ADEMPIMENTI PRIVACY

Applicazioni per la gestione dei sistemi di videosorveglianza: le regole di compliance

Sono numerose le implicazioni relative alla protezione dei dati personali qualora si utilizzino applicazioni per la gestione dei sistemi di videosorveglianza. Analizziamole nel dettaglio per individuare le corrette regole di compliance

13 Ott 2020
D
Federica Domenici

Compliance Consultant – Data Protection Officer

V
Domenico Vozza

Lawyer – Expert Privacy & Compliance Consultant

Ad oggi, pressoché tutti gli impianti di videosorveglianza permettono ai proprietari di gestirli da remoto attraverso l’installazione di applicazioni sul proprio smartphone.

Ricordiamo che stiamo parlando di un mercato globale della videosorveglianza che, secondo un rapporto dell’autorevole researchandmarkets.com e nonostante la pandemia di Covid-19 e l’aumento esponenziale di cyber attacchi, è destinato a crescere fino a giungere dai 35.803,17 del 2019 agli 82.968,47 milioni di dollari entro la fine del 2025 con un tasso di crescita annuale composto (CAGR dall’acronimo Compounded Average Growth Rate) del 15,03%.

Sicuramente, tra le maggiori cause di crescita vi sono l’aumento del tasso di criminalità, la grande concorrenza sul mercato che ha portato ad una diminuzione dei prezzi e la scelta crescente di telecamere IP che consentono una maggior semplicità nella gestione della videosorveglianza.

Alla luce di ciò, come facilmente immaginabile, sono numerose le implicazioni relative alla protezione dei dati personali. In questo articolo cercheremo dunque di dare indicazioni su come garantire l’osservanza delle regole di compliance privacy anche attraverso un utile esempio pratico.

Progettazione e commercializzazione delle app: definizione dei ruoli privacy

L’individuazione dei ruoli “privacy” dei vari soggetti che, a vario titolo, entrano a far parte della progettazione e distribuzione delle applicazioni ha un ruolo fondamentale quando si ragiona in termini di compliance privacy.

WHITEPAPER
Gestione dei contratti e GDPR: guida all’esternalizzazione di attività dei dati personali
Legal
Privacy

Come è noto, il GDPR ha marcato ancora di più, rispetto all’impostazione del Codice Privacy ante-riforma del 2018, l’importanza della definizione dei rapporti tra titolari, responsabili e contitolari del trattamento, come anche ribadito, da ultimo, dalle Linee Guida 07/2020 EDPB (European Data Protection Board, già Working Party 29, composto dai Garanti Europei) sui concetti di titolare e responsabile.

In prima battuta, occorre individuare tutti i soggetti che intervengono nella catena di processo che parte dall’ideazione e giunge sino alla distribuzione delle app sugli store (Google Play Store e/o Apple Store).

Per questa operazione preliminare possiamo fare riferimento al sempre attuale Parere 02/2013 sulle applicazioni per dispositivi intelligenti del Working Party 29 (ora EDPB). Sono coinvolti, nella maggior parte dei casi, i seguenti soggetti: la società che decide di mettere sul mercato l’app, eventuali società o lo sviluppatore autonomo che si occupano di progettare tecnicamente e sviluppare l’app, gli app store e le società di hosting dove vengono archiviati i dati.

Al fine di assicurare la compliance sarà necessario, quindi, individuare chiaramente tutti i soggetti responsabili che, ognuno per la parte di propria competenza e sulla base di specifici e dettagliati accordi sul trattamento dei dati, definiscano le attività di trattamento concretamente poste in essere, gli ambiti di operatività di ciascuno e le conseguenti responsabilità.

Ed è per questo che è necessario fornire indicazioni utili a chi si affida all’utilizzo di app per gestire sistemi di videosorveglianza, sempre più tecnologicamente avanzati ed “intelligenti”.

Appare evidente che, se il ruolo di titolare del trattamento è riconducibile alla società che decide di sviluppare l’app, e quindi decide finalità e mezzi del trattamento, la società/soggetto autonomo incaricati di svilupparla riveste, necessariamente, il ruolo di responsabile del trattamento.

Ricordiamo che, come da ultimo ribadito dalle citate Linee guida sul ruolo di titolare e responsabile, quest’ultimo è sempre un’entità separata dal titolare e tratta dati esclusivamente per suo conto e secondo le sue istruzioni, non potendo mai decidere ulteriori finalità.

Il responsabile ha comunque un grado di discrezionalità nel trattamento che attiene alle misure tecniche ed organizzative adottate nel proprio ambito di operatività, soprattutto con riferimento ai mezzi che impiega, ma deve ricevere, in ogni caso, l’approvazione del titolare qualora decida di apportare cambiamenti ad elementi essenziali al trattamento.

Gli sviluppatori, a loro volta, potranno, su autorizzazione specifica del titolare, incaricare un sub-responsabile per l’esecuzione di parte dei trattamenti. Sarà, in questo caso, il responsabile a rispondere nei confronti del titolare per omissioni nell’adempimento degli obblighi in materia di privacy compiute dal sub-responsabile.

Dunque, la filiera appena descritta dovrà altresì tener conto di società che fornisco servizi di hosting, server farm, alle quali vengono affidate operazioni di backup dei dati, ovvero società di informatica o cybersecurity per eventuali test di sicurezza.

A chiudere questa filiera ci sono gli utilizzatori finali delle app (end-users), definiti dalla normativa privacy quali “interessati” e per i quali si ritiene fondamentale evidenziare alcuni aspetti connessi alla gestione delle app in determinate ipotesi che andremo a descrivere.

Gli utilizzatori, infatti, nel caso in cui impieghino le app di videosorveglianza al di fuori del proprio ambito domestico, (quindi in attività professionale, ovvero persone fisiche che utilizzano le immagini al di fuori della propria sfera domestica mediante operazioni di “diffusione”) non agiscono più come “interessati” ma assumono la qualifica di “titolari del trattamento” dei dati, dovendo quindi rispettare i principi e le norme che sottendono alla normativa privacy stessa.

La DPIA: a chi spetta effettuarla

Come già affrontato in un precedente articolo e qui ulteriormente definito nel tracciare la filiera dei soggetti coinvolti nello sviluppo e nell’utilizzo di app, i rischi per i diritti e le libertà degli individui appaiono indubbiamente elevati; pertanto, quando parliamo di app che permettono di penetrare nella nostra sfera privata o nelle nostre attività quotidiane, attraverso un occhio privilegiato (telecamera) allora dobbiamo porre un’attenzione, quantomeno di pari rango rispetto al rischio di violazione della nostra individualità.

Le conseguenze di un’eventuale perdita di disponibilità, integrità e riservatezza dei dati trattati attraverso le app sono le più varie.

A titolo esemplificativo, se un terzo dovesse riuscire ad avere accesso alla nostra app potrebbe conoscere quando siamo in casa e quando no, se custodiamo beni di valore, chi vive nella nostra casa, se ci sono soggetti potenzialmente indifesi; potrebbe addirittura ascoltare le nostre conversazioni ed accedere ad una miriade di informazioni e dati riservati.

E allora, come può il titolare del trattamento progettare una applicazione che da un lato permetta agli utilizzatori di avere funzionalità tecnologiche avanzate e, dall’altra, garantire l’utilizzo di misure di sicurezza adeguate che permettano di assicurare la sicurezza dei dati?

Necessariamente, implementando una valutazione dei rischi e una successiva valutazione di impatto sulla protezione dei dati personali (di seguito anche “DPIA”), così da definire e calibrare le misure di sicurezza “adeguate” per i sistemi tecnologici utilizzati.

Infatti, alla luce del disposto di cui all’art. 32 del Regolamento Europeo 2016/679 (GDPR), le misure di sicurezza devono essere adeguate al rischio, tali da mitigare e rendere accettabile il rischio stesso.

Introducendo qui la DPIA, si rammenta che in virtù dell’articolo 35 del GDPR, essa è richiesta ogniqualvolta un trattamento di dati personali possa presentare un rischio elevato per i diritti e le libertà delle persone fisiche e deve essere condotta altrettanto “obbligatoriamente” prima di procedere al trattamento stesso.

Ed è proprio seguendo le Linee Guida n. 248 del WP 29 sulla valutazione di impatto ed il Provvedimento n. 476 dell’11 ottobre 2018 – con il quale il Garante Privacy ha individuato l’elenco delle tipologie di trattamenti da sottoporre a valutazione d’impatto – che si può prendere atto della necessità di effettuare la DPIA nel caso di progettazione di nuove tecnologie, quali appunto le app, che permettono un trattamento di dati su larga e, anche potenzialmente, un monitoraggio sistematico degli interessati.

Sebbene l’obbligo di effettuare la valutazione di impatto ricada sul titolare del trattamento, tuttavia il responsabile che si identifica nello sviluppatore del sistema di videosorveglianza e della relativa app, è tenuto, in ogni caso, a fornire la dovuta consulenza ed addirittura ad effettuare una DPIA a monte.

Applicazioni per la gestione dei sistemi di videosorveglianza: esempio pratico

Per comprendere meglio quanto visto finora, proviamo a fare un esempio.

La Società Alfa, produttrice del sistema di videosorveglianza, sviluppa altresì l’app che consente di “gestire” le immagini raccolte dall’utente (end-user) che, a sua volta, installa il sistema e l’app dallo store scelto ponendola sullo smartphone o altro device.

A tal proposito, Alfa assumerà la qualifica di titolare del trattamento per i dati raccolti presso l’utente, relativamente alla registrazione del medesimo mediante un account di riferimento e i dati che sono memorizzati sul device e che si ritengono necessari per il funzionamento dell’app, oltre agli altri dati che, seppur non rientranti in tale ultima finalità, sono di interesse del produttore/sviluppatore e per le quali è necessario un “consenso” espresso, libero, informato e inequivocabile.

Laddove poi il produttore/sviluppatore metterà altresì a disposizione dell’utente (end-user) il servizio di “cloud computing” per lo storage delle immagini, allora titolare del trattamento (per le immagini) sarà individuato proprio nella figura dell’utente (end user) che, nominerà responsabile esterno il produttore/sviluppatore.

Di seguito, uno schema illustrativo che fa maggiore chiarezza all’esempio sopra riportato.

Per concludere, dunque: nel caso in cui un produttore sviluppi un’app collegata ai sistemi di videosorveglianza che commercializza, al fine di dimostrare il rispetto del GDPR ed in particolare dell’art. 5, ovvero di aver progettato un’app conforme ai principi generali di protezione dei dati, dovrà effettuare egli stesso una valutazione di impatto, oltre che adempiere agli obblighi di informativa verso gli utenti/end-users e i conseguenti adempimenti nell’assicurare l’adozione di misure di sicurezza “adeguate” al rischio valutato ed eventualmente accettato.

Difatti, il considerando 78 del GDPR richiede che anche i produttori di applicazioni tengano conto del diritto alla protezione dei dati quando sviluppano e progettano tali prodotti anche al fine di aiutare i titolari e i responsabili nell’adempimento dei loro obblighi di protezione dei dati.

Anche le citate Linee Guida, riprendendo il concetto contenuto nel considerando 78 GDPR, ritengono utile effettuare una valutazione di impatto a priori, quindi da parte del produttore, ogni qualvolta lo stesso strumento sia utilizzato poi da più titolari e/o responsabili, i quali, ovviamente, a loro volta dovranno preoccuparsi di svolgere anche una propria DPIA calata nella realtà in cui operano.

È allora evidente, come le Autorità richiedano, che la DPIA (qui un’utile guida pratica all’esecuzione della valutazione di impatto privacy) sia effettuata anche a monte dagli stessi produttori, affinché sia dimostrabile il rispetto dei principi di data protection by design e by default.

Conclusioni

Per tutto quanto sopra esposto, occorre porre la massima attenzione, sia da parte dei produttori/sviluppatori di sistemi di videosorveglianza e di connesse app che ne consentono la gestione, sia da parte degli end-users che, d’altro canto, utilizzano tali sistemi anche mediante l’installazione sui propri device delle citate app, nell’assicurare in ogni fase i diritti fondamentali degli “interessati” connessi alla protezione dei dati personali raccolti per soddisfare le diverse finalità del trattamento, così da non incorrere in considerevoli sanzioni penali, amministrative nonché in eventuali richieste di risarcimento per danni da parte degli interessati.

Digital event
Torna il Cybersecurity 360 Summit strategia nazionale di cybersicurezza. Online, 27 ottobre
Sicurezza
Sicurezza dei dati
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
PA
Sostemibilità
Analisi
Formazione
Salute digitale
Sicurezza
Sostenibilità
Digital Economy
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr