Previsioni 2026

Minacce hi-tech e geopolitiche: nuove sfide per i cyber leader



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L’anno appena cominciato presenta un panorama di rischio sempre più complesso in termini di cyber security e di instabilità geopolitica. Analizziamolo insieme

Pubblicato il 20 gen 2026

Federica Maria Rita Livelli

Business Continuity & Risk Management Consultant, BCI Cyber Resilience Committee Member, CLUSIT Direttivo



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Le organizzazioni a livello globale stanno sperimentando una crescente interconnessione dei propri sistemi e infrastrutture, fenomeno che amplifica l’esposizione a vulnerabilità trasversali e multi-dominio.

Inoltre, nel 2026, la persistente instabilità geopolitica, combinata con l’evoluzione delle tecnologie impiegate dai cybercriminali, obbligherà i responsabili della sicurezza, del rischio e della privacy non solo a implementare soluzioni difensive avanzate e adattive, ma anche a sviluppare programmi di formazione e di aggiornamento continuo per il personale, al fine di mitigare efficacemente i rischi emergenti per le organizzazioni.

Cyber security e minacce tecnologiche

Secondo le stime degli esperti, nel 2026 il crimine informatico – se considerato come una Nazione – rappresenterebbe la terza economia mondiale per dimensioni, posizionandosi subito dopo Stati Uniti e Cina, con un impatto economico globale per le aziende stimato in 20 trilioni di dollari.

Di seguito vengono analizzate le principali minacce a cui prestare attenzione nel 2026.

Minacce informatiche basate sull’IA – La proliferazione dell’intelligenza artificiale generativa e agentica stanno rimodellando la cyber security. Sebbene l’IA offra un potenziale trasformativo, consente contemporaneamente agli attori malintenzionati di scalare gli attacchi, eludere il rilevamento e sfruttare informazioni sensibili. Pertanto, le organizzazioni, senza solidi quadri di governance e normative sono vulnerabili a interruzioni operative e perdite finanziarie.

Attacchi informatici deepfake e sintetici – Audio e video deepfake creano nuove possibilità per gli attaccanti di imitare individui affidabili e accedere a sistemi sicuri. I casi di dipendenti ingannati a trasferire ingenti somme di denaro dopo aver ricevuto telefonate falsificate dal loro capo sono in continuo aumento e si ritiene che nel 2026, man mano che la tecnologia diventa più sofisticata e difficile da differenziare dalla realtà, tale tipologia di attacchi diventerà più frequente.

Minaccia ransomware in evoluzione – Gli attacchi ransomware continuano ad aumentare e diventeranno più avanzati nel 2026. La crescente disponibilità di strumenti ransomware-as-a-service comporterà che anche criminali non esperti di tecnologia possono lanciare tali attacchi. Inoltre, assisteremo al proliferare di nuove criptovalute più anonime che renderanno più facile trasferire, riciclare e spendere i guadagni illeciti senza timore di ripercussioni.

Vulnerabilità della supply chain – Gli ultimi incidenti informatici hanno evidenziano la suscettibilità delle supply chain globali a interferenze malevole. Di fatto, le terze parti spesso costituiscono punti deboli, permettendo agli attaccanti di accedere a dati sensibili e infrastrutture critiche. Ciò induce le organizzazioni a dare sempre più priorità a una sofisticata gestione del rischio della supply chain e alla pianificazione della resilienza.

Minacce del calcolo quantistico – Sebbene i computer quantistici, in grado di violare la crittografia esistente, siano ancora in fase di sviluppo, rappresentano rischi a lungo termine per la sicurezza dei dati. Pertanto, nel 2026, le organizzazioni che gestiscono informazioni sensibili o classificate sono incoraggiate a identificare le vulnerabilità e migrare verso la crittografia quantum-safe prima che sia troppo tardi.

Essere umano è sempre l’anello più debole – I criminali spesso scoprono che è più facile ingannare, corrompere o ricattare le persone per farle rivelare le credenziali di accesso che superare sofisticate barriere tecnologiche di sicurezza. In risposta, le aziende dovranno nel 2026 investire maggiormente nella formazione dei lavoratori per aumentare la consapevolezza delle minacce, nell’esecuzione di attacchi simulati di ingegneria sociale e nella costruzione di culture di consapevolezza della sicurezza nelle loro organizzazioni.

Minacce geopolitiche e strategiche

Di seguito le principali minacce geopolitiche e strategiche da monitorare nel 2026.

Vulnerabilità della space economy e delle infrastrutture di telecomunicazione – Le tecnologie spaziali emergenti sviluppate dalla Cina e dalla Russia stanno generando importanti preoccupazioni per la sicurezza. Di fatto, la rete satellitare integrata della Cina – nota come “kill web” – rappresenta una minaccia diretta alle operazioni militari, in particolare nella regione Indo-Pacifico. Inoltre, la dimostrazione russa di distruzione satellitare e di attacchi informatici, contro infrastrutture orbitali, complica ulteriormente le dinamiche globali della sicurezza spaziale.

Ancora, la campagna di cyber spionaggio Salt Typhoon, attribuita agli attori statali, ha violato oltre 600 organizzazioni in 80 paesi, mettendo in luce la vulnerabilità delle telecomunicazioni commerciali. A fronte di ciò, diversi governi hanno adottato strategie mirate per rafforzare la sicurezza delle infrastrutture critiche e delle telecomunicazioni, ad esempio:

  • Australia – Ha attuato delle riforme al SOCI (Security of Critical Infrastructure) Act, imponendo una supervisione diretta sulle risorse delle telecomunicazione.
  • Italia – ha promosso una ristrutturazione da 22 miliardi di lire della rete di Telecom Italia, oltre a pianificare lo sviluppo di satelliti per le comunicazioni criptate.
  • Stati Uniti – Hanno vietato la proprietà cinese e russa di cavi sottomarini e innalzato gli standard di cybersicurezza.

È doveroso ricordare che le infrastrutture di telecomunicazione si basano su estesi ecosistemi IoT, caratterizzati da livelli di sicurezza intrinsecamente bassi e frequentemente oggetto di sfruttamento da parte di attori malevoli.

Parallelamente, la rapida espansione delle infrastrutture spaziali -quali i satelliti in orbita terrestre bassa – introduce ulteriori vettori di attacco e aumenta la superficie di rischio.

In questo scenario, è prevedibile che i governi implementeranno misure di controllo senza precedenti sulla sicurezza delle telecomunicazioni. Di conseguenza, i CISO saranno chiamati a rafforzare i processi di monitoraggio continuo dei rischi critici dell’ecosistema, evolvendo contestualmente verso un controllo costante e proattivo dei meccanismi di sicurezza.

Instabilità geopolitica – Le tensioni geopolitiche in corso -tra cui dispute commerciali, conflitti regionali ed escalation militari ancora in atto – continueranno ad impattare direttamente la cyber security, la stabilità economica e le relazioni internazionali. Pertanto, le organizzazioni ed i governi dovranno anticipare interruzioni e implementare strategie adattive di gestione del rischio per mitigarne gli effetti.

Guerra cibernetica sulla scena globale – Il conflitto in Ucraina ha evidenziato come le operazioni di cyberwarfare rivolte a infrastrutture critiche, reti di comunicazione e supply chain, unitamente alle campagne di disinformazione, siano ormai strumenti sistematici di conflitto ibrido.

Attacchi condotti da attori statali e gruppi terroristici prendono di mira settori energetici e sanitari, generando instabilità economica attraverso l’interruzione delle catene del valore e dei flussi commerciali. Inoltre, l’impiego massivo di tecniche deepfake viene sfruttato per compromettere la reputazione di figure istituzionali e minare la fiducia nei processi democratici.

Nel 2026, la criminalità informatica si configura non solo come una minaccia alla privacy individuale e agli asset aziendali, ma rappresenta una crisi strutturale per la sicurezza nazionale. Di conseguenza, si prevede un incremento degli investimenti governativi in difesa cyber, ricerca e sviluppo di nuove tecnologie, nonché la costituzione di alleanze strategiche per il contrasto coordinato di tali minacce.

Le nuove sfide strategiche per i CISO nel 2026

Il 2026 rappresenterà un banco di prova per tutte le strategie di difesa, recupero e adattamento rispetto a un panorama di minacce in rapida evoluzione.

L’accelerazione del cambiamento è evidente: l’intelligenza artificiale si configura contemporaneamente come vettore d’attacco e strumento difensivo; le tensioni geopolitiche si riflettono direttamente sulle reti aziendali; la distinzione tra rischio IT e rischio aziendale è ormai superata. Ne consegue che i CISO dovranno garantire:

  • Priorità alla resilienza – Occorre presupporre la possibilità di disruption e investire in continuità operativa, segmentazione delle risorse e capacità di ripristino rapido.
  • Gestione evoluta dell’IA – L’IA deve essere considerata una “capability” da governare, non una soluzione automatica. Va utilizzata per potenziare le attività di “detection & response”, garantendo -al contempo – la protezione rigorosa dei modelli, dei dati e delle credenziali.
  • Protezione delle identità – La proliferazione di agenti digitali e fisici comporterà, necessariamente, l’implementazione di controlli costanti sulle identità non umane.
  • Collaborazione interfunzionale – È necessario abbattere le barriere tra sicurezza, operations e leadership, promuovendo sia una comprensione condivisa sia una risposta coordinata.
  • Adattabilità e aggiornamento continuo – Gli attori delle minacce evolvono con la stessa rapidità delle tecnologie emergenti, rendendo imprescindibile per le organizzazioni adottare un approccio di apprendimento continuo e sperimentazione avanzata, quali pilastri fondamentali della strategia di sicurezza.

Conclusione

Le minacce emergenti previste per il 2026 evidenziano la crescente interconnessione e complessità degli scenari di rischio attuali. La convergenza tra vulnerabilità informatiche e tensioni geopolitiche impone l’adozione di strategie di mitigazione integrate, caratterizzate da coordinamento intersettoriale e proattività.

In tale contesto, la collaborazione tra decisori politici, organizzazioni e comunità scientifica diventa essenziale per progettare architetture resilienti, capaci di fronteggiare una pluralità di minacce e di implementare modelli di gestione del rischio orientati all’anticipazione e alla salvaguardia della stabilità globale.

Inoltre, le organizzazioni devono essere consapevoli che l’implementazione dei principi di risk management, di business continuity e di cyber security è propedeutica alla realizzazione di una cyber resilience sistemica, oltre a garantire l’aderenza a normative sempre più rigorose, fondate su approcci risk-based e resilience-based in modo da prevenire che le minacce evolvano in vantaggi competitivi per gli attori malevoli.

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