GDPR

Certificazione del trattamento dati per i fornitori di servizi: un’opportunità per tutti

Standardizzare la certificazione del trattamento dati per i fornitori di servizi, se non incide sull’efficacia della compliance, consente di semplificare i rapporti tra titolare e responsabile del trattamento e concentrarsi sugli aspetti davvero importanti e critici del GDPR. Ecco perché

31 Mar 2021
F
Sergio Fumagalli

Senior Partner di P4I - Partners4Innovation

La certificazione del trattamento dati effettuato dal responsabile del trattamento è, insieme ai codici di condotta, uno degli strumenti introdotti dal GDPR per semplificare l’applicazione della norma in contesti specifici, rendendo meno complessi i rapporti fra titolare e responsabile del trattamento. La semplificazione riguarda sia la selezione del fornitore e la sua contrattualizzazione sia le attività di controllo. Ricordiamo, infatti, che il rapporto fra titolare e responsabile del trattamento è uno degli snodi cruciali del GDPR e comporta una complessità contrattuale non semplicissima da risolvere se non ci si limita a formule generiche fatalmente destinate a non rivelarsi adeguate in caso di contenziosi o di verifiche ispettive. È giusto ricordare che il GDPR non si limita a descrivere e imporre, con l’articolo 28, i contenuti delle clausole contrattuali che devono regolare il trasferimento di responsabilità operativa dal titolare al responsabile, cioè da cliente a fornitore ma impone, al titolare, comportamenti che investono anche l’attività precontrattuale, cioè la qualificazione dei potenziali fornitori, e la fase successiva di esecuzione del contratto con gli obblighi di controllo sull’effettiva applicazione delle clausole sottoscritte. Cose che sono comprensibili se il fornitore è più piccolo del cliente ma davvero difficili da immaginare quando la situazione è rovesciata. E non solo per le PMI: è difficile pensare che un (ogni) singolo cliente possa pensare di imporre clausole contrattuali o di controllare Microsoft o SAP o Salesforce o altri attori che pure sono responsabili di trattamento per migliaia di aziende. Difficile e inutile.

Certificazione del trattamento dati per i fornitori di servizi: i nodi

Diventa, allora, interessante approfondire il merito della questione, cioè quali sono i nodi che, se sciolti, possono facilitare lo sviluppo delle opportunità e della pratica della certificazione. A questo proposito, il nodo centrale è costituito dal meccanismo di certificazione, come lo definisce il GDPR, a cui il titolare o il responsabile devono sottoporre il trattamento o i trattamenti che intendono certificare. Da due punti di vista:

WHITEPAPER
Gestione dei contratti e GDPR: guida all’esternalizzazione di attività dei dati personali
Legal
Privacy
  1. che cosa effettivamente viene certificato con l’applicazione del meccanismo;
  2. chi sia il soggetto o quali siano i soggetti che lo devono predisporre o, meglio, che devono predisporre i criteri da utilizzare per la certificazione.

Ciò che è certo, invece, è che l’approvazione dei criteri di certificazione compete all’Autorità di controllo per la certificazione comune o al Comitato per il sigillo europeo. Analizziamo brevemente i due punti citati sopra. Certificare la conformità di un trattamento è un concetto che richiede di essere approfondito, soprattutto perché l’essere certificati non sottrae al rischio di essere sanzionati da parte dell’Autorità in caso di ispezione: la responsabilità è sempre in capo al titolare del trattamento e, dunque, rimangono da definire gli esatti confini della responsabilità del soggetto certificatore nei confronti del soggetto certificato. In pratica, un titolare o un responsabile che ottengono da un certificatore accreditato la certificazione di un trattamento, qualora siano sottoposti ad una ispezione e quindi sanzionati proprio relativamente a quel trattamento, possono rivalersi sul certificatore? Dove termina la responsabilità dell’uno e inizia quella dell’altro?

Definizione dei criteri di certificazione: quali difficoltà

Il tema rimane da definire anche qualora si ricorra a strumenti assicurativi per limitare l’esposizione del certificatore perché inevitabilmente l’assicuratore vorrà legare la propria prestazione a criteri oggettivi. Verosimilmente questo tema sarà chiarito con l’approvazione dei primi criteri di certificazione, che completeranno i primi meccanismi a cui sottoporre il/i trattamento/i per la certificazione. Questi criteri, però, prima di essere approvati devono essere predisposti e sottoposti al vaglio dell’Autorità. E questo ci porta al secondo punto che il testo del GDPR non chiarisce, come invece fa per i codici di condotta. Non può, infatti, essere l’Autorità di controllo a farsi carico della definizione dei criteri di certificazione per ogni singolo servizio o categoria di servizio oggetto di fornitura, come anche per ciascuna tipologia di titolare del trattamento. E anche gli organismi che normalmente si occupano di standard e certificazioni potrebbero non trovarsi a proprio agio se si passasse dalla definizione di uno schema di certificazione di un sistema di gestione generale a quello relativo alla certificazione di singoli trattamenti o gruppi di trattamenti specifici di un settore o di un ambito di attività. Quali sono, infatti, i servizi che comportano il trattamento di dati personali, che un’agenzia di marketing fornisce ai suoi clienti? Quali sono i servizi, che comportano il trattamento di dati personali, che un software house, o un IT service provider o un system integrator fornisce ai suoi clienti? È evidente che il numero è virtualmente infinito: non può essere il Garante a definire per ciascuno il meccanismo di certificazione e, quindi, i criteri di certificazione adeguati ma anche gli enti di standardizzazione e certificazione avrebbero difficoltà a intervenire con una simile granularità.

Certificazione del trattamento dati: il ruolo dei privati

Anche in analogia con l’art. 42, relativo ai codici di condotta che qualche somiglianza con il meccanismo di certificazione ce l’hanno, si arriva dunque al ruolo dei privati, cioè alle associazioni di categoria o a soggetti assimilabili, in grado di farsi carico delle specificità del proprio settore e di affrontare l’iter, complesso, necessario per definire i meccanismi e i criteri di certificazione, di concerto con un soggetto certificatore che risponda ai requisiti previsti e, magari, con un organismo di standardizzazione. Non si tratta di un impegno leggero né sul piano dei contenuti né su quello del processo di approvazione e, infine, neppure sul piano dei costi: servono competenze specifiche non solo in materia di privacy ma anche nel merito del settore specifico, capacità di coordinamento di processi che coinvolgono una pluralità di soggetti normalmente in competizione fra loro proprio sui servizi oggetto dell’analisi e, infine, comprensione dell’intero processo Se però vi è un senso nell’attività associativa nella nuova economia digitale sta proprio nell’attivazione di strumenti evoluti che riducano il costo complessivo della conformità senza comprometterne l’effettività ma anzi dando certezza ai processi sottesi e alle aziende interessate, su entrambi i fronti: il committente e il fornitore. Anche nel rapporto fra associati e associazioni è necessaria una nuova consapevolezza, visto che le priorità delle associazioni non possono differire molto da quelle indicate dagli associati.

Conclusioni

Dopo quasi tre anni di grandi sforzi per l’adeguamento al GDPR è dunque arrivato il momento di dare corpo a interventi che, siano codici di condotta o meccanismi di certificazione del trattamento dati, riconducano una parte rilevante degli obblighi di compliance di ciascuna azienda a schemi standard di garanzia per tutti e di basso costo per ciascuno, con oneri di controllo delegati a soggetti competenti in grado di garantirne l’efficacia. Non è accettabile, infatti, rinunciare a nessuno degli obiettivi: sostenibilità economica ed organizzativa della compliance da un lato ed efficacia, rispetto alle finalità della normativa, dall’altro. Standardizzare e quindi certificare i servizi “commodities”, se non incide sull’efficacia della compliance, libera energie e risorse per concentrarsi sugli aspetti davvero importanti e critici del GDPR che deve rispondere alla sfida della trasformazione digitale sempre più spinta dei servizi e delle relazioni sociali, che presenta rischi reali per i diritti e le libertà di tutti noi.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
PA
Sostemibilità
Analisi
Formazione
Salute digitale
Sicurezza
Sostenibilità
Digital Economy
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr