Un cyber attacco ha colpito le celle frigorifere di tre siti dell’Établissement français du sang (EFS), l’ente pubblico francese che raccoglie, prepara e distribuisce il sangue destinato alle cure. Nelle installazioni interessate erano conservati campioni dei donatori e sacche di plasma per le trasfusioni e per la produzione di medicinali. Gli aggressori hanno alterato i comandi di temperatura e di sbrinamento, mettendo a rischio materiale biologico destinato ai pazienti.
I sistemi di allarme hanno consentito ai tecnici di reagire. L’EFS, nel comunicato del 3 novembre 2026, ha dichiarato che non sono stati registrati danni sanitari né perdite di prodotti sanguigni. Alcune sacche sono state messe in sicurezza, altre trasferite in impianti alternativi. L’attività di raccolta e distribuzione è proseguita. Dopo gli attacchi ai frigoriferi dei supermercati europei, la minaccia ha raggiunto un servizio che può incidere direttamente sulle cure ospedaliere.
La vicenda è stata rivelata il 3 novembre da Le Canard enchaîné, che ha identificato come bersaglio Coolworld, fornitore di soluzioni frigorifere dell’EFS. L’incidente risale alla notte tra il 1° e il 2 novembre e ha interessato i sistemi di supervisione e comando di tre siti. Secondo l’inchiesta, celle impostate normalmente a circa −30 °C sono state riprogrammate con un valore-obiettivo di +110 °C: è la temperatura richiesta ai controllori, non quella effettivamente raggiunta dal plasma.
“Il tema centrale non è la refrigerazione, ma la sicurezza dei sistemi di controllo industriale”, sottolinea Pierluigi Paganini, analista di cyber security e Ceo Cybhorus.
“Le tecnologie OT governano processi fisici e impianti dai quali dipende il funzionamento di servizi essenziali”, continua l’analista. “Spesso questi ambienti sono stati progettati privilegiando disponibilità e continuità operativa, senza integrare fin dall’origine adeguati requisiti di cyber security”.
Ancora, secondo Paganini. “È una debolezza che assume un peso particolare nelle infrastrutture critiche, dove la manipolazione di un parametro industriale può produrre effetti nel mondo reale. Servono segmentazione delle reti, controllo degli accessi, monitoraggio continuo e procedure di intervento che coinvolgano anche il personale operativo”.
Intanto, NoName057(16) e Z-Pentest, due gruppi filorussi, si sono attribuiti gli attacchi ai frigoriferi dei supermercati europei, Italia compresa, in un video riferito dal Tg1 e ripreso dalla stampa il 4 novembre. La rivendicazione non è verificata e non ci sono prove pubbliche che colleghino i due gruppi all’attacco contro l’EFS.
Indice degli argomenti
Plasma, sangue e piastrine: perché la temperatura decide le cure
Il plasma congelato serve sia per le trasfusioni sia come materia prima per farmaci derivati dal sangue, tra cui immunoglobuline, albumina e fattori della coagulazione.
Una deviazione termica può richiedere il blocco delle sacche e una valutazione di qualità, prima di decidere se siano ancora utilizzabili. Non tutti gli emocomponenti richiedono lo stesso freddo: i globuli rossi devono rimanere refrigerati e le piastrine seguono condizioni completamente diverse.
Le indicazioni AVIS sulla conservazione del sangue aiutano a capire quali processi ospedalieri possono essere interrotti da una manomissione.
La conservazione del sangue: temperature e utilizzi
| Emocomponente | Conservazione ordinaria | A che cosa serve |
|---|---|---|
| Plasma congelato | Sotto −25 °C, fino a 24 mesi | Trasfusioni e produzione di plasmaderivati |
| Concentrati di globuli rossi | Tra +2 e +6 °C, fino a 42 giorni secondo il preparato | Trattamento di anemie e gravi emorragie |
| Concentrati di piastrine | Tra +20 e +24 °C, con agitazione; normalmente pochi giorni | Prevenire o curare sanguinamenti |
Fonti: AVIS, Sangue e plasma e AVIS, Linee guida; condizioni di conservazione generali. I tre prodotti non erano tutti presenti nei siti EFS colpiti: l’attacco ha interessato celle con campioni e plasma.
Per i pazienti la conseguenza potenziale è concreta: una sacca inutilizzabile può ridurre la disponibilità di prodotti per trasfusioni e terapie, soprattutto quando i magazzini di scorta e i tempi di sostituzione sono limitati. Nel caso francese gli operatori hanno preservato il materiale. La possibilità di spostarlo rapidamente, documentando tempi e temperature, è parte della risposta sanitaria, non soltanto di quella informatica.
Che cosa è successo nei tre siti dell’EFS
L’EFS ha descritto una modifica fraudolenta delle soglie di temperatura e dei cicli di sbrinamento. Il monitoraggio ha rilevato le anomalie durante la notte, permettendo al personale di mettere in sicurezza le celle e spostare i prodotti dove necessario. L’Associated Press riporta che l’agenzia francese di cybersicurezza e il ministero della Salute stanno seguendo le indagini.
La sequenza indica che i sistemi di sorveglianza hanno impedito un danno alle scorte, ma lascia aperte alcune domande tecniche. Non sono stati resi pubblici il punto di ingresso degli aggressori, le credenziali utilizzate o il modello esatto dei controllori dell’EFS. Non è quindi possibile attribuire questo episodio a una specifica vulnerabilità né sostenere che gli autori siano gli stessi degli attacchi ai supermercati.
NoName057(16) e Z-Pentest: la rivendicazione dei supermercati, non dell’EFS
I nomi compaiono in precedenti già documentati. Nell’analisi pubblicata il 22 ottobre, Forescout Vedere Labs ha censito oltre venti attacchi rivendicati contro impianti frigoriferi dal gennaio 2026, indicando i due collettivi fra i più attivi. Un avviso congiunto di FBI, CISA e altre autorità descrive la loro attività contro i sistemi industriali e documenta come simili gruppi possano esagerare gli effetti delle proprie intrusioni.
La ricostruzione di SentinelOne del 3 novembre considera plausibile questa pista, senza attribuire gli incidenti europei a un gruppo preciso. Nessuna prova pubblica collega NoName057(16) o Z-Pentest all’attacco contro le scorte di sangue dell’EFS, il cui autore resta sconosciuto.
Il problema degli accessi dei manutentori: la filiera sanitaria è esposta
Una cella frigorifera moderna può essere governata da un controllore collegato a Internet o a una rete di teleassistenza: il manutentore controlla da remoto temperature, guasti e cicli di sbrinamento.
È una funzione utile, perché riduce i tempi d’intervento. Se l’accesso remoto viene compromesso, gli stessi comandi possono essere utilizzati per modificare i parametri di conservazione. Una connessione cellulare autonoma predisposta dal fornitore può inoltre sfuggire ai normali controlli della rete informatica ospedaliera.
Gli incidenti contro i supermercati hanno già mostrato come vecchi dispositivi raggiungibili pubblicamente, password inadeguate e firmware fuori supporto possano facilitare le intrusioni.
Il CERT-FR, nell’allerta del 12 ottobre aggiornata il 16 ottobre, segnala compromissioni di controllori Danfoss AK-SM e AK-SC e di sistemi Copeland e Dixell xweb. Raccomanda di eliminare l’esposizione diretta a Internet, usare VPN protette, controllare i parametri di sbrinamento e aggiornare il firmware. Quel bollettino riguarda una campagna documentata contro specifici dispositivi; non identifica quelli presenti nell’EFS.
Anche in Italia l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha diffuso misure urgenti per la filiera del freddo, richiamate il 3 novembre dopo nuovi episodi nella distribuzione alimentare.
Le raccomandazioni su accessi, credenziali, manutenzione e monitoraggio sono utili anche come riferimento tecnico per i sistemi sanitari, che devono però rispettare procedure di qualità e sicurezza specifiche dei prodotti biologici.
Le verifiche urgenti per ospedali e centri trasfusionali italiani
La prima decisione per direzioni sanitarie, servizi trasfusionali, ingegneria clinica e responsabili cyber è sapere chi può modificare a distanza i parametri di ogni cella. Una verifica limitata ai server e ai computer dell’ospedale rischia di non vedere modem, router o sistemi di teleassistenza installati direttamente dai fornitori. La risposta deve coinvolgere anche qualità, manutenzione e responsabili delle scorte biologiche.
- Censire gli impianti e i collegamenti. Associare a ogni frigorifero o congelatore il controllore, il firmware, il fornitore, il percorso di accesso remoto e il prodotto conservato; includere router cellulari e connessioni indipendenti dalla rete ospedaliera.
- Chiudere le interfacce di gestione esposte. Consentire la teleassistenza soltanto tramite connessioni protette, con autenticazione a più fattori, account personali, autorizzazioni circoscritte e revoca immediata degli accessi non necessari.
- Verificare le impostazioni reali. Confrontare soglie, set point, orari di sbrinamento, allarmi e registri delle modifiche con configurazioni approvate. Controllare firmware, password predefinite e apparati fuori supporto.
- Separare la misura della temperatura dal comando remoto. Utilizzare sensori e allarmi indipendenti, con notifiche a personale reperibile anche di notte e prove periodiche di funzionamento.
- Preparare il trasferimento delle scorte. Identificare celle alternative qualificate, responsabilità, tempi di intervento e tracciabilità dei movimenti. Dopo una deviazione, la decisione sul riutilizzo del materiale deve seguire la valutazione clinica e di qualità prevista dalle procedure.
- Verificare i contratti di manutenzione. Stabilire chi possiede le credenziali, come sono registrati gli accessi, quanto rapidamente il fornitore deve segnalare un incidente e come sospendere la teleassistenza senza perdere gli allarmi essenziali.
Il ripristino delle impostazioni di fabbrica, quando indicato dal produttore e concordato con chi gestisce l’impianto, può eliminare modifiche malevole. Se il dispositivo resta esposto e non riceve più aggiornamenti, il rischio di una nuova compromissione rimane: il CERT-FR lo segnala espressamente per gli apparati fuori supporto.
Inoltre, la riparazione tecnica non sostituisce la verifica delle temperature effettivamente registrate e dell’idoneità del materiale conservato.
Dalla cyber security alla continuità delle cure: cosa prevedono le regole europee
Un attacco al freddo sanitario può ridurre la disponibilità di sangue e medicinali senza colpire direttamente le cartelle cliniche.
Per questo, la gestione della sicurezza informatica deve includere fornitori esterni e apparecchiature di conservazione, oltre alle reti e ai sistemi amministrativi. Per le organizzazioni sanitarie che rientrano nel perimetro, il decreto legislativo 138/2024 di recepimento della NIS2 richiede una gestione adeguata dei rischi e della sicurezza della catena di fornitura, secondo gli obblighi applicabili al singolo soggetto.
Un secondo riferimento riguarda la disponibilità del sangue stesso. Il regolamento europeo 2024/1938 sulle sostanze di origine umana (SoHO), la cui applicazione generale è prevista dal 7 agosto 2027, disciplina anche lo stoccaggio, la sicurezza e la continuità della fornitura di sangue, tessuti e altre sostanze destinate alle terapie. È un calendario distinto dagli obblighi NIS2: non introduce, da solo, una scadenza specifica per aggiornare i controllori frigoriferi.
L’EFS ha salvato le scorte perché il cambiamento di temperatura è stato individuato e gestito in tempo.
La lezione per le strutture italiane è verificabile: anche quando un aggressore riesce a impartire comandi a un impianto, l’allarme indipendente e un piano per trasferire il materiale possono impedire che l’incidente informatico diventi un’interruzione delle cure.











Partecipa alla community