Awareness

Fattore umano e rischi anche per gli esperti di cyber sicurezza: cosa li aspetta al rientro al lavoro

I rischi del back to work riguardano anche professionisti ed esperti della cyber sicurezza, consapevoli della necessità di alzare il livello dell’attenzione perché 3 violazioni su 4 sono dovute al fattore umano. Ma i maggiori pericoli sono il burnout e l’uso promiscuo dei dispositivi personali e aziendali

Pubblicato il 07 Set 2023

Mirella Castigli

Giornalista

Il rientro al lavoro dopo le ferie è un momento delicato per tutti, perché comporta rischi perfino per gli esperti di cyber sicurezza: è quanto si evince da una ricerca di Cyber Guru, secondo cui i maggiori pericoli sono il burnout e l’uso promiscuo dei dispositivi personali e aziendali.

Inoltre, secondo il Verizon Data Breach Investigations Report, oltre 6 professionisti su 10 della cyber sicurezza sono consapevoli che gli attacchi sono più frequenti e che occorre alzare il livello dell’attenzione.

“La survey di Cyber Guru mette in evidenza ancora una volta quello che tutti i professionisti della cyber security sanno molto bene”, evidenzia Enrico Morisi, ICT Security Manager, “l’essere umano è al centro di ogni cosa e non si può quindi prescindere da un’incessante attività di promozione della cultura della sicurezza“.

Oltre un utente su tre può sottovalutare le minacce. Sempre più diffusi sono gli errori provocati dalla fretta e dalla necessità di essere sempre iperconnessi e attivi nel mondo digitale.

“È mia opinione che il principale rischio per chi fa il nostro lavoro sia il burnout“, commenta Pierluigi Paganini, analista di cyber security e CEO Cybhorus.

Ecco quali sono i pericoli maggiori per i professionisti del settore nel back to work.

Back to work: i rischi per gli esperti di cyber sicurezza

“Si lavora a ritmi serrati, ci si confronta con una pletora di attaccanti che si distinguono per capacità e ingegno“, mette in guardia Paganini, ” e spesso queste condizioni ci portano al limite delle nostre capacità psicofisiche“. Infatti il burnout è sempre dietro l’angolo.

WHITEPAPER
Gestione dei container di software: come renderli eseguibili ovunque, in sicurezza
Security Risk Management
Data protection

Il principale responsabile delle violazioni informatiche è proprio il fattore umano, all’origine di 3 incidenti su 4 che, in quasi la totalità delle occasioni (95%) comportano perdite economiche.

“Richiamando il titolo di un famoso libro, si potrebbe dire ‘Niente di nuovo sul fronte occidentale'”, afferma Giorgio Sbaraglia, consulente aziendale cyber security, membro del Comitato Direttivo Clusit: “Questi dati infatti non fanno altro che confermare – se ancora ce ne fosse bisogno – che è il fattore umano la prima causa di incidente informatico”.

“La necessità e, in certi casi, il desiderio compulsivo di essere sempre interconnessi, con il conseguente ampio ricorso all’uso dei dispositivi mobili”, sottolinea Morisi, “pone le organizzazioni di fronte a sfide sempre più ardue, come per esempio la frantumazione del concetto di ‘perimetro’, rendendo di fatto il ‘fattore umano’ sempre più determinante”.

La disinvoltura digitale riguarda tante persone, dall’apertura di un link non verificato alla ricarica dello smartphone alle colonnine pubbliche a causa della FOMO (la paura di rimanere sconnessi). Fino alla commistione digitale tra sfera privata e professionale su device casalinghi e aziendali.

“Francamente, però, dubito su alcuni dati che emergono dal rapporto, come per esempio che il 69% del campione, se avesse bisogno con urgenza di connettersi, lo farebbe anche ad una rete Wi-Fi non protetta da password e senza le dovute precauzioni”, dice Paganini: anche “altri elementi del rapporto mi lasciano perplesso, si tratta di comportamenti non accettabili da chi si definisce esperto di cyber sicurezza. Parliamo di comportamenti a rischio e posso in tutta tranquillità affermare che nessuno degli esperti che conosco commetterebbe errori tanto grossolani. Probabile che il campione scelto non sia rappresentativo, se i risultati sono quelli proposti. Concordo invece sul comune errore di utilizzare in maniera promiscua i dispositivi personali e aziendali“.

La contaminazione fra sfera aziendale e personale

Sebbene il 75% dei lavoratori operi la separazione dello smartphone aziendale da quello personale ed il 58% abbia un PC in ufficio (e uno a casa), una suddivisione ottimale in via teorica per evitare rischi di ‘contaminazione’ tra i due mondi, nella pratica spesso si cade.

Le persone finiscono infatti per usare i dispositivi aziendali e privati in maniera fluida, esponendoli entrambi a un doppio rischio, rendendendo inutile  laverli separati. E così il 60% usa i device aziendali anche per scopi personali, al 33% è successo di accedere ai propri canali social da device aziendali senza dare troppo peso al fatto, e dal device personale si leggono mail del lavoro (29%). E invece sono comportamenti a rischio.

“La commistione tra sfera privata e lavorativa su device aziendali e personali rende molto più facile il social engineering“, ricorda Sbaraglia, “dando all’attaccante l’opportunità di rubare dati sensibili (anche aziendali!), grazie ai quali potrà poi finalizzare l’attacco verso l’azienda per cui si lavora. Dunque ‘la nostra fretta è il miglior alleato dei cyber criminali‘. Questa fretta, che è una costante della nostra vita digitale, ci porta a sottovalutare i rischi ed a compiere azioni attraverso le quali l’attaccante potrà ottenere il suo obbiettivo, sfruttando, come detto, l’errore umano. In realtà, gran parte degli attacchi informatici che subiamo non sono per nulla sofisticati, perché non è necessario. Semplicemente sfruttano i nostri errori”.

La coazione a ripetere è rischiosa

Inoltre, “in questo scenario è facile incorrere in errori che sono frutto di azioni spesso ripetitive”, conferma Paganini, “che occorre eseguire in fretta. L’insidia è proprio dietro queste operazioni che inconsciamente riconosciamo come poco pericolose“.

La tempesta perfetta

“La scarsa cultura digitale degli italiani, confermata dal Rapporto Desi 2022 della Commissione Europea, e la grande diffusione degli strumenti informatici (computer ma soprattutto smartphone) creano una combinazione micidiale che porta gli utenti a commettere errori che potrebbero avere conseguenze ben più gravi di quelle che gli stessi utenti stimano. Una ‘tempesta perfetta’”, ricorda Sbaraglia. Inoltre la vita social di tutti noi ci rende vulnerabili, perché tendiamo a tenere un atteggiamento che in Rete dovrebbe essere vietato: rilassarsi ed abbassare la guardia. Infatti “un altro fattore che ci rende più vulnerabili agli attacchi informatici è – a mio parere – la facilità d’uso degli strumenti di utilizzo del web: tutti abbiamo uno smartphone, tutti abbiamo profili social”, spiega Sbaraglia. “Ciò induce gli utenti a ritenere che navigare nel web sia semplice e privo di rischi, quindi ci porta – come indica il rapporto di Cyber Guru – ad un’eccessiva disinvoltura digitale. Ma non è così, perché gli attaccanti sanno come sfruttare i punti più deboli per violare i nostri account e lo fanno, per esempio, attraverso i canali social“, avverte l’esperto di cyber security. “È noto che sui social siamo portati ad ‘abbassare la guardia’ ed a sottovalutare i rischi, come se ci trovassimo in un mondo dove tutti sono amici. Ed invece molti attacchi vengono realizzati attraverso i social, con messaggi esca e di phishing sui quali non si pone la dovuta attenzione. Ma attraverso il profilo social l’attaccante può entrare e prendere poi il controllo del nostro dispositivo, personale ma soprattutto aziendale”, mette in guardia Sbaraglia.

Come mitigare i rischi per esperti e professionisti della cyber sicurezza

Nel back to work il consiglio è di rimanere vigili e fermarsi sempre un secondo prima: bisogna sempre riflettere prima di agire, anche quando siamo in pausa.

“Il proposito di vigilare, fermarsi e riflettere prima di agire, al fine di contrastare fretta e disinvoltura digitale, è quanto mai appropriato”, avverte Morisi: “Del resto, la nota campagna “Stop. Think. Cnnect.”, promossa dal governo statunitense e lanciata nell’ormai lontano 2010, riassume in tre semplici parole, alla portata di tutti, l’essenza di un programma di a, finalizzato a godersi, in sicurezza, il mondo digitale”.

“Per quanto ci si sforzi, per esempio, di definire policy adeguate al modello di Mobile Device Deployment adottato (per esempio BYOD, COPE, CYOD, COMS, COBO) sarà sempre l’essere umano, con il suo comportamento, le sue conoscenze, il suo coinvolgimento, il suo consenso, il suo atteggiamento, a determinare il successo o il fallimento di qualsivoglia programma di cyber security”, aggiunge Morisi.

E “gli errori che si possono commettere sono spesso relativi all’esecuzione di procedure previste per specifiche attività“, spiega Paganini: “Pensiamo, per esempio, alla catena di comunicazioni che si innesca all’identificazione di una attività anomala o peggio ancora di un incidente“.

Omettere alcune di queste comunicazioni, ritardarle nel tempo, o indirizzarle alle persone sbagliate“, conclude Paganini, “potrebbe causare seri problemi all’organizzazione di cui facciamo parte”.

La separazione fra sfera privata e lavorativa su device aziendali e personali deve essere rigorosa. “Nella mia attività di formazione”, evidenzia Sbaraglia, cerco sempre di sensibilizzare le persone a mettere in pratica una rigorosa separazione tra l’uso privato e l’uso aziendale dei propri device”. Infine ricordiamoci che “è un problema culturale, non tecnico”, perché basterebbero pochi secondi di attenzione (e di valutazione) per capire che quel messaggio ha qualcosa di sospetto o che quell’offerta è troppo bella per essere vera”, conclude Sbaraglia.

WHITEPAPER
Scopri gli impatti che l’obbligo di DPIA avrà per le aziende e nelle PA. Scarica la guida 2023
Cybersecurity
Contract Management
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 3