la regia esterna

Ombre russe sugli scontri in Europa: fra ipotesi di guerra ibrida e fattore umano sul campo


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Mentre continuano gli scontri che interessano capitali europee, Milano e altre città italiane, si affaccia l’ipotesi che dietro vi si nasconda un’orchestrazione russa che abbia incitato alla guerra ibrida attraverso le piattaforme social. Ecco cosa sappiamo e perché resta fondamentale raccogliere informazioni dirette sul terreno

Pubblicato il 26 ott 2026

Marco Santarelli

Analista Investigativo su reti informative e sicurezza internazionale



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Grok, un altro caso di AI e disinformazione su X; L’ombra della Russia sugli scontri in Europa: fra guerra ibrida e fattore umano




Caro vita, precariato nel lavoro, peggioramento delle condizioni economiche sono tra le motivazioni che hanno portato diverse piazze europee a riempirsi di manifestanti nelle ultime settimane.

L’Italia non ne è rimasta fuori e, come nel resto d’Europa, le manifestazioni si sono trasformate, per mano di individui incappucciati, in rivolte anche particolarmente accese contro le forze dell’ordine, con atti di vandalismo e saccheggi.

I violenti scontri che si sono verificati nel capoluogo lombardo, così come in altre città italiane, tra cui Torino e Bologna, hanno portato il ministro della Difesa Guido Crosetto a parlare di “guerra ibrida” e a individuare le possibilità responsabilità in un’azione russa dietro alle tensioni europee.

Russia e scontri in Europa: ipotesi di guerra ibrida

Il mezzo, attraverso cui si sarebbe mossa l’organizzazione delle rivolte, sarebbe stato quello dei social network e delle piattaforme digitali.

Secondo Crosetto, intervenuto al Defense Procurement Forum, “i fatti di Milano e di altre parti d’Italia sono il frutto, il punto di arrivo di quella che io chiamo guerra ibrida”, e le società occidentali sono state influenzate da soggetti esterni, come la Russia di Putin, anche se non espressamente menzionata dal ministro, all’interno di canali social e digitali, in particolare TikTok e YouTube.

Restano le cause sociali ed economiche del Paese che hanno portato la popolazione a manifestare, ma – da qui – una manipolazione esterna avrebbe scatenato le tensioni successive.

Una regia esterna

Sulla possibilità che la guerra ibrida abbia raggiunto anche il nostro Paese e che gli scontri degli ultimi giorni ne possano essere la dimostrazione si è espresso anche Marco Mancini, già responsabile del controspionaggio italiano, il quale, in un’intervista a Mowmag, ha affermato che non ha “elementi per riferire di infiltrazioni nelle violenze di Torino, Bologna e soprattutto Milano. Esiste, però, dal 2010 circa, un nuovo strumento strategico ideato nell’intelligence russa, in particolare nel servizio militare, il GRU. Si inserisce perfettamente nella guerra ibrida e nasce come operazione speciale per destabilizzare le democrazie occidentali e, soprattutto, i Paesi europei che da oltre quattro anni aiutano l’Ucraina dopo l’invasione russa”.

Le infiltrazioni russe nel governo italiano sono presenti ormai da oltre quindici anni, ma anche Slovenia, Germania, Austria e Repubblica Ceca ne sono state vittime.

Tutti i minorenni coinvolti negli scontri di questi giorni non possono essersi organizzati e mossi in maniera spontanea, deve esserci stato un coordinamento a monte che ha sfruttato “la manipolazione dei social, l’odio sociale e le contraddizioni che esistono in tutte le democrazie, da quelle culturali alla paura degli immigrati, ai conflitti sociali”.

La guerra ibrida si è già insinuata in Europa da tempo

Nella prima intervista che il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rilasciato ad una testata giornalista italiana, dopo il «patto del diesel», ha sottolineato che la guerra ibrida di cui si sta parlando in questi ultimi giorni è in realtà già da tempo all’opera in Europa per mano russa, in Italia, in Francia, il Gran Bretagna e in Germania.

Secondo Zelensky, “non è la guerra su vasta scala che conduce contro di noi, ma passa attraverso televisioni, mezzi d’informazione, Internet e social network. I cittadini hanno diritto di essere soddisfatti o insoddisfatti dei propri governi, non devono essere manipolati da campagne russe.

Come vivere e chi eleggere devono deciderlo italiani, francesi, ucraini, spagnoli. Non i russi.

Mosca sfrutta il tema migratorio e continuerà a farlo. Usa qualsiasi argomento che possa dividere: religione, lingua, questioni di genere.

Lo vediamo in Europa, negli Stati Uniti e in Ucraina”.

L’importanza del fattore umano

Per Mancini, “occorre una forte ed efficace attività di infiltrazione, per verificare se le parole del ministro Crosetto sulla guerra ibrida siano effettivamente applicabili a questi fatti. Manipolazione, fake news e controllo dei social rientrano in una guerra ibrida, che è una nuova strategia e che, come dicevo, nasce nel 2010 nei servizi segreti russi. Se sia stata applicata a Parigi, Torino, Milano o Bologna, non lo so. Occorre però che qualcuno se lo ponga come problema e lo valuti”.

L’infiltrazione, di cui parla Mancini, riporta alla luce l’importanza che il fattore umano continua ad avere, un’importanza forse anche sempre più crescente, nel mondo della sicurezza e dell’intelligence.

Il vantaggio che l’uomo avrà sempre sulla macchina, per quanto quest’ultima possa diventare evoluta e all’avanguardia, resta la sua capacità di  raccogliere informazioni dirette sul campo per scovare i punti deboli delle reti.

Pertanto, il suo apporto a quello tecnologico rimane fondamentale e imprescindibile, colmando le lacune della tecnologia, così come quelle degli altri metodi di intelligence.

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