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Cybertech Europe 2026: AI e resilienza ridisegnano la cyber security europea


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AI, infrastrutture critiche, Zero Trust, quantum e sistemi autonomi stanno modificando priorità e modelli di difesa. Cybertech Europe 2026 porta a Roma il confronto sulla nuova cyber security europea, sempre più legata a resilienza, governance e capacità di gestire dipendenze e identità digitali

Pubblicato il 6 ott 2026



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Cybertech Europe 2026




La cyber security europea sta attraversando una trasformazione che riguarda contemporaneamente tecnologia, governance e capacità di risposta. L’intelligenza artificiale accelera attacco e difesa, le infrastrutture critiche dipendono da ecosistemi digitali sempre più interconnessi e l’identità diventa uno dei principali punti attraverso i quali stabilire chi o cosa può accedere alle risorse aziendali.

È in questo scenario che il Cybertech Europe 2026 torna a Roma il 13 e 14 ottobre, al Convention Center La Nuvola. L’agenda della manifestazione mette insieme alcuni dei dossier che stanno ridefinendo il lavoro di CISO, CIO e responsabili della sicurezza: dalla resilienza digitale europea all’AI, dalla protezione delle infrastrutture critiche allo Zero Trust, fino alla cyber defence, al quantum e ai sistemi autonomi.

Più che una semplice evoluzione dello stack tecnologico, emerge un cambio di prospettiva. La sicurezza deve seguire infrastrutture, identità e applicazioni oltre i confini tradizionali dell’organizzazione, mentre la capacità di continuare a operare durante e dopo un incidente diventa parte integrante della gestione del rischio.

Cybertech Europe 2026 e la ricerca di una resilienza europea

Uno dei primi temi posti dall’agenda riguarda la prospettiva europea sulla cyber security. Il programma mette in relazione strategia cyber, collaborazione pubblico-privato, resilienza operativa, sovranità digitale, cloud sovrano e sviluppi normativi.

Sono elementi differenti, ma sempre più difficili da governare separatamente. Per un’organizzazione, infatti, la resilienza dipende dalla propria capacità di protezione e risposta ma anche dalle infrastrutture digitali utilizzate, dai fornitori, dalla disponibilità dei servizi cloud e dalla sicurezza delle catene di approvvigionamento.

La conseguenza è un ampliamento del perimetro della cyber security. Governare il rischio significa conoscere le dipendenze sulle quali poggiano i processi essenziali e prevedere cosa accade quando una di queste viene compromessa o diventa indisponibile.

Il tema assume un peso ancora maggiore quando riguarda infrastrutture critiche e servizi essenziali. Energia, trasporti e altri settori ad alta criticità operano ormai attraverso una stretta interazione tra componenti fisiche e digitali. In questi contesti, disponibilità e continuità operativa assumono un peso almeno pari alla protezione dei dati.

AI e cyber: difendere con gli stessi strumenti che cambiano gli attacchi

L’intelligenza artificiale occupa inevitabilmente una posizione centrale nel programma di Cybertech Europe 2026. L’agenda affronta sia l’AI applicata alla cyber security sia la cyber security applicata all’AI, includendo governance, automazione, gestione del rischio, AI agentica e rapporto tra persone e sistemi intelligenti.

È una distinzione importante. Da una parte, l’AI può accelerare analisi della telemetria, rilevamento delle anomalie, classificazione degli alert e attività di risposta. Dall’altra, gli stessi modelli diventano sistemi da proteggere quando vengono collegati a dati aziendali, strumenti e applicazioni.

Il passaggio verso l’AI agentica accentua il problema. Un sistema capace di eseguire azioni, richiamare API o interagire autonomamente con altri servizi introduce infatti una nuova combinazione di privilegi e dipendenze. Diventa necessario stabilire quali risorse possa utilizzare, con quale identità e all’interno di quali limiti.

Per il CISO, quindi, l’adozione dell’intelligenza artificiale entra direttamente nella gestione del rischio aziendale. Inventario dei sistemi AI, controllo degli accessi, protezione dei dati, logging e supervisione delle azioni automatizzate diventano elementi della stessa architettura di sicurezza.

Zero Trust alla prova delle identità non umane

La crescente autonomia dei sistemi porta direttamente a un altro tema dell’agenda: lo Zero Trust. Il programma del Cybertech Europe lo collega alla sicurezza delle identità, al cloud, alla gestione degli accessi e alla verifica continua, dedicando attenzione anche alle identità non umane e a quelle generate dall’AI.

Il cambiamento è rilevante perché l’identità digitale non coincide più soltanto con l’utente. Applicazioni, workload, account di servizio, API e agenti AI devono autenticarsi e ottenere autorizzazioni per interagire con l’infrastruttura.

In un ecosistema di questo tipo, concedere privilegi eccessivi a una macchina può creare un rischio analogo a quello determinato da un account umano sovra-privilegiato. La differenza è che un processo automatizzato può operare con una velocità e una scala molto superiori.

Lo Zero Trust assume quindi una funzione più ampia: verificare continuamente identità, contesto e autorizzazioni, limitando ogni soggetto alle risorse effettivamente necessarie. Una logica che deve estendersi alle identità macchina e agli agenti AI se le organizzazioni vogliono mantenere il controllo su ambienti sempre più automatizzati.

Infrastrutture critiche: dalla prevenzione alla continuità operativa

Il programma di Cybertech Europe dedica uno specifico filone alla protezione delle infrastrutture critiche, con particolare attenzione a resilienza operativa, sicurezza OT, supply chain, energia e preparazione alle interruzioni su vasta scala.

Qui emerge uno dei cambiamenti più significativi della cyber security contemporanea. In un’infrastruttura critica non è sufficiente chiedersi come impedire una compromissione: bisogna stabilire come mantenere le funzioni essenziali se l’attacco supera le difese preventive.

Questo richiede segmentazione, capacità di rilevamento, procedure di incident response e disaster recovery realmente esercitate, ma anche una conoscenza precisa delle dipendenze tecnologiche e dei fornitori dai quali dipende l’operatività.

La convergenza IT-OT rende il problema ancora più complesso. Una compromissione digitale può propagarsi verso processi fisici, mentre sistemi industriali progettati per funzionare per molti anni possono convivere con tecnologie più recenti, creando ambienti nei quali aggiornamento e gestione delle vulnerabilità devono confrontarsi con requisiti stringenti di disponibilità.

Quantum e sistemi autonomi preparano il prossimo cambio di paradigma

Cybertech Europe guarda anche oltre le minacce immediate. Tra i temi indicati per il 2026 figurano tecnologie quantistiche, crittografia post-quantistica, sistemi autonomi, identità digitale, tecnologie spaziali e AI.

Per le imprese, la crittografia post-quantistica è soprattutto un problema di preparazione. Prima ancora della migrazione occorre conoscere dove viene utilizzata la crittografia, quali dati devono rimanere riservati per molti anni e quali applicazioni o infrastrutture dipendono da algoritmi destinati a essere sostituiti.

La stessa logica preventiva vale per i sistemi autonomi. L’aumento della capacità decisionale delle macchine rende necessario definire in anticipo limiti operativi, privilegi, meccanismi di supervisione e possibilità di intervento umano.

Il denominatore comune è la necessità di progettare oggi architetture capaci di adattarsi a minacce e tecnologie che continueranno a evolvere.

Cyber security e sicurezza nazionale sempre più interdipendenti

Un ulteriore asse del programma riguarda il rapporto tra cyber defence, geopolitica e sicurezza nazionale. Il comunicato colloca infatti tra i temi della manifestazione anche leadership internazionale, difesa cyber e sicurezza nazionale.

La composizione dei partecipanti conferma questa impostazione. Tra i relatori annunciati sul sito ufficiale figurano Roberto Viola, direttore generale di DG CONNECT della Commissione europea; Nunzia Ciardi, vicedirettore generale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale; Ivano Gabrielli, direttore del Servizio Polizia Postale; Anssi Kärkkäinen, direttore generale del National Cyber Security Centre finlandese, insieme a rappresentanti di ENISA, European Defence Agency, istituzioni nazionali e CISO di organizzazioni pubbliche e private.

La presenza nello stesso confronto di istituzioni, autorità cyber e imprese riflette una caratteristica ormai strutturale del rischio: infrastrutture e servizi essenziali sono spesso gestiti dal settore privato, mentre gli attacchi possono avere implicazioni economiche, sociali e geopolitiche che superano i confini della singola organizzazione.

Per CISO e imprese la cyber diventa governance della complessità

AI, Zero Trust, infrastrutture critiche, supply chain e quantum possono sembrare dossier distinti. Per chi governa la sicurezza aziendale rappresentano invece manifestazioni dello stesso problema: mantenere controllo e capacità di risposta mentre aumentano connessioni, automazione e dipendenze.

È probabilmente questa la chiave di lettura più interessante di Cybertech Europe 2026. Il CISO deve ormai dialogare con il board sulla continuità del business, partecipare alle decisioni sull’adozione dell’AI, comprendere le dipendenze dai fornitori e preparare l’organizzazione a scenari nei quali prevenire ogni incidente non è realistico.

La maturità cyber si misura allora anche nella capacità di assorbire l’impatto di un attacco, circoscriverlo e ripristinare rapidamente le funzioni essenziali.

Cybertech Europe 2026 diventa così un punto di osservazione sulle trasformazioni che stanno interessando l’intero ecosistema europeo della sicurezza. Perché il prossimo salto della cyber security dipenderà tanto dalle nuove tecnologie quanto dalla capacità delle organizzazioni di governarne identità, privilegi, dipendenze e impatto sul business.

Cybertech Europe 2026: codice sconto del 20% per i lettori

Cybertech Europe 2026 si svolgerà il 13 e 14 ottobre al Convention Center La Nuvola di Roma. I lettori di Cybersecurity360 possono accedere alla pagina di registrazione riservata e ottenere il codice sconto esclusivo del 20% previsto per l’evento.

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