Secondo i ricercatori di Citizen Lab, l’azienda israeliana di digital advertising, Discover-Tech, avrebbe sfruttato annunci online per condurre una vasta operazione di cyber spionaggio che avrebbe raggiunto centinaia di milioni di persone.
Ecco come ha trasformato gli annunci mirati in un canale per lo spyware mercenario zero-click che rende “la portata di questa operazione documentata da CitizenLab sicuramente enorme”, avverte Dario Fadda, esperto di cyber sicurezza e collaboratore di Cybersecurity360.
Secondo Alessandro Curioni, fondatore di DI.GI Academy e autore del libro “Guerre diffuse“, “dell’esistenza di attacchi spyware zero-click distribuiti su larga scala si era tanto parlato in passato, ma che poi fosse una realtà restava ancora nel campo delle ipotesi”.
“Il caso Discover-Tech evidenzia un rischio concreto per le aziende italiane”, commenta Pierluigi Paganini, analista di cyber security e Ceo Cybhorus.
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L’azienda israeliana Discover-Tech sulla graticola: accusa di spionaggio via ads
Gli annunci malevoli di Discover-Tech hanno coinvolto oltre 120.000 siti web e 75.000 app.
L’agenzia pubblicitaria digitale israeliana Discover-Tech è infatti accusata di aver spiato gli utenti di Internet attraverso un’ampia rete di annunci online che utilizzava per tracciare i propri bersagli e agevolare l’hacking dei loro dispositivi. Lo riportano due gruppi di ricerca.
“La pubblicità online può diventare un vettore di sorveglianza e distribuzione di spyware, anche senza click da parte della vittima”, mette in risalto Paganini: “L’impiego di annunci mirati per raggiungere dispositivi selezionati mette in discussione l’idea che navigare su siti legittimi sia sufficiente a evitare contenuti malevoli“.
I suoi servizi hanno consentito alla società israeliana Candiru, azienda produttrice di spyware già presente nella lista nera dal governo statunitense, nonché ad altre società di sorveglianza israeliane, di accedere alle piattaforme pubblicitarie gestite da Google, Comcast, la russa Yandex ed altre, secondo diversi report del gruppo canadese di monitoraggio informatico Citizen Lab e della società di sicurezza pubblicitaria newyorkese Confiant.
“Questo caso non solo dimostra l’esistenza degli attacchi spyware zero-click, ma ci pone di fronte all’impossibilità di fare fronte all’ormai gigantesca superficie di attacco prodotta dalla massiccia digitalizzazione di tutto”, mette in guardia Curioni.
I report che accusano l’azienda israeliana di spionaggio
I rapporti mostrano come il settore della pubblicità online, da tempo oggetto di preoccupazioni in materia di privacy, possa fungere anche da canale per campagne di spionaggio su vasta scala.
“Il modo in cui funziona oggi la pubblicità online rappresenta una minaccia sistemica alla sicurezza”, ha dichiarato a Reuters Wolfie Cristl, ricercatore senior presso il Citizen Lab. “Per gli Stati, il settore privato, la società civile e chiunque altro”.
Gli annunci online di Discover-Tech erano spesso relativi a prodotti di consumo come telefonini o auricolari e hanno raggiunto una platea molto ampia.
“Per le imprese, le conseguenze potenziali includono spionaggio industriale, furto di credenziali, accesso a comunicazioni riservate e compromissione di smartphone utilizzati da dirigenti e personale strategico”, mette in guardia Paganini.
Discover-Tech poteva infatti identificare e tracciare gli utenti che visitavano siti o utilizzavano app con gli annunci malevoli, a cui, a volte, cercava anche di estrarre i numeri di telefono dagli smartphone.
Per avviare lo spionaggio era sufficiente caricare gli annunci su un sito web.
“L’esposizione non implica automaticamente un’infezione, ma richiede di ampliare la valutazione del rischio oltre phishing e allegati sospetti”, evidenzia Paganini.
L’installazione dello spyware Candiru
Secondo entrambi i gruppi di ricerca, l’uso di alcuni annunci avrebbe facilitato l’installazione dello spyware Candiru sui dispositivi degli utenti;.
Tuttavia, Confiant ha affermato che gli annunci collegati a Candiru rappresentavano una minima parte del volume complessivo di Discover-Tech.
Annunci malevoli visualizzati in centinaia di reti sensibili
Il cofondatore di Confiant, Jerome Dangu, ha accusato Discover-Tech di diffondere almeno 10 milioni di annunci al giorno in tutto il mondo e che gli accordi di condivisione dei dati – denominati “cookie matching” – le permettevano di effettuare il tracciamento delle persone anche al di fuori della portata dei propri annunci pubblicitari.
“È molto probabile che centinaia di milioni di persone siano state raggiunte da Discover-Tech”, ha dichiarato Dangu.
Discover-Tech, fondata nel 2020, non ha risposto ai messaggi lasciati tramite il suo modulo di contatto. Non ha fornito risposta né a un messaggio su LinkedIn né alle email inviate al suo amministratore delegato, Dekel Boni.
I tentativi di Reuters di contattare i proprietari di Candiru non hanno avuto esito positivo.
Ma il Dipartimento del Commercio degli Usa ha inserito Candiru nella blacklist nel 2021 per aver presumibilmente fornito spyware utilizzato per prendere di mira in modo malevolo funzionari governativi, giornalisti, attivisti e accademici.
I precedenti della variante dello spyware Candiru
Il Citizen Lab ha rilevato l’utilizzo di una potente variante dello spyware Candiru, diffusa tramite gli annunci pubblicitari di Discover-Tech, per compromettere 45 dispositivi Windows presso l’emittente qatariota Al Jazeera tra il 2024 e il 2025.
Secondo il gruppo di ricerca, ciò è stato possibile grazie alla condivisione dei log di rete da parte del gruppo mediatico.
Inoltre, Confiant ha riportato che gli annunci dannosi erano visib ili agli utenti in «centinaia di reti appartenenti a categorie sensibili», tra cui il Pentagono, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica e la Corte penale internazionale.
Inoltre, alcune regioni, come i territori palestinesi, erano particolarmente saturate dagli annunci dell’azienda israeliana.
«Se visiti quasi qualsiasi sito in Palestina – qualsiasi sito – trovi un annuncio di Discover-Tech. Questo garantisce loro una visibilità molto completa sulle attività digitali di un intero Paese», ha affermato Dangu.
“Dobbiamo iniziare a chiederci se la complessità con la quale ci confrontiamo e le infinite interconnessioni non sia ormai al di fuori di qualsiasi controllo”. “, conclude Alessandro Curioni: “Certo si tratta evidentemente di un attacco dietro il quale ci sono stati e servizi, ma lasciatemi dire che se si guarda il quadro generale forse questo caso è giusto la spettacolare punta di un iceberg“.
Come mitigare il rischio
Per ridurre i rischi, “servono protezioni aggiornate degli endpoint, filtraggio pubblicitario, controllo dei dispositivi mobili e maggiore attenzione ai servizi di terze parti. Il caso conferma che anche infrastrutture commerciali legittime possono essere sfruttate per operazioni mirate contro interessi aziendali e nazionali“, conclude Paganini.
Questa vicenda lascia pensare che “l’attivazione degli Adblocker possa essere una difesa ormai indispensabile per mitigare rischi come questo. Ma, a parer mio, servono soprattutto controlli rigorosi sull’intera filiera pubblicitaria e responsabilità concrete per piattaforme e intermediari”, mette in guardia Dario Fadda.
“Purtroppo vediamo abusi, per esempio di brand reputation anche sui circuiti più famosi, ogni giorno. Ridurre la difesa al blocco degli Adv, rischia di eliminare questa forma di promozione lecita, unicamente per colpa di chi ne abusa“, avverte Fadda.











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