Il decreto direttoriale 4 agosto 2026 definisce i termini e le modalità di funzionamento dello sportello (virtuale) dedicato alla presentazione delle domande di accesso alle agevolazioni da parte delle PMI e dei lavoratori autonomi al Voucher Cloud & Cybersecurity.
L’iniziativa ministeriale, avviata con il decreto direttoriale del 21 novembre 2025, permette l’accesso alle agevolazioni “orientate a sostenere la domanda di servizi e prodotti di cloud computing e cyber security da parte di PMI e lavoratori autonomi, al fine di favorire la transizione digitale dei medesimi soggetti nonché lo sviluppo di soluzioni tecnologiche avanzate”.
Indice degli argomenti
Voucher Cloud & Cybersecurity: dotazione finanziaria e beneficiari
La dotazione finanziaria a disposizione di PMI e liberi professionisti è pari a 150 milioni di euro, che saranno attinti dal Fondo sviluppo e coesione (FSC) relativo al periodo 2014-2020.
Le agevolazioni sono concesse sottoforma di contributo a fondo perduto, nella misura massima del 50% delle spese ammissibili e non potranno superare in nessun caso la soglia dei 20mila euro.
Da segnalare che una quota pari a euro 71.065.813,34 è riservata ai piani di spesa da realizzare nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Dunque, Piccole e medie Imprese e lavoratori autonomi italiani hanno l’opportunità di scegliere il fornitore di servizi e prodotti di cloud computing e cybers ecurity da un elenco popolato da fornitori IT, partner di canale, system integrator e MSP, tra cui Naquadria che include anche i servizi di sicurezza e la soluzione tutta italiana di FlashStart.
Iter di presentazione della domanda: bisogna prepararsi in tempo
Dopo aver completato a fine maggio la raccolta delle istanze di iscrizione all’apposito elenco fornitori Voucher Cloud & Cybersecurity, nei primi giorni d’agosto sono stati definiti termini e modalità di presentazione delle domande per l’agevolazione.
Anche una piccola dimenticanza potrebbe far perdere l’opportunità.
Le domande d’accesso alle agevolazioni si presentano nel classico linguaggio burocratico che è bene masticare: sono concesse con “una procedura valutativa con procedimento a sportello”.
Redatte in lingua italiana, le domande si devono presentare esclusivamente tramite link.
Lo sportello virtuale
Lo sportello virtuale si attiva in due fasi. La prima riguarda la precompilazione della domanda, a partire dalle ore 12 del 20 ottobre 2026. Mentre la fase di invio della stessa si apre alle ore 12 del 10 novembre 2026 per chiudersi alle ore 12 del 20 gennaio 2027.
Ciascun soggetto proponente può presentare una sola domanda di agevolazione, e – importante sottolinearlo – “possono partecipare anche i fornitori iscritti nell’elenco che rispettino i requisiti di ammissibilità e che i servizi e/o prodotti richiesti alle agevolazioni siano acquisiti da fornitori diversi dal richiedente e ricompresi nell’elenco”.
La documentazione richiesta
L’accesso alla procedura prevede l’identificazione e l’autenticazione tramite SPID, Carta nazionale dei servizi o Carta di Identità Elettronica ed è riservato al rappresentante legale del soggetto proponente o a un soggetto delegato.
Si tratta di una forma dichiarazione sostitutiva di atto notorio che deve contenere diverse informazioni, come riporta la pagina web di riferimento nel sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Tra queste, sottolineiamo la dichiarazione sul possesso dei requisiti.
All’atto della presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni, il richiedente deve dichiarare di avere attivo un contratto per la fornitura di servizi di connettività con velocità minima in download di 30 Mbps.
Inoltre, occorre presentare la “dichiarazione sullo stato di partenza” del richiedente in termini di adozione di servizi e/o prodotti di cloud computing e cyber security e sul miglioramento che ci si attende.
Serve dunque una dichiarazione sullo stato dell’arte dell’infrastruttura cloud e di cyber security del richiedente con conseguente motivazione e un’idea precisa dei vantaggi che ci si aspetta di ottenere in seguito all’investimento che il piano di spesa prevede.
Le altre richieste da specificare
Bisogna anche indicare i servizi e i prodotti scelti, quella dei fornitori, la durata prevista di realizzazione del piano di spesa o dell’abbonamento, l’importo delle spese ammissibili e del contributo richiesto.
Infine serve la dichiarazione che attesti l’obbligo di stipula di un contratto assicurativo a copertura di eventuali danni. A richiederlo è la Legge europea.
La scelta dei servizi e/o prodotti deve avvenire tra quelli risultanti dall’elenco dei soggetti abilitati.
Bisogna specificare, inoltre, la modalità di acquisizione prescelta (acquisto diretto e/o abbonamento) e, infine, devono essere indicate le offerte per l’acquisto dei servizi e/o prodotti, con i relativi codici identificativi e le voci di costo.
Il Ministero specifica che “lo schema della domanda di accesso alle agevolazioni e della documentazione da allegare alla stessa verrà reso disponibile nella sezione web con congruo anticipo rispetto alla data di apertura dell’iter di presentazione delle domande di agevolazione”.
Agevolazione a spesa effettuata
Come capita spesso nei bandi ministeriali, le domande saranno ammesse in base all’ordine cronologico di presentazione e, soprattutto, “qualora le risorse residue non consentano l’accoglimento integrale delle domande presentate, il Ministero comunica tempestivamente l’esaurimento delle risorse e la chiusura dello sportello”.
Chi arriva troppo tardi, insomma, può sperare solo in un rifinanziamento e nella conseguente riapertura del bando.
Dopo la comunicazione del provvedimento di concessione della agevolazione da parte del Ministero, è tempo di presentare la richiesta di erogazione, attraverso lo stesso link utilizzato per la presentazione della domanda, ma non prima di 3 mesi dalla comunicazione.
L’agevolazione, infine, sarà erogata in due quote, ma anche in una sola, ad avvenuta ultimazione del piano di spesa.
E, come per tutte le iniziative contributive statali, prima si effettua l’acquisto e lo si dichiara nel piano di spesa e poi – non prima della seconda metà del 2027 – si otterrà l’agevolazione.
D’altronde si parla più volte di “agevolazioni alle spese sostenute”.
Bisogna però prestare attenzione: infatti, la documentazione da presentare per dimostrare le spese deve essere particolarmente accurata, come è giusto che sia.
Cosa si può finanziare
Inoltre, “le agevolazioni sono concesse…. nella misura massima del 50% delle spese ammissibili …. e non potranno superare, in ogni caso, l’importo di 20 mila euro”. Per un massimo di 20mila euro, PMI e liberi professionisti potranno finanziare l’acquisto di soluzioni hardware e software per la cyber security: dai firewall, anche di nuova generazione, alle piattaforme SIEM.
Ancora, servizi cloud infrastrutturali e di piattaforma (di tipo IaaS e PaaS, ma anche SaaS) ovvero applicativi aziendali as-a-service fino a servizi di collaborazione e centralino virtuale.
Infine, è possibile finanziare servizi di configurazione, monitoraggio e supporto continuativo, fatta eccezione per i servizi di formazione.
Questa componente, però, è ammissibile per un massimo del 30% sul totale del piano di spesa e devono essere necessariamente connessi ai servizi elencati in precedenza.
I vincoli sui finanziamenti
L’importo dei prodotti/servizi non deve risultare inferiore a 4mila euro e i piani di spesa non devono avere una durata superiore a un anno, nel caso siano attuati unicamente mediante acquisto diretto.
Mentre, se si richiede l’erogazione del contributo per servizi correlati all’esistente, gli abbonamenti attivabili dovranno avere una durata non inferiore ai 24 mesi (e l’agevolazione potrà coprire solo i primi due anni).
Importante, inoltre, segnalare che “non sono ritenute ammissibili le spese connesse all’acquisizione di prodotti/servizi aventi prestazioni analoghe a quelli già in uso dei soggetti beneficiari – o aggiornamenti degli stressi”. Ovvero si deve acquistare qualcosa di non preesistente, e non si può usare il contributo per un aggiornamento, con l’obiettivo di innovare realmente l’infrastruttura.
In definitiva, il Voucher Cloud & Cybersecurity rappresenta senza dubbio un’ottima opportunità per le PMI e i liberi professionisti per adeguare la propria infrastruttura IT alle nuove tecnologie.
Ma, visti i dettami della procedura di accesso al bando, è consigliabile farsi supportare già dalle prime fasi.
Per questo motivo, potrebbe essere utile chiedere fin da subito l’aiuto di un fornitore IT strutturato e già presente in lista che proponga il servizio e abbia un’esperienza comprovata.
Tra i servizi di consulenza alla digital transformation proposti da Naquadria e modulati appositamente sulle PMI c’è anche questa opportunità.













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