Se ci fosse Skynet, non dovremmo preoccuparci più di tanto di parlare di responsabilità derivante da un’Intelligenza Artificiale. Più che altro, perché la priorità di sopravvivere tende a far mettere da parte l’entusiasmo per le questioni giuridiche.
Dopodiché, ci sarà sempre chi prende la piramide di Maslow alla rovescia, ma non possiamo certo spendere troppo tempo a ragionare secondo eccezioni.
A tal proposito, viene da chiedersi se possa veramente dirsi eccezionale un evento per cui un agente AI è la causa di una violazione di sicurezza.
Beninteso, non si intende il senso di eccezionalità derivante dall’hype di qualche facile narrazione o dalla qualità percepita della notizia. Piuttosto, si rimane umili e si parla di occorrenze e probabilità. E quindi di rischi, per cui bisogna chiedersi se quel tipo di rischio che poi ha realizzato l’evento del caso OpenAI-Huggingface si può dire incalcolabile.
Rischi incalcolabili o non calcolati?
Di rischi incalcolabili ce ne sono veramente pochi, perché la maggior parte di quelli che non si calcolano rispondono ad una scelta in sede di analisi di escludere determinate minacce.
Perché, come detto sopra, non si ragiona secondo eccezioni e singolarità.
Più che per onorare l’approccio parsimonioso del signor Occam, per una questione di risorse limitate, fra cui rientra il tempo.
Vero è che nel momento in cui si impiega un agente AI, forse qualche minaccia specifica può essere pur oggetto di previsione. O meglio: deve. Perché l’automatizzazione non salva da decisioni di governance, circa cosa e come impiegare un qualsivoglia tecnologia e quali misure di mitigazione predisporre a riguardo.
Altrimenti, si accetta il rischio per fatti concludenti e l’unico modo per eludere ogni responsabilità, è una singolarità tecnologica. Insomma: Skynet (o qualche suo parente prossimo) deriva da un rischio incalcolabile, mentre gli altri eventi derivano per lo più da rischi non calcolati.













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