guerra ibrida

Veicoli spaziali spia russi intercettano i satelliti europei: dati non crittografati



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I satelliti Luch-1 e Luch-2 da anni effettuano manovre sospette in orbita, avvicinandosi ripetutamente ad alcuni importanti satelliti geostazionari europei. Ecco quale rischio di spionaggio corrono i satelliti europei, dal momento che la crittografia non protegge i dati sensibili

Pubblicato il 10 feb 2026

Luisa Franchina

Presidente Associazione Italiana Infrastrutture Critiche (AIIC)

Tommaso Diddi

Analista Hermes Bay



Starlink: cosa sappiamo e come l'Italia si sta muovendo, in attesa di Iris2; Veicoli spaziali spia russi intercettano i satelliti europei: dati non crittografati
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Funzionari della sicurezza europea ritengono che due veicoli spaziali russi abbiano intercettato le comunicazioni di almeno una dozzina di satelliti strategici sul continente.

Si tratta dei satelliti Luch-1 e Luch-2, oggetti spaziali che da anni effettuano manovre sospette in orbita, avvicinandosi ripetutamente ad alcuni dei più importanti satelliti geostazionari europei.

L’ombra dello spionaggio russo sui satelliti europei

I satelliti geostazionari europei operano a circa 35.786 chilometri dalla Terra, all’altezza tipica dell’orbita geostazionaria, e forniscono servizi al continente, compreso il Regno Unito, oltre a vaste aree dell’Africa e del Medio Oriente.

Le intercettazioni presunte, finora non riportate pubblicamente secondo quanto rivelato dal Financial Times, rappresenterebbero un rischio non solo per la compromissione di informazioni sensibili trasmesse dai satelliti, ma potrebbero anche consentire a Mosca di manipolarne le traiettorie, causare deriva orbitale o perdita di controllo, fino ad aumentare il rischio di incidenti o collisioni.

Il rischio dei satelliti russi

Secondo i dati orbitali e le osservazioni telescopiche terrestri, i satelliti russi si sono posizionati nelle vicinanze di obiettivi europei per settimane consecutive, in particolare negli ultimi tre anni, periodo di alta tensione tra il Cremlino e l’Occidente seguito all’invasione su larga scala dell’Ucraina.

Dal suo lancio nel 2023, Luch-2 avrebbe effettuato avvicinamenti a 17 satelliti
europei, con operazioni di prossimità prolungate e ripetute.

Il maggiore generale Michael Traut, capo del comando spaziale militare tedesco, ha confermato al Financial Times che entrambi i satelliti sono sospettati di svolgere attività di signals intelligence, riferendosi alla pratica di sostare in prossimità di satelliti di comunicazione occidentali per periodi estesi.

Un alto funzionario dell’intelligence europea ha spiegato che i veicoli Luch sarebbero quasi certamente progettati per posizionarsi all’interno del cono ristretto dei fasci di dati trasmessi dalle stazioni terrestri ai satelliti.

La crittografia non protegge i dati sensibili

La vulnerabilità più critica emersa dall’indagine riguarda il fatto che informazioni sensibili, in particolare i dati di comando e controllo per i satelliti europei, non sono crittografate.

Molti di questi satelliti sono stati lanciati anni fa, quando non disponevano di computer di bordo sufficientemente avanzati o di capacità di crittografia integrate.

Questa lacuna strutturale li rende vulnerabili a future interferenze o tentativi di manipolazione, una volta che attori ostili abbiano registrato e analizzato i loro protocolli di comando.

Il Generale Traut ha affermato di presumere che i satelliti Luch abbiano intercettato il command link dei satelliti avvicinati ovvero il canale critico che collega i satelliti ai controllori terrestri e consente aggiustamenti orbitali e gestione operativa.

Gli altri rischi anche cyber

Gli analisti del settore spaziale sostengono che con tali informazioni, la Russia potrebbe teoricamente imitare gli operatori terrestri legittimi, inviando comandi falsi ai satelliti per manipolare i propulsori utilizzati per correzioni orbitali.

Questi propulsori potrebbero essere utilizzati impropriamente per disallineare i satelliti, causare deriva orbitale o creare situazioni di rischio per collisioni. Le informazioni raccolte da Luch-1 e Luch-2 potrebbero inoltre aiutare la Russia a coordinare attacchi più sofisticati agli interessi occidentali.

Il monitoraggio continuativo può infatti rivelare pattern d’uso, identificare chi utilizza i satelliti e dove si trovano i terminali terrestri, informazioni sfruttabili per operazioni mirate di jamming da terra o hacking delle infrastrutture di controllo.

Il ruolo dei satelliti europei

I satelliti europei che sarebbero stati avvicinati svolgono principalmente attività per scopi civili, come televisione satellitare e telecomunicazioni, ma trasportano anche comunicazioni governative sensibili e alcune componenti di traffico militare.

Belinda Marchand, responsabile scientifica di Slingshot Aerospace, società statunitense specializzata nel tracciamento di oggetti nello spazio, ha confermato che i veicoli Luch manovravano posizionandosi strategicamente vicino a satelliti geostazionari europei, spesso per molti mesi consecutivi.

Attualmente Luch-2 si troverebbe in prossimità di Intelsat 39, grande satellite geostazionario che fornisce servizi di comunicazione all’Europa e all’Africa.

Norbert Pouzin, analista orbitale senior di Aldoria, società francese di tracciamento satellitare, ha sottolineato come i satelliti russi abbiano visitato ripetutamente le stesse famiglie di satelliti e gli stessi operatori, permettendo di dedurre uno scopo specifico.

Si tratterebbe esclusivamente di operatori basati in Paesi membri della Nato. Pouzin ha aggiunto che anche senza decifrare messaggi crittografati, i russi potrebbero estrarre informazioni utili, mappando come viene utilizzato un satellite e individuando la posizione dei terminali terrestri.

Pouzin ha anche segnalato che la Russia sembra intensificare la sua attività di ricognizione spaziale, avendo lanciato lo scorso anno due nuovi satelliti denominati Cosmos 2589 e Cosmos 2590, con capacità di manovra simili o superiori a quelle di Luch-1 e Luch-2.

La guerra ibrida della Russia in Europa

Le manovre spaziali descritte si inseriscono nel contesto della crescente guerra ibrida che la Russia conduce in Europa, strategia che include episodi di danneggiamento attribuiti o sospettati come il taglio di cavi internet e di alimentazione sottomarini, campagne di disinformazione, cyber attacchi contro obiettivi governativi ed altre azioni ostili.

Funzionari dell’intelligence e comandanti militari europei sono sempre più preoccupati che il Cremlino possa estendere tale attività al dominio spaziale e stia già sviluppando capacità offensive.

Sebbene Cina e Stati Uniti abbiano sviluppato tecnologie simili, la Russia dispone di uno dei programmi di spionaggio spaziale più avanzati ed è storicamente più aggressiva nell’uso dei suoi veicoli spaziali per pedinare satelliti di altri Paesi.

Il ministro della difesa tedesco Boris Pistorius ha dichiarato nel settembre scorso che le reti satellitari rappresentano un tallone d’Achille delle società moderne e che chiunque riesca ad attaccarle può paralizzare intere nazioni, interrompendo comunicazioni, servizi finanziari, logistica e sistemi di navigazione.

Pistorius ha definito le attività russe nello spazio una minaccia fondamentale per la sicurezza europea che non può più essere ignorata, richiedendo contromisure urgenti e investimenti significativi in capacità di difesa spaziale.

Lo spionaggio dei satelliti europei, un vantaggio strategico per la Russia

Un funzionario anonimo dell’intelligence europea ha precisato che Luch-1 e Luch-2 probabilmente non dispongono della capacità di disturbare direttamente o distruggere fisicamente i satelliti, ma hanno fornito alla Russia grandi quantità di dati su come tali sistemi potrebbero essere interrotti o manipolati, sia da terra sia attraverso future operazioni in orbita.

La conoscenza dettagliata dei protocolli di comunicazione, delle frequenze e delle vulnerabilità costituisce un vantaggio strategico significativo.

Il 30 gennaio scorso, telescopi terrestri hanno osservato quello che sembrava essere gas fuoriuscito da Luch-1, seguito da una frammentazione almeno parziale della struttura del satellite.

Secondo Belinda Marchand, l’evento sembrerebbe essere iniziato con un
malfunzionamento del sistema di propulsione, seguito da una frammentazione confermata mentre il satellite continuava a rotolare incontrollato.

L’incidente solleva interrogativi sulla natura del guasto, se accidentale o dovuto ad altre cause, sebbene non vi siano al momento conferme ufficiali.

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