L’indagine

Piattaforme di criptovalute: fra opacità e tracciabilità, gli ostacoli per il contrasto alle truffe



Indirizzo copiato

L’International Consortium of Investigative Journalists, il New York Times ed altre 37 testate partner in 35 Paesi hanno scoperto il fenomeno, mentre l’industria delle criptovalute assume una crescente legittimazione istituzionale e commerciale. Ecco i principali ostacoli al contrasto degli abusi in ambito crypto

Pubblicato il 19 gen 2026

Laura Teodonno

Senior Security & Osint Analyst, Hermes Bay

Tommaso Diddi

Analista Hermes Bay



Malvertising Meta Android spyware criptovalute; Un fiume di denaro verso le piattaforme di criptovalute: flusso di fondi dal cyber crimine

Negli ultimi due anni, almeno 28 miliardi di dollari collegati ad attività criminali sono stati trasferiti verso alcune tra le più importanti piattaforme di scambio di criptovalute al mondo.

È quanto emerso da un’indagine condotta dall’International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ), dal New York Times e da altre 37 testate partner in 35 Paesi, attraverso l’analisi incrociata di dati pubblici e wallet address noti alle autorità.

La rilevanza del fenomeno si colloca in un contesto in cui l’industria delle criptovalute ha assunto una crescente legittimazione istituzionale e commerciale, con partnership tra società crypto e realtà economiche globali, nonché un progressivo allentamento della pressione regolatoria in alcuni contesti nazionali.

Il trasferimento di fondi illeciti

Il flusso di fondi illeciti ha origine da fonti diverse: attacchi informatici, schemi di truffa, estorsioni digitali e operazioni di riciclaggio internazionali.

Tra gli attori criminali coinvolti figurano organizzazioni note come il Lazarus Group nordcoreano, network truffaldini operativi tra il Sud-Est asiatico e il Nord America, e strutture finanziarie che offrono servizi opachi con ramificazioni globali.

Secondo le evidenze raccolte, i fondi sono transitati principalmente attraverso nove grandi piattaforme, tra cui Binance, OKX, Bybit e HTX, anche in seguito a indagini o sanzioni precedenti a carico delle stesse.

Attori criminali e sistema crypto

Le analisi mostrano come le criptovalute rappresentino un’infrastruttura finanziaria ad alta efficienza anche per gli attori criminali.

Le caratteristiche intrinseche di trasparenza pseudo-anonima della blockchain (un database condiviso e sincronizzato fra più entità mediante una rete telematica accessibile da più persone, ndr), unite all’assenza di regolamentazioni uniformi a livello internazionale, hanno permesso l’utilizzo delle piattaforme di scambio sia come veicoli per l’ingresso nel sistema crypto, sia come “offramps” per la riconversione dei proventi illeciti in valuta fiat.

In particolare, le operazioni di conversione in contanti sono state facilitate da
crypto-to-cash desks”, ovvero sportelli fisici o uffici in cui è possibile scambiare criptovalute in denaro liquido, spesso senza controlli di identità.

Solo nel 2024, secondo Crystal Intelligence, i crypto-to-cash desks di Hong Kong avrebbero gestito oltre 2,5 miliardi di dollari di transazioni.

Le segnalazioni

Secondo i dati riportati, Binance ha ricevuto oltre 400 milioni di dollari da wallet associati al gruppo Huione, conglomerato finanziario attivo in Cambogia e segnalato dal Dipartimento del Tesoro statunitense per legami con truffe finanziarie e operazioni di riciclaggio.

Altri 900 milioni di dollari sarebbero giunti sulla piattaforma da un servizio utilizzato da hacker nordcoreani per convertire Ethereum in Bitcoin dopo un furto da 1,5 miliardi di dollari, avvenuto ai danni di un’altra piattaforma.

OKX, a sua volta, avrebbe ricevuto più di 220 milioni di dollari da wallet legati a Huione, nonostante un precedente accordo transattivo da 504 milioni di dollari con il governo degli Usa per violazioni alla normativa sui trasferimenti di denaro.

Pig butchering ed altri schemi

L’attività degli attori illeciti non si limita però alle operazioni di riciclaggio su larga scala. Cresce, infatti, anche la diffusione di truffe rivolte a singoli individui, spesso con meccanismi psicologici sofisticati.

Schemi come il Pig butchering, una forma di truffa relazionale in cui si persuade lentamente la vittima a investire, hanno causato perdite significative. Secondo il Federal Bureau of Investigation (Fbi), solo nel 2024 le frodi legate a investimenti crypto hanno generato danni per oltre 5,8 miliardi di dollari.

In alcuni casi analizzati, le piattaforme crypto risultano aver ricevuto direttamente parte dei fondi rubati.

Gli ostacoli al contrasto degli abusi in ambito crypto

La complessità della risposta istituzionale è accentuata dalla frammentazione giurisdizionale e dalla difficoltà di perseguire reati transnazionali in un contesto digitale.

Alcuni Paesi hanno ridotto la priorità data al contrasto degli abusi in ambito crypto. Negli Usa, per esempio, è recentemente avvenuto lo scioglimento di una task force del Dipartimento di Giustizia che si occupava specificamente di crimini legati alle criptovalute, con un rifocalizzamento degli sforzi verso attività di finanziamento al terrorismo e traffici di droga.

L’assenza di un’azione concertata contribuisce a rendere più difficile la tracciabilità dei flussi illeciti e l’individuazione dei beneficiari finali.

Altri problemi

Un ulteriore elemento di criticità riguarda l’effettiva implementazione delle politiche di Know your customer (KYC) e di monitoraggio delle transazioni (AML) da parte delle piattaforme.

Alcuni casi hanno mostrato che wallet sospetti sono stati utilizzati per mesi senza che venissero bloccati, nonostante l’emergere di Red flags come volumi di transazione sproporzionati rispetto ai dati anagrafici forniti.

Le dichiarazioni ufficiali delle piattaforme coinvolte fanno riferimento a impegni continui in ambito compliance e cooperazione con le forze dell’ordine, ma le dinamiche emerse mostrano che le misure preventive risultano talvolta inefficaci o tardive.

Le attività sospette

In questo contesto, la monetizzazione delle attività criminali non si esaurisce nel passaggio delle criptovalute attraverso le piattaforme.

Esistono intere filiere, spesso sostenute da reti umane strutturate, che facilitano la trasformazione del denaro digitale in contanti, beni o servizi, con un’efficienza tale da garantire continuità operativa alle organizzazioni illecite.

Secondo ChainArgos, società di tracciamento delle transazioni, anche software con capacità limitate sarebbero in grado di rilevare comportamenti sospetti come quelli emersi nel caso del riciclaggio di fondi rubati dal Lazarus Group.

Tuttavia, in molti casi, si intercettano queste attività solo quando la loro visibilità pubblica rende necessaria una reazione.

Il ruolo della politica e l’indipendenza delle strategie di enforcement

La posizione delle autorità statunitensi nei confronti delle piattaforme crypto è oggetto di attenzione anche in relazione a recenti sviluppi politici.

Dopo la nascita di World Liberty Financial, una piattaforma cripto riconducibile alla famiglia Trump, è stata annunciata un’operazione da circa 2 miliardi di dollari, in cui il fondo emiratino MGX investe in Binance utilizzando la stablecoin USD1, emessa da World Liberty Financial.

In seguito, lo stesso Trump ha concesso la grazia a Changpeng Zhao, fondatore della piattaforma, condannato a quattro mesi di reclusione per violazioni legate al riciclaggio.

La vicinanza tra interessi economici privati e policy pubbliche ha alimentato ulteriori interrogativi circa l’indipendenza delle strategie di enforcement in ambito crypto.

Sebbene l’attività degli exchange non sia automaticamente illegale in presenza di fondi sospetti, la normativa statunitense (in particolare il Bank Secrecy Act) impone l’obbligo di sistemi interni efficaci per la prevenzione del riciclaggio.

La responsabilità, quindi, non si misura solo in base alla reattività rispetto a una segnalazione, ma nella capacità di prevenire che fondi di origine illecita vengano integrati nei circuiti finanziari regolamentati.

Interrogativi sistemici legati alle criptovalute

In assenza di un’armonizzazione normativa globale, la pressione per rendere trasparenti e verificabili i meccanismi di onboarding e di tracciabilità resta alta. Le criptovalute pongono oggi interrogativi sistemici legati alla sicurezza finanziaria, alla sovranità giuridica e alla resilienza dei sistemi di controllo.

Gli strumenti di tracciamento blockchain permettono di ricostruire le rotte dei fondi con grande precisione, ma la loro efficacia resta subordinata alla collaborazione tra piattaforme, forze dell’ordine e autorità regolatorie.

guest

0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x