Circa 95 milioni di euro trasferiti, 36 dei quali ancora da recuperare, dopo una richiesta urgente apparentemente proveniente dai vertici del gruppo bancario, una conversazione con una voce che avrebbe imitato quella di un professionista conosciuto e una serie di e-mail costruite per rendere credibile l’operazione. È la frode che nel febbraio 2026 ha coinvolto Fideuram e il suo presidente di allora, Paolo Molesini.
L'ANALISI TECNICA
Frode a Fideuram, persi 36 milioni: con l’AI la voce non basta più a verificare l’identità
WhatsApp, e-mail e una voce che avrebbe imitato quella di un professionista conosciuto: così sarebbero stati disposti trasferimenti per 95 milioni da Fideuram, di cui una buona parte già recuperati. Il caso mostra come l’AI e i deepfake rendano più credibile la CEO fraud e perché oggi riconoscere una voce non basti più ad autenticare un ordine
Research Infosec, fondatore Insicurezzadigitale.com

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