L’esfiltrazione dei dati riservati dei clienti di Revolut (e probabilmente anche delle Forze dell’Ordine), volontariamente consegnati ai malviventi che si sono spacciati per un’autorità pubblica italiana, evidenzia un punto cieco sistemico: la sovrapposizione errata tra la validità formale di un canale di trasmissione e la certezza dell’identità dell’interlocutore.
L'APPROFONDIMENTO
Revolut: la paper compliance e la favola della PEC come e-mail sicura
La compromissione di una PEC istituzionale può trasformare un canale considerato sicuro in uno strumento di social engineering. Il caso Revolut mostra perché certificazioni e procedure non bastano: servono verifiche out-of-band, controlli indipendenti e processi capaci di resistere alla pressione dell’autorità
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