sicurezza anche a chi lavora lontano dalle scrivanie tradizionali.
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Cosa cambia con la versione 2022 di ISO/IEC 27001
Con l’ultima edizione lo standard ha rafforzato la sua attenzione verso il lavoro remoto e mobile, introducendo controlli specifici dedicati (Annex A.6.7 per il telelavoro e Annex A.6.2 per i dispositivi mobili).
L’idea è chiara: mantenere i principi base della sicurezza informatica, attraverso la triade: riservatezza, integrità e disponibilità dei dati, anche fuori dall’ambiente protetto dell’azienda.
Per farlo, ISO/IEC 27001 invita a introdurre in campo policy dettagliate, procedure solide e soluzioni tecnologiche che limitino i rischi, ad esempio quelli legati all’uso di reti pubbliche o dispositivi personali.
Le regole d’oro dello smartworking secondo ISO/IEC 27001
Per lavorare in modo sicuro da remoto, lo standard richiede una serie di misure concrete:
- Stabilire chi può lavorare da remoto: chi ha il permesso? E quali sistemi può utilizzare? È essenziale documentare chi ha accesso a cosa.
- Definire quali dati e applicazioni sono accessibili fuori sede: non tutte le informazioni aziendali devono uscire dall’ufficio. Ci vuole una classificazione chiara per capire cosa può essere processato in smart working.
- Garantire un accesso sicuro: questo significa usare VPN con crittografia end-to-end e l’autenticazione a più fattori (MFA) per ogni connessione esterna, così da rendere difficilissimo l’accesso non autorizzato.
- Segmentare le reti: ogni lavoratore deve poter accedere solo alle risorse necessarie, non a tutto. Il principio del “Least Privilaged” diventa fondamentale.
- Proteggere i dispositivi: installare firewall personali, software anti-malware e soluzioni di Endpoint Detection and Response (EDR), mantenere aggiornamenti automatici e abilitare la cifratura completa dei dischi su laptop e dispositivi mobili.
- Monitorare e tracciare tutto con attenzione: sistemi di logging centralizzato e indicatori di performance (KPI) aiutano a capire se le misure sono efficaci o se bisogna intervenire.
Così ogni dipendente remoto sa che deve usare solo device autorizzati e configurati in sicurezza, aggiornare sempre i software e seguire comportamenti rispettosi delle politiche aziendali.
Sicurezza in mobilità: affrontare i rischi delle persone in movimento
Il lavoro da remoto non è solo la scrivania di casa. Spesso i lavoratori sono in movimento, si collegano da hotspot, Wi-Fi pubblici o utilizzano dispositivi mobili in viaggio.
Questo crea rischi molto concreti, come il rischio di intercettazioni di dati non protetti, lo smarrimento o il furto di dispositivi.
Invece ISO/IEC 27001 incoraggia a:
- Utilizzare soluzioni di Mobile Device Management (MDM) per controllare in tempo reale la sicurezza di smartphone, tablet e laptop.
- Attivare VPN always-on, che cifrano automaticamente tutto il traffico internet senza lasciare spazio per errori o configurazioni manuali dimenticate.
- Promuovere buone pratiche come Clean desk e Clean screen anche fuori dall’ufficio, per evitare che dati riservati restino visibili in luoghi pubblici.
- Formare il personale sui rischi specifici del lavoro in mobilità, soprattutto su come riconoscere le trappole del social engineering che sfruttano la distrazione.
Byod: la sfida di gestire i dispositivi personali
Molte aziende oggi usano politiche BYOD (Bring Your Own Device), permettendo ai dipendenti di lavorare con i propri smartphone o laptop personali. ISO/IEC 27001 affronta questa realtà con prescrizioni precise:
- mantenere un inventario accurato di tutti i dispositivi autorizzati, legandoli a utenti, reparti e livelli di accesso;
- adottare configurazioni di sicurezza standard e hardening, per esempio disabilitando porte USB inutilizzate e limitando l’installazione di software non autorizzato;
- monitorare continuamente i dispositivi tramite EDR e MDM, per rilevare anomalie o violazioni;
- proteggere i dati aziendali su device personali tramite container sicuri dedicati;
- prevedere procedure chiare per cancellazione remota dei dati in caso di furto o smarrimento, e sanificazione all’uscita del dipendente dall’azienda.
Con queste misure, l’uso di dispositivi personali non diventa un’incognita ma
un’opportunità controllata.
Come implementare ISO/IEC 27001 nel lavoro remoto
Per ottenere veramente valore da ISO/IEC 27001, bisogna:
- fare una gap analysis per capire dove si è e cosa manca rispetto allo standard;
- definire con chiarezza l’ambito dell’ISMS, includendo esplicitamente smartworking e dispositivi mobili;
- coinvolgere il top management, che deve dare supporto e risorse, comunicando la sicurezza come un valore chiave per il business;
- condurre una valutazione specifica dei rischi legati al telelavoro e al BYOD e definire con chiarezza quali rischi si accettano e quali si mitigano;
- predisporre corsi di formazione continue e simulazioni (ad esempio test di phishing) per aumentare la consapevolezza;
- implementare monitoraggio costante, audit periodici, analisi degli incidenti e revisione regolare dei controlli.
La sicurezza va oltre le mura aziendali
Lo smart working non è più una tendenza, è la nuova normalità. Garantire che sia sicuro significa adottare un sistema di gestione della sicurezza delle informazioni come ISO/IEC27001.
Solo così si fanno conciliare flessibilità e protezione, permettendo alle aziende di crescere con fiducia in un mondo sempre più digitale e disperso. Un ISMS ben costruito e aggiornato in continua evoluzione è la vera chiave per mantenere al sicuro dati e processi, oggi e domani.












