Il fattore umano rappresenta ancora oggi il principale anello debole nella catena della sicurezza informatica, soprattutto quando si tratta di posta elettronica, abuso di identità e gestione impropria dei dati. Come identificare, misurare e ridurre, in modo continuativo e data-driven, le vulnerabilità scaturite dalle persone?
L'analisi
Il problema non è il fattore umano. Perché il modello cyber va ripensato
Il nodo della cyber security non è la persona che sbaglia, ma un modello di sicurezza non allineato ai flussi di lavoro reali. Quando i processi sono complessi e poco usabili, la sicurezza viene aggirata invece di essere adottata. Ma anche la formazione deve cambiare
Business Continuity & Risk Management Consultant, BCI Cyber Resilience Committee Member, CLUSIT Direttivo

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