Nella guerra Usa contro Iran, non ci sono solo il blocco dello Stretto di Hormuz e i Paesi del Golfo sotto scacco, ma anche gli attacchi cyber.
“Gli attacchi che hanno colpito i sistemi idrici del Minnesota rappresentano un ulteriore campanello d’allarme sulla fragilità delle infrastrutture critiche“, commenta Pierluigi Paganini, analista di cyber security e Ceo Cybhorus.
Ecco perché bisogna temere CyberAv3ngers, il collettivo di hacker iraniani e perché è cruciale la resilienza delle infrastrutture critiche.
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Hacker Iran contro 30 aziende idriche Usa offline: attacco alle infrastrutture critiche del Minnesota
Il principale sospettato dell’attacco alle 30 aziende idriche del Minnesota è CyberAv3ngers, il collettivo hacker iraniano, che è riuscito a mettere offline le infrastrutture critiche statunitensi. A lanciare l’allarme è Tenable, che ha osservato la congruenza dei cyber attacchi con exploit di cui dispongono i CyberAv3ngers.
Il Michigan e il Minnesota sono tra i sette Stati federali Usa (almeno) che stanno affrontando attacchi informatici volti a compromettere i sistemi idrici a livello nazionale.
Inoltre “la digitalizzazione degli impianti industriali ha ampliato la superficie di attacco, mentre PLC e sistemi OT esposti a Internet continuano a offrire opportunità agli aggressori“, spiega Paganini.
Anche il Michigan coinvolto
Il Minnesota è stato il primo a segnalare pubblicamente gli attacchi, seguito ora dal Michigan afferma che anche i propri sistemi sono stati presi di mira.
L’attacco non ha quasi precedenti, secondo gli esperti, ma è da tempo oggetto di incubi e thriller hollywoodiani, dove un apparente attacco informatico da parte di una potenza straniera in tempo di guerra che potrebbe, almeno in teoria, mettere a repentaglio la salute e la sicurezza degli americani.
In questo caso, non si ha notizia di alterazione o non potabilità dell’approvvigionamento idrico, ma i funzionari statali e locali in tutto il Paese sono in stato di massima allerta e monitorano la qualità dell’acqua, compresi i livelli di trattamento chimico e la pressione idrica.
L’agenzia informatica statale del Minnesota ha dichiarato che l’interruzione di servizio era frutto di un “attacco informatico coordinato”, che, secondo Tenable, sarebbe da attribuire a CyberAv3ngers, mentre la tempistica dell’attacco è “rilevante” in linea con un rapporto del 22 luglio della CISA statunitense.
“A rendere il quadro ancora più complesso è la crescente disponibilità di strumenti basati sull’intelligenza artificiale, capaci di automatizzare la ricognizione, individuare vulnerabilità, adattare malware e accelerare la preparazione delle campagne offensive, abbassando la barriera d’ingresso anche per attori meno sofisticati”, mette in guardia Paganini.
Il report della CISA indicava gli attori iraniani come parte attiva in un’offensiva contro dispositivi connessi, a partire dai controller logici programmabili, presenti nei settori idrico, energetico e governativo degli Stati Uniti.
I dettagli
Secondo Tenable, la guerra Usa contro lran ha visto accentuarsi “le operazioni informatiche iraniane parallelamente alle ostilità cinetiche, con il confermato obiettivo delle infrastrutture critiche statunitensi”.
Secondo il New York Times, Trump assolve l’Iran: “£Non credo che ci sia stato un attacco informatico iraniano”. Invece il governatore democratico dello Stato, Tim Walz, respinge l’accusa del Presidente Usa, avvertendo che “è così che si presenta la guerra moderna”.
Una nota inviata da un gruppo di settore che condivide informazioni sulle minacce informatiche tra le aziende di servizi idrici, ottenuta dalla rivista Wired, affermava che gli attacchi erano in linea con le attività di hacking condotte da soggetti affiliati all’Iran.
Il punto d’ingresso per il vettore d’attacco potrebbero essere state le torri idriche e le stazioni di pompaggio, che da remoto si connettono ai sistemi SCADA via modem cellulari.
Infine “in uno scenario geopolitico caratterizzato da tensioni crescenti, l’attribuzione diventa inoltre sempre più difficile: gruppi criminali, hacktivisti e attori sponsorizzati dagli Stati possono condividere strumenti, infrastrutture o addirittura agire come proxy, rendendo complessa l’identificazione dei responsabili”, avverte Paganini.
I precedenti di CyberAv3ngers sono la rivendicazione di un cyber attacco israeliano del 2020 che prese di mira 150 server del sistema ferroviario e 28 stazioni ferroviarie, oltre a registrazione di domini, transazioni BTC e hosting di server privati virtuali europei.
Almeno sette Stati Usa sotto attacco
Il Minnesota non è stato l’unico Stato a subire intrusioni. In un avviso pubblico pubblicato giovedì in tarda serata, dopo l’articolo del Times, l’FBI e l’Agenzia per la protezione ambientale hanno dichiarato che da lunedì “almeno sette Stati hanno segnalato incidenti all’FBI e alcune di queste attività hanno compromesso il funzionamento dei servizi idrici“.
Ex funzionari dei servizi segreti ed esperti di sicurezza informatica hanno affermato che gli hacker stavano probabilmente agendo in modo opportunistico, piuttosto che selezionare città e località specifiche da infiltrare. Ciò significa che potenzialmente qualsiasi struttura che utilizzasse i sistemi operativi vulnerabili connessi a Internet era a rischio.
Secondo Orleans, l’Iran stava probabilmente cercando di infiltrarsi nel maggior numero possibile di reti delle vittime in tutti gli Stati Uniti prima che queste potessero proteggersi da “quelle tecniche opportunistiche sulle quali il governo degli Stati Uniti ha lanciato ripetuti e espliciti avvertimenti”.
Come mitigare il rischio delle infrastrutture critiche anche europee
Il sindaco del Minnesota ha affermato che i funzionari comunali hanno ricevuto indicazioni su come riparare le reti idriche danneggiate e su come rafforzare le difese contro gli attacchi che gli hacker iraniani sono in grado di sferrare.
Sebbene per il momento le soluzioni manuali consentano di mantenere il flusso dell’acqua, l’attacco ha messo in luce la natura rudimentale delle infrastrutture critiche in molte piccole città.
La cyber resilienza delle infrastrutture critiche in Ue
Nel 2025 la UE ha rafforzato la cyber resilienza delle infrastrutture critiche e innalzato il livello di protezione dei settori fondamentali, per assicurare la continuità dei servizi anche in situazioni di cyber attacco o altre emergenze.
In Europa la Direttiva CER, la cui adozione risale a fine 2022 e poi l’entrata in vigore al 16 gennaio 2023, definisce gli obblighi per gli Stati membri per proteggere le entità critiche, dall’energia ai trasporti, dall’approvvigionamento di acqua potabile alla gestione delle acque reflue,
dalla produzione e distribuzione alimentare alle infrastrutture digitali, dalla PA alla sanità, dallo spazio alle banche ed infrastrutture finanziarie.
Le linee guida europee traducono la cyber resilienza in processo ciclico, che prende il via dall’analisi dei rischi, proseguendo con le misure tecniche ed organizzative, per concludersi con un monitoraggio costante dei risultati e l’aggiornamento delle strategie sulla base alle evidenze raccolte.
Occorre superare la logica dell’emergenza, per abbracciare pratiche di prevenzione, valutazione anticipata e condivisione delle informazioni.
In quest’era di conflitti e guerra ibrida, bisogna potenziare i meccanismi di confronto e di scambio di buone pratiche, sia nei singoli settori che in un’ottica intersettoriale.
Imprese ed infrastrutture private devono essere coinvolte per garantire la continuità delle attività, riducendo i rischi di interruzione e consolidando la capacità di risposta su scala europea.
Per tutti questi motivi, in un panorama geopolitico di tensioni crescenti, dove la guerra ibrida ha perfino scatenato un’ondata di migranti a Ceuta, “è fondamentale investire non solo in tecnologie di difesa, ma anche nella resilienza operativa, nella segmentazione delle reti OT, nel monitoraggio continuo e nella cooperazione tra operatori, autorità e intelligence“, conclude Paganini.















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