Cyber crimine, è boom di nuove minacce: i pericoli per le aziende vengono dall’interno

Pubblicato il 11 Ott 2018

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La prima metà dell’anno è stata caratterizzata da un andamento del cyber crimine che non lascia spazio alle interpretazioni: con 730 attacchi gravi registrati e analizzati, che corrispondono ad una crescita del 31% rispetto al semestre precedente, il 2018 riuscirà sicuramente a battere il triste primato dello scorso anno in cui, secondo gli esperti del Clusit, l’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica, si è registrato il “salto quantico” della cyber-insicurezza.

Il Rapporto Clusit fornisce ogni anno il quadro più aggiornato ed esaustivo della situazione globale sulla base degli attacchi più gravi di dominio pubblico e per quel che riguarda l’Italia la situazione è davvero drammatica: il primo semestre del 2018 è stato il peggiore di sempre con una media di attacchi al mese pari a 122 (erano 94 nel 2017) e con un picco nel mese di febbraio dove ne sono stati rilevati 139.

Come si evince leggendo l’articolo Rapporto Clusit 2018: in forte crescita gli attacchi informatici nel primo semestre pubblicato su ZeroUnoWeb, i crimini informatici hanno fatto registrare aumenti “monstre”, addirittura con percentuali a tre cifre nel settore “Automotive”, che segna +200%, e in ambito “Research/Education”, dove si è registrato un aumento del +128%. Segue il settore “Hospitability”: hotel, ristoranti, residence hanno subito da gennaio a giugno 2018 il 69% di attacchi in più rispetto agli ultimi sei mesi dello scorso anno. In decisa crescita anche i crimini nei settori Sanità (+62%), nelle Istituzioni (+52%), nei servizi online/Cloud (+52%) e nel settore della consulenza (+50%).

Cresce dunque il numero degli attacchi informatici che prendono di mira le aziende e i numeri impietosi del rapporto Clusit rivelano anche quello che è forse il principale campanello di allarme che bisognerebbe prendere seriamente in considerazione: la principale fonte di pericolo rimane quella degli attacchi causati da personale interno alle aziende stesse.

Quanto successo un anno fa in seguito alla diffusione del ransomware WannaCry è emblematico di questa situazione. Ma questo stesso precedente è servito comunque a convincere le aziende ad investire in sicurezza informatica e a dotarsi di moderni sistemi di controllo preventivo. Lo spiega bene l’articolo Cybersecurity, per le aziende i pericoli vengono dall’interno pubblicato su CorCom, secondo cui molti responsabili d’azienda sono ormai d’accordo nell’affermare che tecnologie rivoluzionarie come intelligenza artificiale, machine learning e blockchain siano ormai essenziali a stimolare un nuovo approccio alla cyber security.

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