L'ANALISI

Raccolta dati tramite registrazioni audio degli smartphone, indaga il Garante: i punti critici

L’inchiesta del Garante privacy sull’utilizzo del microfono degli smartphone per spiarci a fini di marketing mirato ha riaperto il dibattito sui dubbi riguardanti una simile attività di raccolta dati che, senza il consenso degli utenti, potrebbe comportare pesanti sanzioni per violazione del GDPR. Facciamo chiarezza

08 Ott 2021
I
Giorgio Iorio

Junior Analyst Hermes Bay

T
Martina Tudda Rossi

Junior Analyst - Hermes Bay

L’apertura dell’inchiesta da parte del Garante della Privacy sull’utilizzo del microfono di dispositivi mobili, tramite app, ad uso commerciale, ha fatto riaprire il dibattito sui dubbi riguardanti il funzionamento di raccolta dati svolto dalle grandi aziende produttrici di app e servizi per mobile.

La domanda da porsi è, quindi, se le aziende possano o meno raccogliere dati, in questo caso parliamo di registrazioni, senza che l’utente ne sia a conoscenza.

La questione principale ruota intorno alla possibilità, che il Garante intende verificare, secondo la quale le app installate sui dispositivi smartphone possano registrare le conversazioni, non solamente quelle telefoniche, a fini di marketing mirato, per fornire agli utenti pubblicità customizzate in base ai temi discussi.

Raccolta dati tramite registrazioni audio: i dubbi

L’opinione più diffusa vuole che le app installate sugli smartphone siano in grado di accendere il microfono automaticamente in modo da captare quelle parole chiave utili per creare pubblicità mirate, anche in assenza di specifica attivazione e/o in contrasto con gli eventuali permessi accordati.

WHITEPAPER
DATI: fonte imprescindibile per le aziende! PROTEGGILI e mantienili CONFORMI alle regole
Big Data
Sicurezza

Gli esperti di settore sono divisi sul confermare o smentire tale teoria, sia perché risulta di difficile accertamento, sia perché le presunte pubblicità mirate ben potrebbero essere il frutto della miriade di dati personali che vengono raccolti con altri metodi.

Al fine di utilizzare le conversazioni degli utenti per fini commerciali, il microfono del telefono dovrebbe essere costantemente acceso e pronto a registrare e memorizzare ogni suono, conversazione e parola captata, per poi analizzare i dati raccolti e creare pubblicità ad hoc: un procedimento che, con i dovuti accorgimenti tecnici, ben potrebbe passare inosservato. Non è detto, infatti, che a un uso così estensivo di microfono e capacità computazionale e di rete dello smartphone corrispondano segnali esteriori facilmente riconoscibili quali un eccessivo uso di batteria o rete di dati.

La difesa dei big del settore

Da parte loro, i big del settore si sono sempre difesi sostenendo come la correlazione tra il prodotto che l’utente desidera e la comparsa di messaggi promozionali sospetti sia il risultato di raccolte di dati che non fanno uso delle registrazioni.

Sarebbero, invece, frutto delle ricerche precedenti e dei dati immessi nel sistema da parte degli utenti (consapevolmente o meno). Non bisogna dimenticare che, oltre alla banale cronologia delle ricerche, la profilazione degli utenti può avvenire sulla base di numerosi altri mezzi e informazioni, anche combinate tra loro.

Un uso integrato di cookie di terze parti, interazioni sui social network (like o condivisioni) e dati personali forniti in fase di registrazione (età, istruzione, lavoro ecc.) possono permettere di tracciare un profilo piuttosto accurato dell’utente, anche senza il bisogno di ricorrere ad ulteriori raccolte di dati.

In sintesi, i sistemi e gli algoritmi di targettizzazione colgono i link tra i comportamenti messi in atto dall’utente anche se esso stesso fatica a riconoscerli, facendo ampio uso di sistemi di intelligenza artificiale.

Servirebbe il consenso dell’utente per attivare il microfono

Fermo restando che è improbabile che il nostro telefono ci ascolti per proporci pubblicità, bisogna capire se a priori un’app o un servizio da remoto sia in grado di attivare il microfono del telefono.

La risposta è ovviamente sì, ma teoricamente non può farlo in modo arbitrario. Ogni app necessita del consenso dell’utente. Quando si utilizzano servizi di assistenza virtuale come Siri o Alexa è necessario che il microfono sia sempre acceso ma ciò non significa che registri dati o conversazioni in modo costante.

Tali sistemi, infatti, si trovano in uno stato di ascolto passivo fino al momento in cui captano le parole di attivazione. Solo allora, e la differenza è sostanziale, entrano in una fase di ascolto attivo durante la quale è consentito registrare tutto ciò che viene detto al fine di fornire un servizio più puntuale agli utenti.

Va però considerato che non sono mancati casi in cui le big tech sono state colte a utilizzare le registrazioni in maniera non autorizzata. La Apple, così come anche Google e Microsoft, è stata infatti costretta a scusarsi pubblicamente per aver fatto ascoltare a personale dedicato le registrazioni di ignari utenti al fine di migliorare le capacità di riconoscimento vocale.

Attualmente tale attività è soggetta a un opt-in da parte degli utenti e vengono utilizzate trascrizioni in luogo degli audio veri e propri, ma il fatto che tale pratica sia passata sotto silenzio per tanto tempo desta sicuramente preoccupazione.

Anche con riferimento all’assistente digitale di Amazon, Alexa, è stato più volte richiesto da parte dei giudici l’accesso alle registrazioni, ma l’azienda ha sempre rifiutato di rivelare le informazioni acquisite, se non dietro specifico ordine giudiziario, ma facendo sempre presente come si tratti delle sole registrazioni volontarie.

Bisogna tener conto, infine, che una volta che i dati vengono acquisiti con sistemi diversi dalla registrazione audio, diventano uno strumento utilizzabile da sviluppatori e terze parti. L’utilizzo di tali dati è quindi perfettamente legale nei limiti in cui i metodi di raccolta e di analisi rientrano in quelli che l’utente ha autorizzato attraverso il proprio consenso per l’attivazione del servizio stesso.

GDPR baluardo dei diritti degli utenti

In sostanza, le grandi aziende tecnologiche, che hanno tra i propri core business la raccolta ed elaborazione di grandi quantità di dati personali, non hanno bisogno né di estrapolarli né tantomeno di rubarli illecitamente poiché sono gli utenti stessi che forniscono, forse senza neanche rifletterci a sufficienza, una immensa mole di dati e il consenso al trattamento degli stessi.

Ciò avviene sia perché senza fornire il consenso le funzionalità di app e servizi sarebbero notevolmente ridotte, sia perché, molto spesso, si tende a non dare la giusta importanza a che tipo di dati vengono forniti e a che trattamento viene svolto su di essi.

Dal punto di vista legale ed economico, non sarebbe conveniente per nessuna azienda essere scoperta a trattare illegalmente dati.

In Europa il GDPR, oltre a proteggere i dati dei cittadini, impone sanzioni pari fino al 4% del fatturato annuo in caso di violazioni.

Anche dal punto di vista reputazionale le big tech non avrebbero interesse a sottrarre dati illecitamente. È legittimo pensare infatti che il mercato di determinati dispositivi elettronici crollerebbe all’istante, con imprevedibili ricadute in borsa, se fosse reso noto un sistema di spionaggio sistematico degli utenti.

Ciononostante, vista l’asimmetria informativa esistente tra le società che sviluppano le app o che fanno utilizzo dei dati raccolti a fini di marketing e gli utenti, si dovrebbero individuare soluzioni volte a tutelare l’utenza da possibili abusi anche se perpetrati in maniera apparentemente legale.

Attualmente non esistono evidenze provate riguardo l’attivazione senza consenso del microfono dei dispositivi anche se, come precedentemente accennato, ciò è tecnicamente possibile.

Spetta al Garante indagare se un comportamento del genere sia mai stato messo in atto a danno degli utenti oppure no.

Per ora l’Italia si è mossa in questa direzione, ma anche altri Stati stanno cercando di orientare la legislazione sulla protezione dei dati in maniera più stringente, non tanto sull’acquisizione di dati, quanto sul loro trattamento.

Digital event
Torna il Cybersecurity 360 Summit strategia nazionale di cybersicurezza. Online, 27 ottobre
Sicurezza
Sicurezza dei dati
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
PA
Sostemibilità
Analisi
Formazione
Salute digitale
Sicurezza
Sostenibilità
Digital Economy
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr