Quando si parla di data breach siamo abituati a cercare una porta d’ingresso, ma nel caso che ha coinvolto Revolut in queste ore, almeno sulla base delle informazioni emerse finora, cercare quella porta potrebbe però portarci nella direzione sbagliata, perché nessuno avrebbe avuto bisogno di forzarla: è infatti bastato un messaggio di posta elettronica (probabilmente certificata) da una casella istituzionale compromessa.
data breach
Revolut, dati esposti dopo una falsa richiesta governativa: il limite della fiducia digitale
Una casella istituzionale compromessa è utile per esfiltrare passaporti e informazioni finanziarie e farle finire nelle mani sbagliate. Il caso Revolut racconta uno dei problemi più difficili della sicurezza contemporanea: la fiducia sulla quale abbiamo costruito i nostri processi di sicurezza
Research Infosec, fondatore Insicurezzadigitale.com

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