la lezione francese

Cosa impariamo dal Paese UE più massacrato dalla disinformazione russa



Indirizzo copiato

Le moderne campagne di disinformazione russa sono veloci, scalabili e difficilissime da arginare una volta diffuse. Ecco il caso più emblematico in Francia e come contrastare la disinformazione con un approccio integrato contro reti ibride che fungono da proxy, dove nel mirino è il ruolo di Macron come uno dei più accesi sostenitori dell’Ucraina in…

Pubblicato il 9 apr 2026

Tommaso Diddi

Analista Hermes Bay

Laura Teodonno

Senior Security & Osint Analyst, Hermes Bay



Disinformazione scoperta troll farm del Cremlino; La disinformazione russa: il caso più emblematico in Francia
AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti

La Francia è oggi uno dei Paesi dell’Unione europea maggiormente colpiti dalla disinformazione di origine straniera, e il modo in cui ha scelto di reagire costituisce un modello di riferimento per tutti gli Stati democratici che si confrontano con la medesima minaccia.

Il fenomeno non riguarda soltanto la circolazione di notizie false sui social network: si tratta di operazioni coordinate, finanziate e tecnologicamente sofisticate, progettate per destabilizzare l’opinione pubblica ed erodere la fiducia nelle istituzioni.

Comprendere le modalità di questi attacchi e le contromisure adottate da Parigi offre spunti concreti per chiunque si occupi di sicurezza delle informazioni.

Grafico sul numero di incidenti sulla disinformazione russa per Paese: la Francia è il più massacrato in Ue

La disinformazione russa: il caso più emblematico in Francia

Il caso che ha portato la questione all’attenzione internazionale si è verificato nella notte tra il 4 e il 5 febbraio 2026, quando Victor Cousin, giornalista del quotidiano Le Parisien, ricevette un messaggio da NewsGuard, il servizio americano specializzato nell’analisi della disinformazione online, che lo avvertiva del furto della propria identità.

Su un sito costruito per imitare una testata giornalistica reale, era comparso un articolo falso recante il suo nome e la sua fotografia, che accusava il presidente Emmanuel Macron di presunti legami con il condannato per reati sessuali Jeffrey Epstein.

Prima che il sito venisse oscurato nel corso della stessa giornata, il contenuto era già stato visualizzato oltre un milione di volte.

Si tratta di un esempio emblematico di come funzionano le moderne campagne di disinformazione: veloci, scalabili e difficilissime da arginare una volta diffuse.

Un’operazione legata all’intelligence militare russa

L’operazione non era isolata. Secondo quanto ricostruito dall’agenzia governativa francese Viginum (Vigilance et Protection contre les Ingérences Numériques Étrangères), dietro l’attacco si collocherebbe il progetto Storm-1516, un’operazione di influenza che analisi di settore riconducono ad ambienti legati all’intelligence militare russa.

Il sito che diffondeva il falso articolo era una copia fraudolenta di France-Soir: il dominio utilizzato era registrato con estensione .net invece del legittimo .fr, un dettaglio tecnico pensato per ingannare utenti poco attenti.

I contenuti fasulli citavano presunti scambi di mail tra Epstein e l’agente di moda francese Jean-Luc Brunel, deceduto in carcere nel 2022, in cui si faceva riferimento a Macron in termini gravemente diffamatori.

Tali documenti non risultano nei materiali resi pubblici dal Dipartimento di Giustizia americano, che ha diffuso un ampio archivio relativo all’indagine su
Epstein.

La tecnica adottata si è tuttavia rivelata efficace: post comparsi simultaneamente su account noti come fonti di disinformazione filorussa, video con audio generato dall’intelligenza artificiale e link alla pagina clonata hanno conferito al contenuto un’apparente credibilità.

La diffusione dei contenuti su X e TikTok

Parallelamente, una rete di amplificazione nota come Matryoshka, identificata da gruppi di analisi come Antibot4Navalny tra le principali infrastrutture di propaganda pro-Cremlino, ha contribuito alla diffusione dei contenuti su X e TikTok.

Secondo analisi condotte da NewsGuard, Storm-1516 avrebbe prodotto nel biennio 2025-2026 numerose false narrazioni contro Francia e Germania, diffuse attraverso centinaia di migliaia di post e con centinaia di milioni di visualizzazioni complessive sulla piattaforma X.

La Francia risulta tra i principali bersagli: una quota significativa delle narrazioni del 2025 la riguardava direttamente, con un’intensificazione nella seconda metà dell’anno.

La concentrazione degli attacchi su Parigi riflette il ruolo di Macron come uno dei più accesi sostenitori dell’Ucraina in ambito europeo.

Le campagne non si limitano ai massimi livelli politici

In vista delle elezioni municipali di marzo 2026, NewsGuard ha rilevato diversi video falsi che imitavano testate come Le Monde, TF1 e RTL, incentrati su presunte minacce terroristiche e questioni migratorie per alimentare divisioni sociali.

Un sito costruito per sembrare la pagina di un candidato alla guida di Parigi diffondeva la falsa notizia che questi intendesse trasformare il Centre Pompidou in una struttura di accoglienza per migranti.

Le autorità francesi avevano esplicitamente avvertito che le elezioni
locali erano un bersaglio per attori stranieri.

La risposta francese è multi-livello

La risposta francese si articola su più livelli. Sul piano istituzionale, il pilastro centrale è proprio Viginum, istituita nel 2021 come prima agenzia governativa occidentale dedicata esclusivamente al contrasto delle operazioni di influenza online.

Il suo mandato comprende il monitoraggio quotidiano delle piattaforme digitali, l’analisi delle tecniche degli attori stranieri e la produzione di rapporti regolari condivisi anche con i partner internazionali.

La dottrina operativa si fonda su un principio fondamentale: Viginum non è un ministero della verità. L’obiettivo non è giudicare ogni singolo contenuto, bensì identificare comportamenti inautentici coordinati e interferenze straniere.

Un recente decreto ha ampliato le competenze dell’agenzia, autorizzandola a monitorare dati provenienti da motori di ricerca, strumenti di intelligenza artificiale e account di piccole dimensioni sui social network.

Sul piano della comunicazione pubblica, a settembre 2025 il Ministero degli Affari Esteri ha lanciato su X l’account @FrenchResponse, che combina umorismo, ironia e correzione fattuale invece di formali smentite istituzionali.

L’account ha raggiunto una significativa base di follower e livelli elevati di interazione settimanale.

L’approccio richiama una tradizione intellettuale francese che tratta il ridicolo come strumento retorico politicamente efficace.
Accanto a questo, opera una rete di fact-checker e iniziative di alfabetizzazione mediatica, mentre l’ARCOM mantiene un coordinamento con gli attori politici in prossimità delle consultazioni elettorali per monitorare la diffusione di disinformazione.

La sofisticazione crescente delle campagne di disinformazione russa contro la Francia

Sul piano tecnico, le campagne rivelano una sofisticazione crescente: intelligenza artificiale per generare audio nei video falsi, documenti alterati dall’apparenza autentica, distribuzione automatizzata su larga scala.

La rete Matryoshka ha prodotto nei primi mesi del 2026 un numero crescente di video che imitavano emittenti internazionali come BBC e CNN,
evidenziando una capacità di produzione in aumento rispetto all’anno precedente.

Il collegamento tra Storm-1516 e altre operazioni riconducibili a soggetti attivi nell’ecosistema della disinformazione evidenzia come queste reti siano ibride: attori non statali possono fungere da proxy, contribuendo a mantenere una distanza formale rispetto agli apparati statali
pur agendo in modo coordinato.

La disinformazione di Stato come strumento geopolitico strutturale

Il quadro che emerge suggerisce alcune considerazioni di portata generale. La disinformazione di Stato è diventata uno strumento geopolitico strutturale, con operazioni condotte in modo ricorrente contro Paesi occidentali e con una selezione dei bersagli coerente con le dinamiche politiche internazionali.

La velocità di diffusione dei contenuti falsi supera di gran lunga quella delle smentite, mentre le piattaforme digitali rappresentano uno dei principali
vettori di propagazione.

La loro collaborazione è indispensabile, ma dipende dalla reattività di
aziende private che rispondono a logiche proprie.

La lezione francese indica che contrastare la disinformazione richiede un approccio integrato che combini monitoraggio tecnico, strutture
istituzionali dedicate, comunicazione pubblica agile e cooperazione internazionale.

guest

0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x