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DATI CRIF

Frodi creditizie con furto di identità, è boom: come ridurre il rischio

Aumentano le frodi creditizie con furto di identità basate sull’utilizzo illecito dei dati personali e finanziari altrui: lo conferma il rapporto dell’Osservatorio CRIF. Un fenomeno con impatti economici notevoli sull’industria del credito, come ci confermano gli esperti che suggeriscono anche alcune soluzioni di sicurezza per mitigare il rischio di subire danni milionari

17 Dic 2019

Le frodi creditizie con furto di identità basate sull’utilizzo illecito dei dati personali e finanziari altrui per ottenere credito o acquisire beni con l’intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento e non pagare il bene, continuano a crescere con notevoli impatti negativi sull’industria del credito, in particolare sul credito al consumo.

È il bilancio dell’aggiornamento relativo al primo semestre 2019 dell’Osservatorio CRIF sulle Frodi Creditizie dal quale si evincono numeri allarmanti sul fenomeno delle frodi creditizie con furto di identità: sono infatti 16.700 i casi segnalati, con una crescita del +36,7% rispetto al medesimo periodo del 2018 (giusto per avere un termine di paragone, basti pensare che le rapine in banca sono meno di 300 l’anno).

Il rapporto dell’Osservatorio CRIF segnala, inoltre, come l’importo medio riscontrato delle frodi è attualmente attestato sui 4.662 euro, in flessione del -21,4% a conferma del fatto che i malintenzionati si stanno orientando su importi sempre più modesti rispetto al passato.

A fronte di ciò, relativamente alla sola prima metà dell’anno il danno stimato per l’industria del credito supera complessivamente i 77 milioni di euro.

Dati che destano particolare preoccupazione tra gli addetti ai lavori in quanto tradizionalmente la quota più rilevante dei casi si concentra ad agosto e, soprattutto, nel periodo natalizio ormai alle porte.

“Il rapporto di CRIF è molto interessante perché mette in evidenza uno dei settori in cui le frodi basate sul furto di identità sono importanti e in crescita”, è il commento di Claudio Telmon, Information & Cyber Security Advisor presso P4I – Partners4Innovation.

“Quando si parla di furto di identità, troppo spesso vengono messi insieme ambiti molto diversi, come appunto le frodi creditizie, l’accessi abusivo a servizi di home banking o altro. Questa generalizzazione dà la falsa sensazione che qualsiasi cosa abbia a che fare con Internet o i pagamenti elettronici sia estremamente rischioso, facendo perdere l’attenzione agli ambiti di rischio reale, ed a come proteggersi”.

Frodi creditizie con furto di identità: il profilo delle vittime

L’analisi del rapporto pubblicato dall’Osservatorio CRIF sulle Frodi Creditizie evidenzia anche che nelle distribuzione delle frodi per sesso la maggioranza delle vittime (64,9%) sono uomini. Rispetto al primo semestre 2018 la distribuzione dei casi per genere vede una diminuzione delle donne (-4,3%).

Dalla distribuzione delle frodi per classi di età si inverte invece la tendenza evidenziata nella prima metà dell’anno scorso: la fascia di età nella quale si rileva il maggior incremento dei casi è quella dei 18-30enni (+23,2%) e dei 31-40enni (+6,4%) mentre diminuiscono i 51-60enni (-11,0%) e gli over 60 (-15,7%).

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È interessante osservare anche la ripartizione delle frodi per regione: in questo caso, la maggiore incidenza si ha in Lombardia, Campania, Lazio e Sicilia, seguite da Piemonte e Puglia. Si tratta delle stesse regioni che anche nel primo semestre 2018 occupavano i primi posti di questa poco invidiabile classifica, anche se la Lombardia ha sorpassato la Campania.

Il maggior incremento dei casi rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno si registra invece in Molise (+66,7%), seppur con numeri assoluti ancora modesti, seguita da Liguria (+13,9%), Lombardia (+11,2%) e Sicilia (+9,8%). Di rilievo (ovviamente in negativo) la “performance” della Calabria che, rapportando il numero delle frodi sul credito erogato, scala la classifica passando dalla nona posizione alla terza.

Frodi creditizie con furto di identità: i settori più colpiti

Il rapporto dell’Osservatorio CRIF si sofferma anche sulle principali tipologie di finanziamento oggetto di frode. Nel primo semestre 2019, coerentemente con quanto rilevato nel 2018, l’acquisto di elettrodomestici con un finanziamento ottenuto in modo fraudolento resta la tipologia maggiormente diffusa (30,5% dei casi totali). Al secondo posto, in aumento del +0,7%, si piazza la categoria auto-moto (che arriva al 13,7%), seguita dagli articoli di arredamento (con il 7,9%).

Da sottolineare come continuino ad aumentare i casi che hanno come oggetto articoli di abbigliamento e prodotti di lusso che arrivano al 6,9% a fronte di una crescita del +55,3%, nonché quelle per prodotti di elettronica-informatica-telefonia (al 7,6%), con un +29,6%, e quelle per trattamenti estetici/medici (+8,8% anche se si fermano al 6,0% del totale).

Le tipologie di finanziamento oggetto di frode

Il prestito finalizzato, seppur continui ad essere la tipologia di prodotto maggiormente coinvolto nei casi di frode (con il 52,4% del totale), è in calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Al contempo raddoppiano i casi di frode che interessano le carte di credito, che arrivano a rappresentare oltre un quarto del totale dei casi registrati nel periodo (il 25,8%, per la precisione). L’11% dei casi, infine, interessa i prestiti personali in virtù di un incremento del +55,1% rispetto al primo semestre del 2018.

Relativamente all’importo dei finanziamenti ottenuti in modo fraudolento nel primo semestre 2019, la fascia compresa tra i 1.500 e 3.000 euro rappresenta il 23,4% del totale dei casi (in crescita del +12,1% rispetto al primo semestre del 2018), mentre calano di quasi il 40% i casi di frode con importi tra i 3.000 e 5.000 euro.

Si registra invece un incremento di oltre il +10% dei casi con importo tra i 5 e 10.000 euro.

Preoccupanti anche i dati relativi ai tempi di scoperta delle frodi creditizie. Sempre di più i tempi di scoperta sono caratterizzati principalmente da due macro categorie: da un lato quasi il 56% dei casi viene scoperto entro 6 mesi, dall’altro lato continuano ad emergere casi di frode messi in atto 3, 4 e addirittura 5 anni prima (con un aumento del 30% rispetto al primo semestre 2018).

Frodi creditizie con furto di identità: come difendersi

La facilità con cui si condividono i propri dati online e sui social network è forse la causa principale di questo forte incremento delle frodi creditizie.

“In Italia il furto di identità è un fenomeno sempre più diffuso, che coinvolge persone e aziende. Mentre ampie fasce di popolazione si stanno velocemente aprendo al mondo digitale, organizzazioni criminali si stanno specializzando sulle frodi online”, commenta Beatrice Rubini, Direttore della linea Mister Credit di CRIF.

Che continua: “La vulnerabilità alle frodi creditizie perpetrate attraverso un furto di identità è accresciuta anche dal fatto che sul web spesso vengono pubblicati dati anagrafici e identificativi, come il codice fiscale, o i recapiti personali, come l’e-mail o il numero di cellulare. L’incremento dei casi rilevati nella prima metà dell’anno è assolutamente impressionante ma dovrebbe preoccupare ancor di più considerando che tipicamente il picco si registra proprio in questo periodo di feste e shopping natalizio, quando il livello di attenzione è più basso”.

Per mitigare il rischio di incappare in una frode creditizia con furto di identità è dunque opportuno adottare alcune soluzioni di sicurezza che aiutino le aziende del settore a contrastare il fenomeno offrendo nel contempo molta più tranquillità al consumatore.

“A questo proposito, è interessante il suggerimento di attivare gli SMS di notifica delle transazioni o altri sistemi che avvisano se i nostri dati vengono utilizzati per chiedere un prestito”, continua l’analisi di Claudio Telmon.

“Da questo punto di vista”, suggerisce l’analista di P4I, “sarebbe di grande aiuto una maggiore diffusione ed una maggiore facilità di utilizzo del domicilio digitale: in questo modo, esattamente come si può ricevere un SMS quando viene utilizzata la carta di credito, sarebbe possibile ricevere una comunicazione, magari obbligatoriamente, quando venga erogato un finanziamento. L’introduzione degli SMS di notifica ha ridotto in modo drastico il numero di frodi, dando nel contempo molta più tranquillità al consumatore”.

“Per quanto sia importante ridurre la circolazione dei nostri dati personali”, continua Telmon, “è anche vero che non sono dati segreti e che in tante occasioni sono esposti in modi che difficilmente possiamo controllare. Personalmente, ricordo ad esempio un albergo che fotografava i documenti degli ospiti e caricava le foto direttamente su Dropbox. Ma dato che non sono dati segreti, è improprio che vengano usati come strumenti di autenticazione, problema che è alla base del furto di identità”.

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“Gli strumenti per avere una vera autenticazione ormai ci sono: la carta di identità elettronica, usata come tale e non come tessera di plastica di difficile lettura, SPID, il domicilio digitale e la PEC permetterebbero di avere da una parte una vera autenticazione, dall’altra dei canali di notifica che nel complesso potrebbero tutelare aziende e cittadini molto più di quanto possano fare carte di identità, fotocopiate, fax e telefono”.

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