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Cyber resilience nel manufacturing: perché semplificare la sicurezza è diventata una priorità


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Nel manifatturiero la resilienza digitale non dipende solo dall’introduzione di nuove tecnologie, ma dalla capacità di governarle in modo integrato. Il progetto Fortinet per LAMPRE mostra come convergenza IT/OT, Zero Trust, AI e Continuous Threat Exposure Management possano ridurre la complessità operativa e rafforzare la postura di sicurezza

Pubblicato il 17 set 2026



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Cyber resilience nel manufacturing




Per molti anni il rafforzamento della cyber security è coinciso con l’introduzione di nuovi strumenti di protezione. Firewall, piattaforme EDR, sistemi di monitoraggio, soluzioni per l’accesso remoto e strumenti di analisi del rischio sono stati progressivamente aggiunti alle infrastrutture aziendali, spesso senza una reale integrazione tra loro.

Il risultato è che molte organizzazioni, soprattutto nel settore manifatturiero, si trovano oggi a gestire architetture estremamente articolate, nelle quali la moltiplicazione dei controlli non sempre corrisponde a una maggiore capacità di governo del rischio.

La vera sfida, quindi, non consiste più nell’acquistare nuove tecnologie, ma nel renderle parte di un ecosistema coerente, capace di offrire visibilità, automazione e supporto alle decisioni.

È questo il percorso affrontato da LAMPRE Srl che, nell’ambito di un programma internazionale di revisione della propria sicurezza informatica, ha scelto Fortinet come partner strategico, adottando uno specifico progetto (finalista ai Cybersecurity360 Awards) per consolidare la postura di sicurezza e rafforzare la resilienza dell’infrastruttura IT, affrontando anche nuove sfide come Shadow AI e Shadow IT.

Dal rischio frammentato a una governance unificata

L’assessment iniziale ha evidenziato alcune criticità comuni a molte realtà industriali: limitata visibilità centralizzata, gestione operativa complessa e un’esposizione al rischio non più coerente con l’evoluzione del panorama delle minacce.

In questo contesto l’obiettivo non era semplicemente sostituire l’infrastruttura esistente, ma costruire un modello di gestione del rischio basato su informazioni condivise e continuamente aggiornate.

Quando la visibilità diventa il primo livello di difesa

Il progetto è stato quindi impostato secondo una logica di risk management data-driven, con quattro obiettivi principali:

  • ridurre la superficie di attacco;
  • ottenere una visione unificata del rischio negli ambienti IT e OT;
  • introdurre un controllo degli accessi coerente con i principi Zero Trust;
  • adottare un modello di Continuous Threat Exposure Management (CTEM) per individuare vulnerabilità ed esposizioni prima che possano essere sfruttate.

Security Fabric: integrare la sicurezza invece di moltiplicarla

Uno degli aspetti più interessanti del progetto riguarda l’approccio architetturale.

Piuttosto che introdurre nuove soluzioni isolate, Fortinet ha costruito un ecosistema integrato basato sul paradigma Security Fabric, nel quale rete, protezione degli accessi, monitoraggio, analisi del rischio e Security Operations condividono dati e processi.

In questa logica trovano spazio firewall di nuova generazione, Secure SD-WAN, piattaforma SASE e strumenti dedicati alla protezione degli accessi remoti secondo i principi Zero Trust.

Il beneficio principale non consiste tanto nell’aggiunta di nuove funzionalità, quanto nella possibilità di governare l’intera infrastruttura attraverso policy coerenti e una gestione centralizzata.

L’AI come acceleratore delle Security Operations

L’intelligenza artificiale assume nel progetto un ruolo concreto, orientato soprattutto al supporto operativo.

Negli ambienti produttivi è stata introdotta una piattaforma di Network Detection and Response capace di utilizzare modelli di Machine Learning per analizzare il comportamento della rete, individuare anomalie, rilevare minacce sconosciute e identificare movimenti laterali che potrebbero compromettere i sistemi industriali.

Parallelamente, la centralizzazione degli eventi e delle attività di auditing permette di automatizzare parte del lavoro degli analisti, riducendo il fenomeno dell’alert fatigue e migliorando i tempi di risposta agli incidenti.

In questo caso l’AI non sostituisce il lavoro umano, ma contribuisce a rendere più sostenibile la gestione quotidiana della sicurezza, concentrando l’attenzione sugli eventi realmente significativi.

Dal monitoraggio delle vulnerabilità alla gestione continua dell’esposizione

Uno degli elementi più attuali del progetto è rappresentato dall’adozione di un modello di Continuous Threat Exposure Management.

Negli ultimi anni il concetto di esposizione al rischio ha progressivamente sostituito quello di semplice gestione delle vulnerabilità.

Non si tratta più soltanto di identificare sistemi non aggiornati, ma di comprendere quali asset risultino realmente esposti, quali credenziali possano essere compromesse e quali elementi rappresentino un rischio concreto per il business.

Nel progetto questa attività viene supportata da strumenti dedicati al monitoraggio continuo dell’esposizione esterna e del dark web, consentendo di individuare tempestivamente eventuali credenziali compromesse e altre informazioni sensibili prima che possano essere sfruttate dagli attaccanti.

La convergenza IT/OT come fattore di resilienza

Un altro elemento di rilievo riguarda l’integrazione tra sicurezza informatica tradizionale e ambienti produttivi.

Per molte aziende manifatturiere la protezione dell’Operational Technology rappresenta oggi una delle principali priorità, soprattutto alla luce della crescente interconnessione tra reti industriali e sistemi IT.

Nel progetto sviluppato per LAMPRE Srl questa convergenza si traduce in una visione unificata del rischio, nella quale gli eventi provenienti dall’infrastruttura IT e quelli relativi ai sistemi produttivi vengono analizzati all’interno dello stesso modello di governo.

Questo consente al management di disporre di indicatori più chiari sull’effettiva esposizione dell’organizzazione e di prendere decisioni basate su dati aggiornati, senza separare la sicurezza della produzione da quella dei sistemi informativi.

Un modello replicabile per l’industria digitale

Sebbene il progetto sia stato sviluppato in un contesto manifatturiero internazionale, l’impostazione adottata appare facilmente trasferibile anche ad altre organizzazioni caratterizzate da infrastrutture distribuite e da una crescente convergenza tra IT e OT.

L’integrazione tra Security Fabric, Zero Trust, CTEM, automazione e analisi comportamentale consente infatti di affrontare alcune delle criticità comuni a molte imprese: frammentazione degli strumenti, difficoltà di governance, aumento della superficie d’attacco e necessità di garantire continuità operativa durante i processi di trasformazione digitale.

Più che una specifica architettura tecnologica, il progetto propone quindi un metodo di lavoro basato sull’integrazione progressiva dei controlli di sicurezza e sulla riduzione della complessità gestionale.

Oltre gli strumenti: costruire una sicurezza governabile

Uno degli aspetti più interessanti che emerge da questo caso riguarda il rapporto tra innovazione tecnologica e capacità di governo. Negli ultimi anni molte organizzazioni hanno investito in piattaforme sempre più sofisticate, ma spesso senza ottenere un corrispondente aumento della visibilità o della capacità decisionale.

Il progetto sviluppato da Fortinet suggerisce invece che la resilienza digitale nasce dalla capacità di integrare strumenti, processi e persone all’interno di un modello coerente. Per i responsabili della sicurezza il messaggio è chiaro: l’intelligenza artificiale, il paradigma Zero Trust o il Continuous Threat Exposure Management producono valore solo quando contribuiscono a semplificare il governo della sicurezza, ridurre la complessità operativa e fornire una visione unitaria del rischio.

In un contesto in cui le superfici di attacco continuano ad ampliarsi, la vera innovazione potrebbe non essere aggiungere un nuovo livello di protezione, ma rendere finalmente interoperabili quelli già esistenti.

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