Il capitolo conclusivo dell’esalogia dedicata al GDPR, lingua della responsabilità coniugata al futuro, propone la sintesi operativa dell’intero percorso: la distinzione tra organizzazioni “buone” – che rispettano le regole già definite da altri – e organizzazioni “brave” – che comprendono i trattamenti, valutano i rischi e trasformano gli adempimenti in strumenti di governo.
linguaggio giuridico
Organizzazioni “buone” o “brave” negli adempimenti GDPR: il futuro si progetta
La distinzione tra organizzazioni “buone” – che rispettano le regole già definite da altri – e quelle “brave” – che comprendono i trattamenti, valutano i rischi, trasformando gli adempimenti in strumenti di governo – è messa alla prova sugli strumenti quotidiani. Ecco come le lingue costruiscono il futuro dal dovere (shall) e dalla volontà (will)
Consulente e formatore Privacy e Cybersecurity. DPO certificato UNI CEI EN 17740:2024

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