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Diritto all’oblio, principio universale per la protezione dati anche fuori da Internet

16 Lug 2018

Una delle principali novità del Regolamento Europeo sulla protezione dei dati personali è racchiusa tutta nell’articolo 17, interamente dedicato al diritto alla cancellazione (il cosiddetto “diritto all’oblio” di cui si parla approfonditamente nell’articolo di ZeroUnoWeb). Erano in molti, già da tempo, a richiedere l’applicazione di un simile diritto, soprattutto in merito alla possibilità di poter richiedere la rimozione da Internet di una qualche notizia contenente inesattezze o per la quale si contesta l’interesse pubblico che in qualche modo ne giustificherebbe la pubblicazione.

Sarebbe sbagliato, però, pensare che la norma si riferisca esclusivamente alla possibilità di chiedere la deindicizzazione della notizia stessa dai motori di ricerca o che vada in qualche modo a limitare la libertà di stampa e la manifestazione del pensiero (questi ultimi due diritti sanciti tra l’altro dall’articolo 21 della nostra Costituzione). D’altronde, tutta la discussione che ha portato il legislatore europeo alla stesura del suddetto articolo del GDPR poggia le sue basi sulla famosa sentenza “Google Spain” del 13 maggio 2014 con la quale la Corte di Giustizia Europea ha sancito il diritto alla deindicizzazione o “diritto a non essere trovati” (c’è da dire, tra l’altro, che tutta la questione “Google Spain” ha dato stimoli notevoli anche alla stesura dell’articolo 3 del GDPR stesso).

In realtà, il GDPR incide pochissimo su questa problematica e il legislatore lo mette nero su bianco al paragrafo 3 lettera a in cui precisa proprio che il diritto alla cancellazione non si applica per l’esercizio del diritto alla libertà di espressione e informazione.

Nell’articolo di AgendaDigitale sul diritto all’oblio nel GDPR si chiarisce che l’articolo 17 del Regolamento Europeo introduce in realtà il diritto alla cancellazione dei dati di una persona fisica, esteso e relegato anche con riferimento alla società digitale.

È chiaro, quindi, come il salto in avanti nella tutela dei diritti dell’interessato compiuto con l’entrata in vigore del Regolamento Europeo sulla protezione dei dati personali sia notevole e avrà sicuramente importanti ripercussioni nella vita privata di tutti quanti noi.

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