GUERRA IBRIDA

Cyber attacco all’Europa, Iran accusato di esserne responsabile: arrivano le sanzioni USA

Mentre cresce la tensione tra USA e Iran, le recenti sanzioni statunitensi possono essere viste come uno sforzo delle autorità americane proprio per reprimere i gruppi hacker presumibilmente collegati al governo iraniano. Facciamo il punto per capire i possibili scenari futuri della guerra ibrida globale

15 Set 2022
B
Daphne Bruno

Analyst, Hermes Bay

R
Stefano Rakos

Analyst, Hermes Bay

S
Michele Scippa

Analyst, Hermes Bay

Nel panorama internazionale, in questi ultimi anni, risulta sempre più evidente una crescente tensione tra USA e Iran che ha spinto la prima ad applicare nuove sanzioni economiche più stringenti nei confronti di Teheran.

Queste recenti sanzioni hanno fatto seguito agli attacchi informatici, perpetrati da diversi gruppi APT di matrice iraniana, contro gli Stati Uniti e i loro alleati nel mese di settembre. Il Dipartimento del Tesoro statunitense sostiene che il Ministero dell’Intelligence e della Sicurezza iraniano, noto anche come MOIS, e il suo leader, Esmail Khatib, abbiano condotto operazioni informatiche contro gruppi governativi e privati in tutto il mondo.

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Azioni cyber contro l’Albania: i sospetti sull’Iran

Tra queste figurano azioni cyber che si ritiene siano state sponsorizzate dal governo iraniano contro i sistemi informatici del governo albanese nel mese di luglio. Il 7 settembre, a seguito dell’attacco subito, l’Albania ha interrotto i rapporti diplomatici con l’Iran. Al corpo diplomatico sono state concesse 24 ore per lasciare il Paese.

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I sistemi informatici della polizia nazionale sono stati il bersaglio principale dell’attacco, il quale, secondo le prime informazioni, sarebbe stato commesso dagli stessi attori che a luglio hanno attaccato i sistemi dei servizi pubblici e governativi del Paese.

A seguito dell’espulsione del personale diplomatico, le forze speciali della polizia albanese hanno fatto irruzione nell’edificio dell’ambasciata, dove nella notte erano stati distrutti diversi documenti.

Il premier albanese Edi Rama ha twittato: “Un altro attacco informatico degli stessi aggressori, già smascherato e condannato dai paesi amici e alleati dell’Albania, è stato registrato ieri sera sul sistema informatico della polizia di frontiera Tims”.

Rama ha poi aggiunto che l’obiettivo dell’attacco era paralizzare i servizi pubblici ed esfiltrare dati informatici dai sistemi governativi e che il suddetto attacco ha fallito nel suo scopo, asserendo che i sistemi sono tornati subito operativi senza la perdita di alcun dato.

La condanna di USA, NATO e UE all’attacco

Il consigliere per la sicurezza nazionale statunitense Jake Sullivan, il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg e l’Alto Rappresentante dell’Unione per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza Josep Borrell hanno fortemente condannato l’attacco.

Il Segretario di Stato statunitense Antony Blinken ha annunciato, in una dichiarazione in cui comunicava le sanzioni, che il Ministero dell’intelligence e della sicurezza iraniano ha condotto attacchi informatici sia nei confronti dell’industria privata che delle infrastrutture critiche pubbliche a livello globale almeno dal 2007.

Il governo americano ha anche accusato diverse società iraniane di essere state coinvolte nella produzione e trasferimento di droni a favore della Russia, durante il conflitto russo-ucraino.

In una dichiarazione separata, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha affermato che, oltre a condurre attività informatiche dannose contro siti web del governo albanese, il MOIS ha anche condotto attività di spionaggio informatico e attacchi ransomware a sostegno degli obiettivi politici dell’Iran.

Inoltre, il Dipartimento di Stato ha annunciato di avere applicato l’ordine esecutivo 13694, che gestisce i casi di cyber sicurezza ed è stato firmato dal presidente Obama nel 2015, a Esmail Khatib e ai membri del MOIS sospettati dell’attacco.

I loro beni sono stati congelati ed è stato posto il divieto di effettuare transazioni con questi soggetti. Il portavoce degli Esteri Iraniano Nasser Kanani ha condannato le sanzioni statunitensi contro il MOIS, affermando che dietro ai nuovi attacchi informatici contro l’Albania ci sia di fatto Washington.

In sintesi, il portavoce degli Esteri Iraniano Nasser Kanani ha dichiarato che l’immediato sostegno degli Stati Uniti alla falsa accusa del governo albanese mette in luce il vero ideatore di questo scenario: il governo americano.

Chi è il gruppo hacker dietro l’attacco all’Europa

Da quanto emerge dall’analisi condotta dal Microsoft Detection and Response Team (DART), il responsabile principale dietro al cyber attacco sarebbe EUROPIUM, gruppo hacker spesso affiliato al ministero dell’intelligence iraniano.

Tuttavia, sempre secondo il report del team, l’attacco perpetrato da EUROPIUM sarebbe stato supportato da altri quattro gruppi APT filoiraniani. Di fatto, secondo il DART gli attori APT sono DEV-0842 che ha distribuito il ransomware e il malware wiper, DEV-0861 che ha ottenuto l’accesso iniziale e ha esfiltrato i dati, DEV-0166 che ha esfiltrato i dati e DEV-0133 che ha sondato l’infrastruttura della vittima.

Analisi del malware usato nell’attacco all’Europa

Il wiper è una classe di malware che ha l’obiettivo di cancellare o distruggere i dati per impedire il funzionamento di eventuali opzioni di ripristino. Il malware wiper funziona prendendo di mira e infettando file di sistema centrali necessari per il corretto funzionamento degli apparati informatici.

Da analisi forensi è stato rilevato che il wiper e il ransomware avevano entrambi una comune matrice iraniana. Il wiper che DEV-0842 ha schierato in questo attacco ha utilizzato la stessa chiave di licenza e lo stesso driver EldoS RawDisk di ZeroCleare, un wiper che gli attori statali iraniani hanno utilizzato in un attacco a una compagnia energetica del Medio Oriente a metà del 2019.

In quel caso, IBM X-Force ha appurato che gli attori affiliati a EUROPIUM avevano ottenuto l’accesso iniziale quasi un anno prima dell’evento. L’attacco wiper in questione è stato successivamente eseguito da un attore iraniano separato e sconosciuto.

Questa vicenda presenta analogie con la serie di attacchi che il DART ha rilevato contro il governo albanese.

Le possibili origini dell’attacco

Le origini di questo attacco si possono individuare in due fattori; il primo va ricercato nel trasferimento da Israele all’Albania nel 2013 del gruppo religioso e “marxista” iraniano MEK, il cui obbiettivo è la destabilizzazione dell’attuale governo di Teheran.

Di fatto, il gruppo è rimasto in Iraq fino al 2012 sotto la protezione degli Stati Uniti, ma per timore di attacchi iraniani è stato trasferito in Albania.

Il secondo fattore può essere ricercato nei recenti attacchi cyber condotti dal gruppo hacker israeliano Predatory Sparrow ai danni dell’Iran. Quest’ultimo ha condotto diversi attacchi informatici contro Teheran, mandando anche in onda sul canale statale iraniano IRIB immagini in supporto del leader del gruppo MEK.

Tali azioni evidenziano come Predatory Sparrow appoggi la causa dei dissidenti iraniani stanziati in Albania. Di fatto, si può ipotizzare che l’attacco iraniano abbia rappresentato una ritorsione contro le attività svolte dal gruppo Predatory Sparrow, e in virtù dell’asilo concesso al gruppo MEK da parte del governo albanese.

Conclusioni

Le più recenti sanzioni statunitensi sono gli ultimi sforzi delle autorità americane per reprimere i gruppi hacker presumibilmente collegati al governo iraniano.

All’inizio di quest’anno, il Tesoro ha identificato un gruppo noto come MuddyWater, sponsorizzato dall’agenzia di intelligence iraniana e noto per sfruttare le vulnerabilità di sistema segnalate pubblicamente per ottenere l’accesso a informazioni sensibili e distribuire ransomware.

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