Tranquillo, si sa, ha sempre fatto una brutta fine. Tutt’oggi, l’infausta sorte non cambia, a maggior ragione quando intende si collega a un qualsivoglia impiego di sistemi di intelligenza artificiale. Anche perché, il sottotesto drammatico delle varie buzzword che si impiegano in questi contesti è tutt’altro che rassicurante, ma anzi richiama al duro confronto con la realtà e alla necessità di mantenere il controllo della tecnologia impiegata.
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Ci pensa l’AI?
Delegare all’intelligenza artificiale non significa smettere di pensare. Dietro la promessa di sistemi sempre più autonomi si nasconde il rischio di perdere il controllo delle decisioni. Perché l’AI può fare molto al posto nostro, ma non può sostituire consapevolezza, spirito critico e responsabilità
Data Protection Officer, Giornalista

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