L’attacco contro le Olimpiadi invernali 2026 di Milano-Cortina potrebbe essere solo un assaggio di un’offensiva, al momento a base di attacchi DDoS, che vede l’Italia come bersaglio. Secondo il ministro degli Esteri Antonio Tajani, gli attacchi porterebbero la firma della Russia, una sorta di “Agnosco stilum”, senza fornire ulteriori dettagli.
Nei giorni scorsi l’Italia è, infatti, riuscita a bloccare vari tentativi di cyber attacco che avevano nel mirino il ministero degli Affari Esteri e siti web e strutture ricettive legate alle Olimpiadi invernali, in particolare a Cortina d’Ampezzo. Negli stessi giorni, un attacco di tipo ransomware ha colpito l’università La Sapienza di Roma con i suoi 400 server.
Questa è solo la sintesi dell’ultima settimana cyber. Secondo il report di Tinexta Cyber, ogni cinque minuti un attacco hacker colpisce l’Italia.
“Ma questo non è allarmismo: è il rumore di fondo“, commenta Sandro Sana, Ethical Hacker e membro del comitato scientifico Cyber 4.0″.
“I numeri colpiscono perché sono grandi, frequenti, ravvicinati, ma il rischio è scambiare la densità per spiegazione“, secondo Alessandro Curioni, Fondatore di DI.GI Academy, specializzato in Information Security & Cybersecurity.
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Un cyber attacco ogni 5 minuti in Italia
In Italia si verifica un cyber attacco ogni cinque minuti. La frequenza supera del 17% la media globale, senza che il Pil dell’Italia (agli ultimi posti in Europa) sia superiore di un’analoga percentuale del Pil mondiale.
“Se l’Italia viaggia +17% sopra la media globale, vuol dire che per i criminali siamo un bersaglio comodo: tanto rendimento, poca fatica“, sottolinea Sandro Sana.
Questi dati contenuti nella nuova analisi di Tinexta Cyber (Gruppo Tinexta) scattano un’istantanea di un panorama che evolve velocemente “in cui criminalità digitale, tensioni geopolitiche e intelligenza artificiale stanno cambiando le minacce online”.
Più dell’80% delle minacce cyber su scala globale ha un target economico. L’obiettivo è rubare dati, bloccare sistemi e richiedere riscatti. A livello mondiale, su base quotidiana oscillano fra le 450.000 e le 560.000 le nuove varianti di malware identificate, per oltre 1,2 miliardi di programmi malevoli noti complessivi.
“Dire che l’Italia è più colpita della media globale non dice ancora perché lo sia: superficie digitale estesa, qualità disomogenea delle difese, esposizione del settore pubblico, o semplice maggiore capacità di rilevazione. Tutte ipotesi possibili, nessuna sufficiente da sola”, avverte Curioni.
Il report
In Italia si contano 116.498 attacchi hacker nel 2025 e un balzo in avanti del 48% dei ransomware, gli attacchi come quello all’ateneo romano La Sapienza con richiesta di riscatto.
Tinexta Cyber ha archiviato il primo semestre registrando un incremento rilevante di attacchi ai siti e ai servizi pubblici. Si tratta di “una crescita legata in modo particolare all’aumento dell’hacktivismo, cioè gli attacchi a sfondo politico che sfruttano il cyberspazio come terreno di scontro”.
Le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina si rivelano già “un obiettivo ‘a calamita’ per un’ampia gamma di attori malevoli. Gli attaccanti in cerca di visibilità, siano essi attivisti, criminali o motivati politicamente, sanno che qualsiasi violazione riuscita collegata alle Olimpiadi viene amplificata su scala globale.
Le edizioni passate dei Giochi Olimpici hanno già registrato diversi incidenti informatici, come il cyberattacco durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali del 2018 a Pyeongchang, in Corea del Sud, o i 450 milioni di cyberattacchi registrati in occasione delle Olimpiadi Estive di Tokyo”, spiega Harm Teunis, Security Evangelist di ESET NL.
Come mitigare i rischi
Ma “con l’IA che abbassa ulteriormente costi e tempi (phishing, frodi, ransomware), continuare con sicurezza ‘a pezzi’ è come spegnere incendi con la cannuccia: serve esecuzione seria, continua, misurabile e non slide”, conclude Sandro Sana.
L’ingresso dell’intelligenza artificiale nel cybercrime “viene descritto come una svolta radicale. Forse lo è, ma non nel senso di una rottura improvvisa, piuttosto sembra un’accelerazione di dinamiche già note: adattività, personalizzazione, sfruttamento dei dati rubati. L’IA non crea il ricatto, ne ottimizza il ritmo”, avverte Curioni: “Quando si afferma che la sicurezza digitale non è più una scelta ma una necessità sistemica, il punto resta aperto: necessaria per chi e a quale costo organizzativo. Ogni aumento di sicurezza introduce attriti, rallenta processi, redistribuisce responsabilità. Il problema non è eliminare il rischio, ma decidere dove conviverci. In un contesto così instabile, la vera fragilità non è l’attacco, ma l’illusione che esista una risposta definitiva“.













