Non importa il motivo per cui si dica “tanto a noi non succede” o “a noi questo non capita”, perché in fondo tanto l’arroganza quanto l’ignoranza pagano caro il prezzo nella sicurezza cyber. Quel che conta è averlo detto, o fatto ben intendere disinteressandosi di aggiornare la propria postura di sicurezza, ad esempio.
Ritenere che una misura di sicurezza sia una “soluzione” dall’ambizione narrativa di un sempre e per sempre, o che viva in una dimensione stand-alone di rischi tutti chiari, composti e immutabili è un indizio che porta a quella frase che, erroneamente, si considera di malaugurio.
Ma che invece è null’altro che un sintomo di un disastro che prima o poi si annuncerà in modo piuttosto roboante e spettacolare.
C’è chi parla di questo fenomeno citando il mito dell’invulnerabilità, ma nella maggior parte dei casi di mitologica c’è solo l’incoscienza. Che magari sarà pur figlia di qualche divinità, di sovente opportunamente scomodata dopo l’incidente, ma certamente non è in grado di fare miracoli.
Questione di forma mentis e metodo, innanzitutto, perché non esiste un punto d’arrivo in cui esistono solo certezze. Solo rischi accettabili. Che esistono, ma sono stati individuati, analizzati e mitigati. Per quanto possibile, ovviamente.
Governare i rischi
Piaccia o meno, è una questione di governance. Gestione, e strategie. Altrimenti “capita”, ad esempio, che dopo l’attacco ai supermercati francesi ci si trovi a diver considerare come non trascurabile la OT security.
Magari anche in fretta e furia, perché si era sdoganata a qualche checklist da compilare pigramente o, addirittura, con un giudizio di poca rilevanza ai fini della gestione della sicurezza cyber.
Oppure lo si scoprirà nel momento in cui una devianza reiterata da buone prassi (o regole) diventa abitudine e prima o poi si trasforma in un incidente di sicurezza.
Qualcosa a cui si assiste impotenti dopo aver potuto fare tutto il possibile… se solo si fosse ritenuto quel qualcosa rilevante.
Ogni volta che si dice “Tanto a noi non succede”, è un campanello d’allarme che suona come l’overture di qualcosa che succederà.
Ma se vogliamo rimanere nel mito, non è altro che l’eco della propria hybris.












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