La Determinazione ACN 164179 del 14 aprile 2025 (con le specifiche tecniche per attuare il decreto NIS 2, stabilendo misure di sicurezza e requisiti per la notifica di incidenti) introduce un principio che alcune organizzazioni continuano a trascurare.
La sicurezza NIS 2 non è un insieme di documenti, ma un sistema vivo, destinato a evolvere nel tempo.
Le misure previste impongono un ciclo continuo di revisione delle politiche, dei ruoli, delle responsabilità e delle procedure.
È una logica che obbliga le organizzazioni a superare il modello statico della compliance per abbracciare un approccio dinamico, fondato su feedback, analisi, incidenti e mutamenti del contesto.
Questo terzo capitolo della tetralogia dedicata al tema, esplora la natura ciclica della sicurezza NIS 2. Ecco come la revisione periodica delle procedure è lo strumento attraverso cui si esercita un vero comando, coerente con la governance del rischio e con la visione sistemica del D.lgs. 138/2024.
Indice degli argomenti
Il ciclo di revisione per un sistema davvero resiliente
Si pensa spesso alla conformità come a una fotografia cioè a un documento predisposto, approvato, conservato come ad esempio una politica, una procedura, un organigramma.
La NIS 2 rompe questa logica perché il legislatore unionale non si accontenta più di sapere cosa c’è sulla carta ma vuole vedere come quel sistema:
- evolve;
- si aggiorna;
- reagisce a eventi dirompenti;
- affronta nuove minacce, nuove normative e nuove configurazioni organizzative.
La Determinazione ACN esprime questo concetto con chiarezza sorprendente: molte misure NIS 2 devono essere riviste periodicamente, in modo programmato e, soprattutto, ogni volta che accadono eventi rilevanti, come incidenti, variazioni normative o cambiamenti strutturali.
Entriamo dentro questa logica, per capire perché il ciclo di revisione è la differenza tra un sistema formale e un sistema realmente resiliente.
La sicurezza come ciclo: il principio cardine della Determinazione ACN
La Determinazione ACN introduce un principio operativo che rappresenta l’essenza della NIS 2: la sicurezza è un processo ciclico e iterativo.
Quindi, non basta definire un ruolo o una politica; bisogna rivederli.
La revisione periodica è prevista per due tipi di eventi:
- scadenze temporali fisse (ogni anno o ogni due anni);
- eventi che alterano l’equilibrio del sistema, come: incidenti significativi; variazioni normative; cambiamenti organizzativi; mutamenti dell’esposizione alle minacce.
Questa impostazione crea un sistema che funziona, apprende e si adatta. È la fine del modello statico della compliance e l’inizio di una governance basata sulla responsabilità reale.
Rivedere ruoli e responsabilità per garantire comando e coerenza
Un “requisito operativo” definito dall’ACN per implementare la sub-categoria GV.RR-02 del FNCDP v.2.1 stabilisce che: “I ruoli, le responsabilità e i correlati poteri in materia di cyber security per promuovere l’accountability, la valutazione delle prestazioni e il miglioramento continuo sono riesaminati e, se opportuno, aggiornati periodicamente e comunque almeno ogni due anni, nonché qualora si verifichino incidenti significativi, variazioni organizzative o mutamenti dell’esposizione alle minacce e ai relativi rischi”.
Dalla lettura del requisito, tre elementi emergono con forza:
- periodicità obbligatoria ogni due anni: il sistema di responsabilità non può fossilizzarsi;
- revisione post-incidente: ogni evento significativo può rivelare limiti, mancanze, sovrapposizioni, lacune di comando;
- aggiornamento come atto di responsabilità organizzativa: chi guida deve garantire che la catena di comando sia chiara, attuale, coerente.
È una misura che riflette logiche tipiche degli ambienti militari: un’organizzazione che non rivede la propria catena di comando dopo un incidente è un’organizzazione che non apprende.
Revisioni annuali delle politiche e aggiornamento immediato in caso di mutamenti critici
Un “requisito operativo” definito dall’ACN per implementare la sub-categoria GV.PO-02 del FNCDP v.2.1 è ancora più ambizioso perché stabilisce che la politica generale di gestione del rischio di cyber security e le correlate politiche specifiche di sicurezza informatica (di cui alla sub- categoria GV.PO-01) devono essere:
- riviste almeno ogni anno;
- aggiornate in caso di: evoluzioni normative sulla sicurezza informatica; incidenti significativi; variazioni organizzative; mutamenti dell’esposizione alle minacce e ai relativi rischi.
Il Framework Nazionale per la Cybersecurity e la Data Protection – Edizione 2025 (FNCDP v2.1) è lo strumento indicato da ACN per adeguarsi alle misure di sicurezza prescritte dalla NIS 2 e dal decreto legislativo 4 settembre 2024, n.138 con cui l’Italia ha recepito direttiva europea.
Dalla lettura di questo requisito emerge un concetto chiave: la politica di sicurezza non è un documento ma una scelta strategica, un atto di indirizzo che riflette:
- il livello di rischio accettabile;
- le priorità aziendali;
- il modello operativo;
- il grado di maturità interna.
Rivederla ogni anno significa ripensare il modo in cui l’organizzazione vede sé stessa e il mondo che la circonda.
Il valore dello scadenzario NIS: programmare, tracciare, dimostrare
Per gestire revisioni annuali, biennali e “post-evento”, serve uno strumento semplice ma essenziale. Uno scadenzario NIS, aggiornato e tracciabile, che permetta di:
- pianificare revisioni obbligatorie;
- tracciare aggiornamenti straordinari;
- dimostrare alle Autorità la continuità del processo;
- coordinare responsabilità tra CISO, DPO, ODV, funzioni di controllo interno, organi sociali.
Questo scadenzario diventa uno dei pilastri del sistema di gestione NIS 2. Non è un calendario ma un registro della maturità.
Dalla staticità alla vitalità: la revisione come cultura organizzativa
Il ciclo di revisione imposto dalla Determinazione dell’ACN non è un mero insieme di scadenze ma un modo di pensare: un modello di organizzazione che non si accontenta di definire ma pretende di migliorare.
Le organizzazioni che abbracciano questo approccio diventano più agili, più consapevoli e più capaci di affrontare crisi improvvise.
Quelle che, invece, lo ignorano rimangono ferme e incapaci di rispondere a minacce che evolvono molto rapidamente.
La sicurezza della NIS2
La Determinazione ACN del 14/04/2025 insegna una verità semplice ma trasformativa: la sicurezza è una disciplina viva e quindi, ogni politica, procedura, catena di responsabilità deve essere rivista con costanza e rigore.
Solo così è possibile creare un sistema capace di apprendere dagli incidenti, adattarsi ai cambiamenti e restare ancorato al contesto reale.
Con questo terzo capitolo, la tetralogia ha ricostruito il ciclo completo della consapevolezza perché progressivamente abbiamo:
- identificato ciò che deve essere protetto (art. 24 decreto NIS);
- imparato a classificare ciò che conta davvero (art. 30 decreto NIS);
- compreso come mantenere vivo il sistema (Determinazione ACN del 14/04/2025).
Nel prossimo capitolo riuniremo queste tre dimensioni in una visione unitaria: come integrare IT, OT e governance per costruire una postura NIS 2 realmente resiliente, capace di sostenere l’organizzazione nel tempo.













