Un quadro in costante evoluzione, in cui l’asticella si alza ogni giorno. La cyber security aziendale ha ormai raggiunto un livello di complessità tale per cui diventa indispensabile rivedere alla radice le strategie di difesa nei confronti del crimine informatico.
La logica della detection and response, considerata fino a oggi l’approccio più evoluto, non è più sufficiente e l’esigenza di affrontare un passaggio evolutivo è ancora più forte per il mid market europeo, settore in cui le organizzazioni sperimentano le maggiori difficoltà a far fronte alla nuova dimensione della sicurezza.
“Oggi per proteggere il business è indispensabile orientarsi a una gestione funzionale del rischio” spiega Luca Bonora, Evangelist di Cyberoo. Per farlo, però serve riuscire a governare un panorama estremamente complesso, che gestito autonomamente drena risorse e aumenta i costi”. È questo ragionamento che getta le fondamenta di ORBIS, un ecosistema di cyber security che ha come obiettivo quello di permettere una governance coerente di strumenti, processi, competenze, compliance e decisioni di sicurezza.
“Le statistiche dicono che, mediamente, in ogni singola azienda ci sono 83 diversi strumenti IT di 29 vendor differenti. Un dato che conferma come i principali problemi della cyber security siano oggi rappresentati da complessità e frammentazione” prosegue Bonora. “Per far fronte a questo scenario abbiamo ideato ORBIS, un modello integrato che consente di gestire tutti gli aspetti del rischio cyber”.
Indice degli argomenti
Come cambia la prospettiva
“Oggi l’MDR (Managed Detection and Response – ndr) continua a essere indispensabile – spiega Bonora – ma non è più sufficiente. L’evoluzione in una logica di framework orientato alla gestione del rischio ne ridefinisce completamente i confini”.
Da qui l’ampliamento del concetto di MDR verso una logica più generale di threat management, definizione all’interno della quale confluiscono non solo le classiche logiche di detection and response, ma anche attività complementari come la cyber threat intelligence,che consente di analizzare le attività criminali sul web (e dark web) in chiave preventiva e di ottimizzazione della risposta.
Elementi che Bonora ritiene non dovrebbero mai essere stati considerati come distinti, ma debbano essere interpretati più correttamente come fasi diverse di uno stesso processo.
Il salto evolutivo, tuttavia, non si esaurisce qui. “L’obiettivo che ci siamo dati fin dal primo giorno in Cyberoo è stato quello di colmare il gap tra il semplice monitoraggio tecnologico e una reale capacità operativa di difesa continua del business aziendale” sottolinea Bonora. “Ora questo obiettivo richiede un passo in più, che interessa sia il threat management, sia altri elementi che sono emersi con forza negli ultimi mesi”.
L’approccio descritto da Luca Bonora investe, in definitiva, quattro aspetti diversi ma strettamente connessi tra loro. Oltre alla citata attività di threat management, vi convergono compliance, processi e governance, formazione. Affinché si possa “mettere ordine nel caos”, ognuno di questi deve evolvere attraverso un’interpretazione che permetta di coniugare efficacia e semplicità.
L’impatto della governance nella cyber security
Un secondo aspetto su cui insiste Bonora nella proposizione di Cyberoo attraverso il framework ORBIS è quello della governance. “L’abbandono della logica legata alla semplice scelta di tecnologie per la protezione dei sistemi è dettata principalmente dalla filosofia che vede la sicurezza, prima di tutto, come un processo” spiega. “Ed è proprio intervenendo sui processi che è possibile migliorare la postura di sicurezza di un’organizzazione”.
Nella pratica, la strategia prevede l’integrazione dei servizi offerti da Cyberoo Docetz, business unit di taglio consulenziale dell’azienda specializzata in consulenze di processo (come, ad esempio, la definizione di incident response plan o il supporto alla riorganizzazione di documentazione e processi compatibili con gli obblighi di compliance), o assessment, penetration test, Incident Response Team. In sintesi, una risorsa che mette a disposizione le competenze necessarie per operare in una chiave strategica.
“Per garantire un adeguato livello di cyber security non è sufficiente avere a disposizione gli strumenti più avanzati – sottolinea Bonora al riguardo – ma serve essere in grado di definire strategie e piani di azione che possano essere attivati nel momento in cui si verifica un incidente di sicurezza. Docetz risponde esattamente a questa esigenza”.
La nuova dimensione della formazione
La formazione è uno dei “temi caldi” del settore. L’annoso problema legato al “fattore umano”, che in molti casi continua a rappresentare un problema irrisolto della sicurezza informatica, ha infatti guadagnato progressivamente visibilità ed è diventato una priorità per qualsiasi organizzazione. Guadagnate le luci della ribalta, ora si tratta però di mettere a terra soluzioni realmente efficaci.
“Anche nell’ambito della formazione è necessario fare un salto evolutivo poiché riteniamo che le persone possano trasformarsi nel primo e più diffuso firewall aziendale” conferma Luca Bonora. “Appurato che i tradizionali corsi di formazione hanno dimostrato tutti i loro limiti, Cyberoo ha scelto di adottare un approccio innovativo basato sulle neuroscienze, che ha portato allo sviluppo di una piattaforma di Human Risk & Security Training dedicata come Keatrix”.
Il cambio di prospettiva riguarda contemporaneamente una importante evoluzione del metodo neuroscientifico e l’utilizzo di moderne tecniche di comunicazione, il tutto caratterizzato da un percorso dinamico e adattivo che prevede una continua verifica di quanto appreso.
In altre parole: addio ai corsi di formazione frontali con obbligo di frequenza una volta l’anno e apertura a strumenti di intelligenza artificiale adattivi per creare percorsi personalizzati sulla base delle conoscenze pregresse, del contesto personale e lavorativo e delle capacità di apprendimento di ciascuna persona.
Il nodo della compliance
L’ultimo tassello che compone lo scenario in cui si muove la nuova declinazione della cyber security nella visione di Cyberoo è rappresentato dalla conformità agli standard legislativi di settore.
Tra gli elementi di pressione più forti cui sono sottoposte le medie imprese europee, infatti, la compliance gioca un ruolo di primo piano. L’evoluzione normativa a livello continentale ha spostato il suo baricentro da un approccio legato a semplici adempimenti formali verso una prospettiva che si concentra sulla valutazione del rischio e la capacità di governare in maniera efficace i dati trattati. Il risultato è una maggiore efficacia a livello di ricadute sul settore ma, ancora una volta, un maggiore livello di complessità nella gestione pratica di tutte le attività.
“Compliance e certificazioni in ambito security stanno assumendo un ruolo di primo piano per il business delle aziende” sottolinea Bonora. “Non sempre, però, è facile gestirne tutti gli aspetti con le risorse interne. Nella messa a punto dell’ecosistema ORBIS abbiamo dedicato degli strumenti specifici a questo scopo”.
Nello specifico, spiega l’evangelist di Cyberoo, il compito è affidato a un software specifico. “Titaan Neemesi è una soluzione pensata per monitorare costantemente l’infrastruttura, accessi e dispositivi, registrare log e fornire una reportistica che semplifica la gestione a livello di compliance alle principali normative e certificazioni del settore”, conclude Bonora.













Partecipa alla community