Sentenza CGUE

Diritto di accesso, ora è più difficile rifiutare (ma attenti agli abusi)



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La Corte di giustizia UE interviene sul diritto di accesso: anche una prima richiesta può essere “eccessiva”, ma la CGUE alza la soglia per rifiutare e introduce un onere probatorio stringente a carico del titolare: l’abuso va dimostrato con criteri rigorosi, non è una legittimazione preventiva al rigetto delle richieste

Pubblicato il 20 mar 2026

Tania Orrù

Data Protection, Compliance & Digital Governance Advisor



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Il diritto di accesso, pensato come strumento di trasparenza e controllo, può diventare un meccanismo di attivazione seriale di pretese risarcitorie? La vicenda che ha condotto alla sentenza della Corte di giustizia del 19 marzo 2026 (C-526/24, Brillen Rottler) si colloca in un punto di frizione evidente nella prassi applicativa del GDPR.

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