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WhatsApp, ancora più privacy: ecco la modalità “incognito” per non far vedere che siamo online

Sono stati svelati alcuni dettagli di una nuova versione Beta di WhatsApp in cui è stata introdotta una funzionalità “stealth” che protegge la riservatezza delle comunicazioni consentendo di nascondere a tutti quando siamo online. Un’interessante funzione anti stalker, che tutelerà al meglio la nostra privacy

05 Lug 2022
C
Mirella Castigli

Giornalista

Nelle prossime versioni di WhatsApp sarà presente una nuova funzionalità che consentirà di nascondere lo stato di online. Una sorta di modalità “incognito” (stealth in inglese) che potrebbe tornare molto utile per usare WhatsApp senza essere disturbati da altre persone oppure a chi è vittima di stalking.

Secondo le indiscrezioni, l’opzione ancora in fase di sviluppo permetterà di usare l’app di messaggistica rendendo gli utenti in visibili anche quando scrivono un messaggio, registrano un vocale o spediscono un video.

“L’aggiornamento di WhatsApp che permette di decidere a chi mostrare il proprio stato di online”, commenta Paolo Dal Checco, consulente informatico forense, “va sempre più in direzione della tutela della privacy degli utenti. Non a caso la voce di menu che ne permetterà la configurazione si troverà proprio nella sezione Privacy”.

WhatsApp scommette sulla privacy

Da uno screenshot pubblicato da Wabetainfo emerge che i developer stanno sviluppando su WhatsApp una “navigazione riservata”, ma è diversa dalla navigazione in incognito sui browser per evitare di lasciare tracce in Rete.

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Infatti, “l’idea non è esattamente quella di una modalità incognito – che non lasci cioè tracce sul dispositivo, cosa che invece non cambia con questa versione”, sottolinea Dal Checco, “ma di una configurazione che permetta agli utenti di decidere a chi mostrare quando si sta usando WhatsApp e si sta scrivendo digitando qualcosa, cosa che può facilmente agevolare stalking, monitoraggio o anche semplice curiosità di chi vuole sapere quando stiamo usando lo smartphone o stiamo scrivendo”.

La nuova funzionalità “ingognito”, si attiverà dalle Impostazioni dell’app, e non si fermerà alla voce Ultimo accesso. L’opzione “Chi può vedere quando sono online” permetterà di selezionare se l’informazione sarà visibile a tutti, oppure se sarà associata a decisioni prese per l’ultimo accesso.

“Così come per l’opzione, già esistente, che permette di non mostrare la data e l’ora in cui siamo stati online per l’ultima volta, anche l’opzione di “Chi può vedere quando sono online” è soggetta al vincolo della reciprocità”, conferma Dal Checco: “se decido di non mostrare il mio stato di online/offline o l’ultima volta in cui sono stato attivo su WhatsApp, non potrò vedere lo stato degli altri utenti né l’ultima loro connessione alla rete WhatsApp”.

“Stando all’anteprima fornita da WaBetaInfo, l’opzione “Chi può vedere quando sono online” segue, anche nella configurazione, quella dell’opzione “Ultimo accesso” e permette di scegliere tra le quattro voci: “Tutti“, “I miei contatti“, “I miei contatti tranne…” oppure “Nessuno“, con la condizione che la scelta di questa nuova voce” è vicolata. Infatti, “è ammessa soltanto tra “Nessuno” e “La stessa impostazione di Ultimo Accesso”, non permettendo quindi selezioni totalmente diverse per le due impostazioni”, conclude Dal Checco.

WhatsApp in incognito è ancora una Beta

“Al momento parliamo di una funzionalità in beta”, evidenzia Pierluigi Paganini, analista di cyber security e CEO Cybhorus, “che tuttavia potrebbe aiutare gli utenti a non rivelare quando sono online”.

“Purtroppo, nell’utilizzo di piattaforme di instant messaging è facile inciampare in funzionalità che, sviluppate per migliorare l’esperienza degli utenti, possono essere abusate da interlocutori e curiosi per spiare il nostro comportamento”, avverte l’esperto di cyber security.

Infatti, la funzionalità proteggerà la privacy e metterà i bastoni tra le ruote di stalker e molestatori, che osservano se chattiamo con qualcun altro quando siamo online. “La condivisione dell’informazione di quando siamo online necessita quindi si un preciso consenso. Questo pare sia l’indirizzo di aziende come WhatsApp il cui business si fonda sulla capacità di poter difendere la privacy degli utenti in una società digitale che coglie ogni opportunità per tracciare i nostri comportamenti”, conclude Paganini.

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