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Attacco a Novo Nordisk: il patrimonio intellettuale farmaceutico è tra i bersagli più ambiti, ecco i rischi



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Dopo aver sottratto 1,3 terabyte di dati sanitari, i gruppi di estorsione, che hanno condotto il cyber attacco a Novo Nordisk, ora chiedono un riscatto multimilionario. Anzi due. Ma ecco cosa c’è in gioco oltre ai dati sanitari e alle informazioni sui trial clinici

Pubblicato il 19 giu 2026



L'impatto della NIS 2 nel settore farmaceutico; Attacco a Novo Nordisk: il patrimonio di proprietà intellettuale delle aziende farmaceutiche è tra i bersagli più ambiti, ecco i rischi
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Il cyber attacco a Novo Nordisk, l’azienda danese, famosa per i farmaci di successo come Ozempic e Wegovy per il trattamento del diabete e dell’obesità, avrebbe portato alla sottrazione di 1,3 terabyte di dati sanitari, mentre gli hacker avrebbero chiesto un primo riscatto da 25 milioni di dollari e perfino un secondo da 50 milioni di dollari.

“Il caso Novo Nordisk dimostra che le aziende farmaceutiche sono oggi tra i bersagli più ambiti dai gruppi di estorsione. Oltre ai dati sanitari e alle informazioni sui trial clinici, custodiscono un patrimonio di proprietà intellettuale che vale miliardi“, commenta Pierluigi Paganini, analista di cyber security e Ceo Cybhorus.

I dettagli del cyber attacco a Novo Nordisk: cos’è in gioco

Il gruppo di cyber criminali FulcrumSec afferma di aver rubato 1,3 terabyte di dati distribuiti in oltre 700.000 file, oltre ad aver avanzato una richiesta di riscatto da 25 milioni di dollari a Novo Nordisk. Ma un secondo gruppo avrebbe chiesto 50 milioni di dollari di riscatto.

Tuttavia, al centro del cyber attacco all’azienda farmaceutica sono la proprietà intellettuale, i dati clinici e le iniziative di AI in ambito chimico-farmaceutico sviluppate dal produttore di Wegovy e Ozempic, due farmaci innovativi contenenti lo stesso principio attivo (la semaglutide), per la gestione cronica del peso e per il trattamento del diabete di tipo 2 negli adulti.

“Formule, pipeline di ricerca, codice sorgente e risultati sperimentali costituiscono un patrimonio di proprietà intellettuale miliardario”, conferma Pierluigi Paganini.

Prima i cyber criminali hanno compromisso alcuni sistemi informatici interni. Quindi gli hacker hanno annunciato di aver sottrazione oltre un terabyte di dati sanitari, mentre si ha eco di richieste di riscatto multimilionarie e accuse di diffusione illecita di dati sensibili e riservati.

L’azienda farmaceutica danese ha confermato l’incidente informatico, ma ora sono due i gruppi di hacker che rivendicano diverse responsabilità.

L’azienda aveva riconosciuto di aver subito un accesso non autorizzato ad alcuni sistemi IT interni. In una seconda fase, Novo Nordisk ha ammesso che i cyber criminali hanno copiato dati non pubblici, inclusi dati personali. Ma questo aspetto, seppur gravissimo, è solo una frazione del bottino del cyber attacco a Novo Nordisk.

Al centro il furto dei modelli di intelligenza artificiale

Le estorsioni sono nulla rispetto al furto di proprietà intellettuale e di progetti di intelligenza artificiale.

“Infatti, l’aspetto più sottovalutato riguarda i modelli di intelligenza artificiale che FulcrumSec sostiene di aver sottratto. Se confermato, il furto di modelli addestrati, dataset proprietari e asset AI consentirebbe a concorrenti o Stati ostili di replicare anni di ricerca e sviluppo a costi minimi, accelerando la scoperta di farmaci e l’analisi biologica senza sostenere gli enormi investimenti necessari”, mette in guardia Pierluigi Paganini.

Un portavoce aziendale ha spiegato di essere “a conoscenza delle affermazioni secondo cui dati presumibilmente copiati senza autorizzazione dai nostri sistemi sono stati pubblicati online” e di aver informato le autorità competenti.

L’azienda ha inoltre affermato di aver mantenuto l’operatività delle proprie piattaforme principali e di continuare a ritenere prioritaria “la sicurezza e l’integrità dei sistemi e la fornitura di prodotti e supporto affidabili ai pazienti”.

Novo Nordisk nega che ci siano rischi immediati per i pazienti.

Ma “a differenza dei dati clinici, il valore strategico di questi asset (oggetto del furto, ndr) può perdurare per anni, trasformando una violazione informatica in una potenziale perdita di vantaggio competitivo e tecnologico di lungo periodo”, conclude Paganini.

Ciò che è a rischio è la competività della farmaceutica europea, mentre l’AI avanza e i cyber attacchi erodono vantaggi competitivi.

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