Attacco agli USA, i dettagli del breach SolarWinds: gli impatti, anche per l’Italia, e le misure di mitigazione - Cyber Security 360

L'APPROFONDIMENTO

Attacco agli USA, i dettagli del breach SolarWinds: gli impatti, anche per l’Italia, e le misure di mitigazione

Continuano a definirsi i contorni del sofisticato attacco hacker alla supply chain della piattaforma Orion di SolarWinds che ha consentito ad un gruppo hacker, probabilmente il famigerato APT29 sostenuto dal governo russo, di spiare per mesi enti governativi USA e company di alto livello in tutto il mondo. Ecco i potenziali impatti, anche per le aziende italiane, le versioni esposte della piattaforma e le azioni di mitigazione

30 Dic 2020
D
Vincenzo Digilio

ICT Security Manager & Co-founder of Cyber Division

Continuano a delinearsi i contorni dell’attacco hacker mirato principalmente contro il governo USA, durante il quale enti governativi americani e company di alto livello sono stati colpiti e continuano ad esserlo da quella che è stato una campagna malevola ben strutturata e messa in atto in maniera sistematica, probabilmente da parte del gruppo hacker APT29 “Cozy Bear” sostenuto dal governo russo.

È stata infatti identificata la vulnerabilità CVE-2020-10148 nella piattaforma Orion di SolarWinds, utilizzata per la gestione e il monitoraggio delle reti. La falla di sicurezza, per la quale è stato reso disponibile anche un Proof of Concept, permetterebbe l’esecuzione di codice da remoto includendo parametri appositamente preparati, eludendo così il sistema di autenticazione dell’API server del prodotto.

Come sappiamo, gli attaccanti sono riusciti a nascondere negli aggiornamenti legittimi della piattaforma Orion una backdoor utilizzata per compromettere il server su cui era installata la suite di IT monitoring e che avrebbe potuto consentire loro di ottenere l’accesso ai sistemi su cui è in esecuzione l’applicazione SolarWinds.

In un comunicato stampa, il Department of Homeland Security’s – Cybersecurity & Infrastructure Security Agency (DHS-CISA) ha emesso una direttiva di emergenza che ordina a tutte le agenzie civili federali di “scollegare o spegnere immediatamente i prodotti SolarWinds Orion (versioni dalla 2019.4 alla 2020.2.1 HF1), dalla loro rete“. Alle agenzie è inoltre vietato il “re-join” del sistema al dominio.

Ma partiamo dall’inizio e cerchiamo di capire con ordine che cosa è accaduto e come potersi difendere.

Chi è SolarWinds e che cos’è la piattaforma Orion

SolarWinds è una società che sviluppa soluzioni per il monitoraggio e la gestione dell’Information Technology (IT). Nei vari anni si è imposta come leader sul mercato. Uno dei suoi prodotti più famosi e popolari è la piattaforma Orion.

La suite Orion include sei strumenti:

  1. Network Performance Manager (NPM)
  2. Netflow Traffic Analyzer (NTA)
  3. Network Configuration Manager (NCM)
  4. Virtualization Manager (VM)
  5. Server and Application Monitor (SAM)
  6. Storage Resource Monitor (SRM).

Tali strumenti, assieme, dovrebbero fornire una supervisione completa delle risorse di rete, delle applicazioni e degli storage.

Tali prodotti sono utilizzati, nel mondo, da più di 300.000 clienti. Ve ne cito solo alcuni per meglio capire l’ordine di grandezza di questo attacco:

  • Gartner
  • Harvard University
  • ING Direct
  • Korea Telecom
  • MasterCard
  • McDonald’s
  • Microsoft
  • New York Times
  • Airport
  • Symantec
  • Telecom Italia
  • U.S. Air Force
  • US Dept. Of Defense
  • US Postal Service
  • US Secret Service
  • Volvo
  • US Pentagon
  • US Telecom
  • State Department
  • NASA
  • NSA
  • Postal Service
  • NOAA
  • Dipartimento di Giustizia
  • Ufficio del Presidente degli Stati Uniti d’America

Tra le varie organizzazioni esposte all’attacco hacker russo agli USA risulta anche FireEye, una delle più importanti società nel settore della sicurezza informatica e vittima anch’essa di una recente violazione informatica.

Gli impatti per l’Italia dell’attacco a SolarWinds

Tra le compagnie esposte durante l’attacco a SolarWinds risultano esserci anche alcune company italiane di alto livello. Quanto accaduto, quindi, potrebbe avere importanti impatti anche nel nostro Paese.

Per questo motivo, a seguito dell’hackeraggio della piattaforma Orion, lo scorso 23 dicembre è stato riunito il Nucleo per la Sicurezza Cibernetica (NSC) che, tramite il DIS (Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza), si è attivato e collabora con le aziende per individuare il codice malevolo che può essersi introdotto tramite gli aggiornamenti di SolarWinds.

Il Nucleo, in quanto organismo collegiale a cui è affidato il compito di gestire gli incidenti informatici che potrebbero avere un potenziale impatto sulla sicurezza nazionale, si è riunito in particolare per valutare ogni possibile impatto della campagna di attacchi informatici anche sulle reti e sui sistemi nazionali.

Alla luce della potenziale gravità dell’evento, l’NSC rimarrà in contatto continuo con “CyCLONe”, la nuova rete di collegamento europeo che si propone di agevolare la cooperazione tra le autorità nazionali di cyber security in caso di incidenti informatici destabilizzanti.

Inoltre, sono state avviate anche tutte le attività di supporto e contatto con i soggetti nazionali preposti a gestire le funzioni ed i servizi essenziali dello stato (e quindi inclusi nel Perimetro di sicurezza nazionale cibernetica), gli operatori di servizi essenziali (previsti dalla Direttiva NIS) e gli enti della Pubblica Amministrazione.

Alle aziende italiane, quindi, la raccomandazione di esaminare la problematica con la massima attenzione, avvalendosi anche del supporto offerto dalla CSIRT Italia nella sezione dedicata del suo sito Internet.

I contorni dell’attacco hacker russo agli USA

Gli attaccanti hanno sfruttato l’accesso ottenuto alla rete di SolarWinds per aggiungere una backdoor a una libreria chiave del prodotto. La libreria manipolata è stata poi diffusa ai clienti, tramite il normale processo di aggiornamento della piattaforma Orion, utilizzando quindi anche il dominio legittimo di SolarWinds: h[xx]ps:// downloads[.]solarwinds[.]com

FireEye l’ha chiamata SUNBURST Backdoor.

Il nome della Dynamic-link library (DLL) manipolata è: SolarWinds.Orion.Core.BusinessLayer.dll.

Il file di aggiornamento contente il trojan si presenta come un Windows Installer tradizionale. Una volta installato l’aggiornamento, la DLL malevola viene caricata mediante:

SolarWinds.BusinessLayerHost.exe

oppure:

SolarWinds.BusinessLayerHostx64.exe

Dopo un determinato lasso di tempo di inattività (sino a due settimane), il malware tenta di risolvere un sottodominio di avsvmcloud[.]com. Il DNS risponderà con un record CNAME che punterà al dominio del Command and Control (C2). Tutto il traffico da e verso il C2 imita le normali comunicazioni dell’Application Programming Interface (API) di SolarWinds.

Fonte: Microsoft.

Kevin Thompson, Presidente e CEO di SolarWinds ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Riteniamo che questa vulnerabilità sia il risultato di un attacco altamente sofisticato e mirato da parte di uno stato-nazione.

Stiamo agendo in stretto coordinamento con FireEye, il Federal Bureau of Investigation, la comunità dell’intelligence e altre forze dell’ordine per indagare su quanto accaduto. Per questo le informazioni che possiamo condividere sono limitate.

SolarWinds ha anche affermato di “ritenere che il numero effettivo di clienti che potrebbero aver avuto un’installazione dei prodotti Orion contenente questa vulnerabilità sia inferiore a 18.000”.

Quali sono le versioni compromesse di SolarWinds Orion

Tutti gli aggiornamenti al prodotto Orion, rilasciati tra marzo 2020 e giugno 2020 sono potenzialmente compromessi.

In particolare, le versioni di SolarWinds Orion esposte ad un possibile attacco hacker sono le seguenti:

  • Orion Platform 2019.4 HF5, versione 2019.4.5200.9083
  • Orion Platform 2020.2 RC1, versione 2020.2.100.12219
  • Orion Platform 2020.2 RC2, versione 2020.2.5200.12394
  • Orion Platform 2020.2, 2020.2 HF1, versione 2020.2.5300.12432

La compromissione della piattaforma Orion permette ad un attaccante di abilitare/disabilitare gli strumenti di sicurezza, modificare le configurazioni, caricare patch non autorizzate o impedirne l’applicazione.

Inoltre, SolarWinds sta lavorando con Microsoft al fine di rimuovere un vettore di attacco che permette la compromissione di Microsoft Office 365.

Attualmente l’attacco viene identificato utilizzando due nomi:

  • Microsoft lo ha chiamato Solarigate
  • FireEye, come abbiamo visto precedentemente, utilizza il nome SUNBURTS – Campagna UNC2452

Come mitigare i rischi dell’attacco hacker russo agli USA

  1. Verificare quale versione di SolarWinds Orion è in esecuzione.
  2. Se è in esecuzione una delle seguenti versioni: dalla 2019.4 alla 2020.2.1 HF1, disconnettere o spegnere immediatamente tutti i prodotti legati a SolarWinds Orion.
  3. Controllare la presenza della DLL malevola, al seguente percorso:
    1. %PROGRAMFILES%SolarWindsOrionSolarWinds.Orion.Core.BusinessLayer.dll
    2. %WINDIR%System32configsystemprofileAppDataLocalassemblytmp<VARIE>SolarWinds.Orion.Core.BusinessLayer.dll
  4. Controllare l’esistenza della seguente DLL che potrebbe essere un indicatore di compromissione:
    1. C:WINDOWSSysWOW64netsetupsvc.dll
  5. Controllare il traffico in uscita verso un sottodominio di avsvmcloud[.]com
  6. Controllare i log del DNS.

Lo CSIRT Italia sconsiglia l’utilizzo di versioni obsolete dell’applicativo che, sebbene non risultino a rischio attacco, potrebbero comunque contenere altre vulnerabilità ormai note agli attaccanti che hanno dimostrato di essere ottimi conoscitori della suite SolarWinds Orion.

Servendosi degli indicatori di compromissione (IoC) riportati di seguito, inoltre, le strutture coinvolte dovrebbero identificare attività sospette tramite analisi forense dell’host e della rete interna per individuare eventuali utilizzi impropri delle risorse.

È bene, infine, che gli utenti Orion consultino con costanza la pagina di riferimento del produttore per scaricare e installare tempestivamente gli aggiornamenti disponibili.

Di seguito, tutti gli indicatori di compromissione (IOC) rilasciati finora:

Gli indici di compromissione

Gli IoC individuati da Microsoft:

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Sha1: 76640508b1e7759e548771a5359eaed353bf1eec

Sha256: dab758bf98d9b36fa057a66cd0284737abf89857b73ca89280267ee7caf62f3b
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FireEye Sunburt signatures:

https://github.com/quadrantsec/fireeye-sunburst/blob/main/fireeye-sunburst.rules

https://github.com/fireeye/sunburst_countermeasures/tree/main/indicator_release

Gli IoC individuati dal CISA:

https://us-cert.cisa.gov/ncas/alerts/aa20-352a

Conclusioni

L’accaduto mi ha riportato alla mente (con le dovute differenze) una delle conferenze tenute da Infiltrate: Hack the SIEM and Win the War. Non stiamo precisamente parlando di un SIEM, ovviamente, ma non è questo il punto.

Tali prodotti accentrano una mole di informazioni e utilizzano permessi di alto livello, rendendoli uno dei bersagli più appetibili sul mercato dagli attaccanti.

Inoltre, applicare le dovute patch richiede tempo e pianificazione.

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