ADEMPIMENTI PRIVACY

Il ruolo del DPO nell’adozione di una politica BYOD: spunti operativi

Nel momento in cui un’organizzazione decide di progettare e attuare una politica di tipo BYOD, è utile comprendere il ruolo e il livello di coinvolgimento che deve avere il DPO affinché sia garantito il corretto svolgimento dei compiti propri della funzione. Ecco un’utile guida pratica

17 Apr 2020
G
Stefano Gazzella

Consulente Privacy & ICT Law, Data Protection Officer

Nel momento in cui un’organizzazione intende avviare un percorso di transizione verso l’adozione di una politica di tipo BYOD, è necessario coinvolgere il DPO “tempestivamente e adeguatamente” (come previsto dall’art. 38.1 GDPR), in quanto il mutamento dell’assetto organizzativo comporta anche un’inevitabile variazione dei mezzi e dei rischi inerenti alle attività di trattamento dei dati personali svolte.

L’art. 39.2 GDPR stabilisce espressamente che:

«Nell’eseguire i propri compiti il responsabile della protezione dei dati considera debitamente i rischi inerenti al trattamento, tenuto conto della natura, dell’ambito di applicazione, del contesto e delle finalità del medesimo»

e dunque il titolare o il responsabile del trattamento deve essere in grado di garantire che l’azione del DPO segua tale approccio di metodo, evitando sempre di assegnare compiti da cui possa derivare un conflitto di interessi (art. 38.6 GDPR).

L’attività di informazione e consulenza del DPO nella redazione del progetto deve riguardare almeno tre punti fondamentali:

  1. diffusione della consapevolezza della variazione del rischio, con conseguente analisi e individuazione delle misure di sicurezza;
  2. individuazione della documentazione da aggiornare o da redigere;
  3. promozione e sorveglianza dello svolgimento o del riesame della valutazione d’impatto.

L’attività così prospettata deve essere svolta preventivamente rispetto all’implementazione della politica BYOD, al fine di consentire ai vertici dell’organizzazione di valutare i costi (strategici, operativi e finanziari), adottare consapevolmente quell’approccio basato sul rischio prescritto dal GDPR e compiere le scelte opportune per definire il percorso di implementazione tecnologica ed organizzativa.

A partire dalla stesura del progetto e fino alla sua conclusione può essere particolarmente utile definire alcuni indicatori per consentire al DPO di monitorare ed essere in grado di verificare la conformità alla normativa in materia di protezione dei dati o in ogni fase dello stato di avanzamento dei lavori o in checkpoint predefiniti.

Il DPO deve essere informato del censimento di dispositivi, applicativi e licenze presenti e da introdurre al termine del progetto di transizione, non per verificarne il corretto impiego per la soddisfazione delle esigenze o degli obiettivi dell’organizzazione bensì per il riscontro di alcuni requisiti di sicurezza.

La conformità delle misure tecniche predisposte e in corso di sviluppo deve essere valutata con riferimento ai criteri descritti dall’art. 32 GDPR, tenendo in particolare considerazione il parametro dello “stato dell’arte”, rilevando così tutte le criticità relative all’obsolescenza degli strumenti o alla loro inadeguatezza rispetto a minacce individuate o la cui occorrenza è prevedibile.

Il progetto di una politica BYOD non può prescindere da una componente organizzativa che rende necessario il coinvolgimento degli operatori: tali soggetti sono destinatari dell’azione informativa e di consulenza del DPO per consentire una transizione consapevole all’inevitabile mutamento del quadro delle minacce alla sicurezza nonché delle regole e delle procedure stabilite per la prevenzione di tutta una serie di rischi collegati al comportamento degli operatori.

L’aggiornamento dei disciplinari d’impiego della strumentazione in dotazione è un’attività che deve essere svolta in stretto coordinamento con la consulenza del DPO e il coinvolgimento delle funzioni Legal, IT e di Gestione delle Risorse Umane.

Al fine di aumentare l’efficace e completa attuazione della nuova politica adottata per quanto riguarda l’attribuzione di ruoli e responsabilità, occorre integrare la disciplina relativa alla protezione dei dati personali con la disciplina giuslavoristica e i presidi a tutela del lavoratore (quali, ad esempio, i limiti di controllo dei dispositivi aziendali) nella redazione di nuove istruzioni, procedure o regolamenti.

Elemento imprescindibile in tale fase è la definizione dell’uso accettabile dei dispositivi, delle relative modalità di monitoraggio e delle conseguenti responsabilità in caso di violazioni dolose o colpose delle istruzioni.

Sempre nella fase di progettazione, il DPO informa i vertici dell’organizzazione e il responsabile del progetto circa le esigenze di aggiornamento della documentazione che sono comunemente riferibili ai seguenti ambiti:

  1. registri delle attività di trattamento;
  2. informazioni rese agli operatori;
  3. istruzioni per gli operatori autorizzati all’accesso.

Il mutato contesto aziendale di riferimento e la variazione dei rischi inerenti sono entrambi fattori che rendono opportuno (e in alcune ipotesi contemplate dalla norma, obbligatorio) lo svolgimento di una valutazione preliminare di impatto ai sensi dell’art. 35 GDPR da allegare al progetto.

Qualora invece sia già stata effettuata, il passaggio a una politica BYOD rappresenta una delle ipotesi di variazione di rischio che ne rende necessario il riesame ai sensi dell’art. 35.11 GDPR. In tal sede, il ruolo del DPO è sorvegliarne lo svolgimento e l’eventuale riesame, oltre che fornire un parere circa l’opportunità, l’obbligo e il rispetto dei parametri di corretta esecuzione della valutazione di impatto (art. 39.1 lett. c) GDPR).

L’attività di sorveglianza del DPO nella transizione al BYOD

Una volta conclusa la pianificazione e in seguito all’approvazione del programma, ha inizio la fase esecutiva e così il ruolo operativo del DPO assume il carattere preminente di sorveglianza della corretta azione dell’organizzazione.

WHITEPAPER
DATI: come PROTEGGERLI e mantenerli CONFORMI alle regole? Scarica la Guida
Sicurezza dei dati
Database

L’analisi dei rischi di non conformità e di sicurezza svolta preventivamente in sede di progetto deve trovare così dei riscontri in concreto e, se del caso, essere aggiornata. I criteri documentali di riferimento da impiegare per effettuare i controlli sono, oltre alla normativa applicabile, la politica BYOD (incluse le procedure adottate), i registri delle attività di trattamento e le istruzioni rese agli operatori.

I controlli da svolgere devono pertanto riguardare in via principale:

  • la rispondenza delle misure di sicurezza predisposte alle misure programmate e necessarie;
  • coerenza, completezza ed aggiornamento della documentazione.

L’audit di sicurezza coinvolge prima l’ambito tecnico dell’infrastruttura e dei dispositivi, dunque l’ambito organizzativo delle istruzioni.

La verifica dell’infrastruttura deve essere svolta valutandone la resilienza, tenendo conto della capacità di sostenere il nuovo traffico di rete e la riduzione al minimo della superficie esposta ad attacchi. In tale occasione sono oggetto di controllo almeno le misure di protezione da accessi non autorizzati, di rilevazione delle minacce e di monitoraggio dei dispositivi collegati.

La verifica dei dispositivi si svolge attraverso il controllo dei seguenti parametri essenziali:

  • conformità della configurazione dei dispositivi alle prescrizioni della politica BYOD (es. cifratura, antivirus, impostazione dei privilegi);
  • autenticazione e riconoscimento del dispositivo;
  • utilizzo di una connessione sicura;
  • gestione delle app installate e delle impostazioni.

È molto importante ricordare che qualora anche una parte di queste verifiche sia svolta da un soggetto esterno all’organizzazione, tale soggetto assume la qualità di responsabile del trattamento. Per l’effetto di tale inquadramento, dunque, deve agire in presenza di un accordo conforme all’art. 28 GDPR e alle ulteriori prescrizioni eventualmente applicabili quale può essere, a titolo di esempio, il Provvedimento del Garante che disciplina la materia degli amministratori di sistema.

Concluse le verifiche tecniche e acquisito il relativo report, l’attività di sorveglianza del DPO non può dirsi certamente conclusa in quanto deve rivolgersi all’efficace attuazione delle misure organizzative predisposte per garantire tanto la sicurezza quanto la conformità alla normativa in materia di protezione dei dati personali.

Il piano di audit deve fare così riferimento al nuovo assetto organizzativo e ai processi di trasformazione, ma in ogni caso le verifiche imprescindibili di sicurezza da svolgere riguardano tutti i controlli relativi alle modalità di gestione dei privilegi.

I poteri di intervento sui dati attribuiti a ciascun operatore devono essere ridotti al privilegio minimo, e dunque non eccedere quanto necessario per l’esecuzione delle mansioni effettivamente svolte. Inoltre, deve essere prevista e rispettata una procedura che riguardi il cambio di mansioni, la sospensione o l’interruzione del rapporto di lavoro.

I criteri di riferimento da impiegare per la gestione degli accessi sono definiti all’interno dell’art. 32.4 GDPR, ai sensi del quale:

«Il titolare del trattamento e il responsabile del trattamento fanno sì che chiunque agisca sotto la loro autorità e abbia accesso a dati personali non tratti tali dati se non è istruito in tal senso dal titolare del trattamento, salvo che lo richieda il diritto dell’Unione o degli Stati membri»,

sviluppando così in chiave operativa il principio di integrità e riservatezza (art. 5.1 f) GDPR) nella parte in cui prescrive la protezione mediante misure tecniche e organizzative adeguate da trattamenti non autorizzati o illeciti, oltre che dai rischi di perdita, distruzione o danno accidentali.

Una delle principali evidenze documentali da ricercare a tale riguardo è ovviamente la presenza delle istruzioni per i soggetti autorizzati a svolgere operazioni sui dati personali, ai sensi dell’art. 29 GDPR e la procedura riguardante le modalità di somministrazione.

L’attività del DPO successiva all’adozione di una politica BYOD

Una volta adottata la politica BYOD, l’ambito della sorveglianza del DPO si estende, conformemente ai compiti descritti dall’art. 39.1 lett. b) GDPR, all’osservanza di tale politica nella parte in cui riguarda la materia della protezione dei dati personali.

In particolare, i controlli devono riguardare le procedure di assegnazione delle responsabilità, di sensibilizzazione e formazione degli operatori. Dal punto di vista operativo, la sensibilizzazione e formazione sono un processo continuo, che deve prevedere verifiche di apprendimento e, in caso emergano nuove esigenze, trovare integrazione con nuove istruzioni o informazioni.

A titolo di esempio, le nuove esigenze possono essere rappresentate dalla notizia di nuove minacce specifiche riguardanti campagne di phishing o malware, la definizione dell’uso accettabile dei dispositivi, nuove funzioni degli applicativi aziendali.

Sul piano operativo il DPO deve verificare l’adeguatezza delle procedure di gestione delle violazioni di sicurezza dei sistemi e dei dispositivi, perché rispondano ai parametri definiti dagli artt. 32, 33 e 34 GDPR, svolgendo controlli riguardanti, ad esempio:

  • il censimento aggiornato degli asset, delle utenze e degli accessi;
  • la garanzia di un livello di sicurezza adeguato al rischio;
  • la capacità di assicurare su base permanente la riservatezza, l’integrità, la disponibilità e la resilienza dei sistemi e dei servizi di trattamento;
  • la capacità di ripristino tempestivo della disponibilità e accesso dei dati personali in caso di incidente fisico e tecnico;
  • una procedura per testare, verificare e valutare regolarmente l’efficacia delle misure tecniche e organizzative al fine di garantire la sicurezza del trattamento;
  • l’approccio di tipo lesson learned adottato nella gestione degli incidenti;
  • la capacità di analisi e reporting per compiere senza ritardo ed entro 72 ore la notifica all’Autorità Garante e la comunicazione agli interessati, ricorrendone i presupposti.

Non è possibile ovviamente uno schema predefinito di programma di audit all’interno di un’organizzazione che fa impiego di politiche BYOD se non per sommi capi, dal momento che il riferimento al contesto è assolutamente imprescindibile da un processo di verifica e ricerca di evidenze.

Certamente i principali rischi di cui il DPO deve tenere conto sono collegati ai comportamenti degli operatori, alle possibilità di uso promiscuo dei dispositivi e all’adeguatezza delle misure di sicurezza.

Conclusioni

Il ruolo del DPO ha un rilievo essenziale in tutto il percorso di una politica BYOD, dalla fase di progettazione alla sua messa in opera, in quanto consente all’organizzazione non solo di essere conforme al GDPR e seguire un approccio effettivo e basato sul rischio ma di essere inoltre in grado di dimostrare l’intera serie di adempimenti svolti soprattutto riferiti ai parametri di una corretta progettazione e di un’adeguata sicurezza delle attività di trattamento di dati personali.

La sorveglianza continua del DPO deve essere svolta con il fine di assicurare l’adesione della politica BYOD agli standard e alle migliori prassi di sicurezza e di gestione dei dati personali, potendo riferire ai vertici aziendali non soltanto i rilievi delle non conformità individuate ma anche le osservazioni contenenti degli spunti di miglioramento da valutare.

WHITEPAPER
Gestione dei contratti e GDPR: guida all’esternalizzazione di attività dei dati personali
Legal
Privacy
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr