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La necessaria revisione periodica delle misure di sicurezza di base per la conformità alla NIS 2



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La natura ciclica della sicurezza NIS 2 non è un insieme di documenti, ma un sistema vivo, destinato a evolvere nel tempo. Ecco come la revisione periodica delle procedure è lo strumento attraverso cui si esercita un vero comando, coerente con la governance del rischio e con la visione sistemica del decreto NIS

Pubblicato il 23 dic 2025

Giuseppe Alverone

Consulente e formatore Privacy e Cybersecurity. DPO certificato UNI CEI EN 17740:2024

Monica Perego

Consulente, Formatore Privacy & DPO



Rivoluzione NIS 2: come gli obblighi cogenti trasformano la responsabilità 231 da flessibile a semi-oggettiva; NIS 2 come sicurezza misurabile: per riconoscere un incidente significativo occorre prima stabilire che cosa sia “normale”; La necessaria revisione periodica delle misure di sicurezza di base per la conformità alla NIS 2

La Determinazione ACN 164179 del 14 aprile 2025 (con le specifiche tecniche per attuare il decreto NIS 2, stabilendo misure di sicurezza e requisiti per la notifica di incidenti) introduce un principio che alcune organizzazioni continuano a trascurare.

La sicurezza NIS 2 non è un insieme di documenti, ma un sistema vivo, destinato a evolvere nel tempo.

Le misure previste impongono un ciclo continuo di revisione delle politiche, dei ruoli, delle responsabilità e delle procedure.

È una logica che obbliga le organizzazioni a superare il modello statico della compliance per abbracciare un approccio dinamico, fondato su feedback, analisi, incidenti e mutamenti del contesto.

Questo terzo capitolo della tetralogia dedicata al tema, esplora la natura ciclica della sicurezza NIS 2. Ecco come la revisione periodica delle procedure è lo strumento attraverso cui si esercita un vero comando, coerente con la governance del rischio e con la visione sistemica del D.lgs. 138/2024.

Il ciclo di revisione per un sistema davvero resiliente

Si pensa spesso alla conformità come a una fotografia cioè a un documento predisposto, approvato, conservato come ad esempio una politica, una procedura, un organigramma.

La NIS 2 rompe questa logica perché il legislatore unionale non si accontenta più di sapere cosa c’è sulla carta ma vuole vedere come quel sistema:

  • evolve;
  • si aggiorna;
  • reagisce a eventi dirompenti;
  • affronta nuove minacce, nuove normative e nuove configurazioni organizzative.

La Determinazione ACN esprime questo concetto con chiarezza sorprendente: molte misure NIS 2 devono essere riviste periodicamente, in modo programmato e, soprattutto, ogni volta che accadono eventi rilevanti, come incidenti, variazioni normative o cambiamenti strutturali.

Entriamo dentro questa logica, per capire perché il ciclo di revisione è la differenza tra un sistema formale e un sistema realmente resiliente.

La sicurezza come ciclo: il principio cardine della Determinazione ACN

La Determinazione ACN introduce un principio operativo che rappresenta l’essenza della NIS 2: la sicurezza è un processo ciclico e iterativo.

Quindi, non basta definire un ruolo o una politica; bisogna rivederli.

La revisione periodica è prevista per due tipi di eventi:

  • scadenze temporali fisse (ogni anno o ogni due anni);
  • eventi che alterano l’equilibrio del sistema, come: incidenti significativi; variazioni normative; cambiamenti organizzativi; mutamenti dell’esposizione alle minacce.

Questa impostazione crea un sistema che funziona, apprende e si adatta. È la fine del modello statico della compliance e l’inizio di una governance basata sulla responsabilità reale.

Rivedere ruoli e responsabilità per garantire comando e coerenza

Un “requisito operativo” definito dall’ACN per implementare la sub-categoria GV.RR-02 del FNCDP v.2.1 stabilisce che: “I ruoli, le responsabilità e i correlati poteri in materia di cyber security per promuovere l’accountability, la valutazione delle prestazioni e il miglioramento continuo sono riesaminati e, se opportuno, aggiornati periodicamente e comunque almeno ogni due anni, nonché qualora si verifichino incidenti significativi, variazioni organizzative o mutamenti dell’esposizione alle minacce e ai relativi rischi”.

Dalla lettura del requisito, tre elementi emergono con forza:

  • periodicità obbligatoria ogni due anni: il sistema di responsabilità non può fossilizzarsi;
  • revisione post-incidente: ogni evento significativo può rivelare limiti, mancanze, sovrapposizioni, lacune di comando;
  • aggiornamento come atto di responsabilità organizzativa: chi guida deve garantire che la catena di comando sia chiara, attuale, coerente.

È una misura che riflette logiche tipiche degli ambienti militari: un’organizzazione che non rivede la propria catena di comando dopo un incidente è un’organizzazione che non apprende.

Revisioni annuali delle politiche e aggiornamento immediato in caso di mutamenti critici

Un “requisito operativo” definito dall’ACN per implementare la sub-categoria GV.PO-02 del FNCDP v.2.1 è ancora più ambizioso perché stabilisce che la politica generale di gestione del rischio di cyber security e le correlate politiche specifiche di sicurezza informatica (di cui alla sub- categoria GV.PO-01) devono essere:

  • riviste almeno ogni anno;
  • aggiornate in caso di: evoluzioni normative sulla sicurezza informatica; incidenti significativi; variazioni organizzative; mutamenti dell’esposizione alle minacce e ai relativi rischi.

Il Framework Nazionale per la Cybersecurity e la Data Protection – Edizione 2025 (FNCDP v2.1) è lo strumento indicato da ACN per adeguarsi alle misure di sicurezza prescritte dalla NIS 2 e dal decreto legislativo 4 settembre 2024, n.138 con cui l’Italia ha recepito direttiva europea.

Dalla lettura di questo requisito emerge un concetto chiave: la politica di sicurezza non è un documento ma una scelta strategica, un atto di indirizzo che riflette:

  • il livello di rischio accettabile;
  • le priorità aziendali;
  • il modello operativo;
  • il grado di maturità interna.

Rivederla ogni anno significa ripensare il modo in cui l’organizzazione vede sé stessa e il mondo che la circonda.

Il valore dello scadenzario NIS: programmare, tracciare, dimostrare

Per gestire revisioni annuali, biennali e “post-evento”, serve uno strumento semplice ma essenziale. Uno scadenzario NIS, aggiornato e tracciabile, che permetta di:

  • pianificare revisioni obbligatorie;
  • tracciare aggiornamenti straordinari;
  • dimostrare alle Autorità la continuità del processo;
  • coordinare responsabilità tra CISO, DPO, ODV, funzioni di controllo interno, organi sociali.

Questo scadenzario diventa uno dei pilastri del sistema di gestione NIS 2. Non è un calendario ma un registro della maturità.

Dalla staticità alla vitalità: la revisione come cultura organizzativa

Il ciclo di revisione imposto dalla Determinazione dell’ACN non è un mero insieme di scadenze ma un modo di pensare: un modello di organizzazione che non si accontenta di definire ma pretende di migliorare.

Le organizzazioni che abbracciano questo approccio diventano più agili, più consapevoli e più capaci di affrontare crisi improvvise.

Quelle che, invece, lo ignorano rimangono ferme e incapaci di rispondere a minacce che evolvono molto rapidamente.

La sicurezza della NIS2

La Determinazione ACN del 14/04/2025 insegna una verità semplice ma trasformativa: la sicurezza è una disciplina viva e quindi, ogni politica, procedura, catena di responsabilità deve essere rivista con costanza e rigore.

Solo così è possibile creare un sistema capace di apprendere dagli incidenti, adattarsi ai cambiamenti e restare ancorato al contesto reale.

Con questo terzo capitolo, la tetralogia ha ricostruito il ciclo completo della consapevolezza perché progressivamente abbiamo:

  • identificato ciò che deve essere protetto (art. 24 decreto NIS);
  • imparato a classificare ciò che conta davvero (art. 30 decreto NIS);
  • compreso come mantenere vivo il sistema (Determinazione ACN del 14/04/2025).

Nel prossimo capitolo riuniremo queste tre dimensioni in una visione unitaria: come integrare IT, OT e governance per costruire una postura NIS 2 realmente resiliente, capace di sostenere l’organizzazione nel tempo.

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