cyber resilienza

Si combatte così come ci si è addestrati: le logiche militari sottese al DORA



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Leggere il DORA con la lente militare dimostra come la resilienza operativa digitale sia un’estensione naturale dei principi che regolano la leadership: preparazione, addestramento, disciplina. Ecco perché il Regolamento europeo che definisce la resilienza operativa digitale non è un set di adempimenti tecnici, ma una dottrina del comando

Pubblicato il 2 gen 2026

Giuseppe Alverone

Consulente e formatore Privacy e Cybersecurity. DPO certificato UNI CEI EN 17740:2024



Test Tlpt: emesso il regolamento delegato di DORA; Si combatte così come ci si è addestrati: le logiche militari sottese al DORA

Nel mondo digitale, la distanza tra il comando e la crisi si misura in pochi attimi nel corso dei quali non si può improvvisare.

Si reagisce nel modo in cui ci si è preparati, cioè come si è costruita la cultura interna e come si è organizzato il sistema.

Questo capitolo inaugura una tetralogia dedicata alla lettura con lente militare del DORA, il Regolamento europeo che definisce la resilienza operativa digitale come responsabilità essenziale del vertice.

L’obiettivo è quello di mostrare come il DORA non sia un set di adempimenti tecnici, ma una vera e propria dottrina del comando che comprende visione, strategia, disciplina e addestramento.

Inizia un viaggio che unisce diritto, organizzazione e leadership per restituire al lettore chiari indicatori utili a guidare il governo delle crisi informatiche, nelle entità finanziarie, come si guidano le operazioni militari complesse.

Leggere il DORA con lente militare

C’è una frase che porto con me dal 1980, quando varcai il portone della Scuola militare Nunziatella. La frase ha attraversato quattro decenni di servizio e oggi la considero uno dei principi più lucidi per comprendere il dominio digitale: “Si combatte per come ci si è addestrati”.

Questa frase non appartiene al folclore militare, ma è una legge del comando.
Chi guida un reparto militare o un’azienda, sa bene che quando arriva l’impatto non c’è tempo per aprire manuali o cercare ispirazione. In quel momento comanda solo ciò che è stato interiorizzato e che è diventato una sorta di riflesso condizionato perché è stato provato decine di volte.

È qualcosa che fa parte del modo di pensare prima ancora del modo di operare.
Ecco, questa, secondo me, è esattamente la chiave con cui leggere il DORA.
Il Regolamento europeo 2554/2022 non è semplicemente una norma che impone requisiti di sicurezza ICT alle entità finanziarie.

Invece, mi appare come:

  • un manuale per costruire resilienza, disciplina, capacità di risposta;
  • una dottrina che chiede agli organi di gestione di guidare l’organizzazione con la stessa postura con cui un comandante militare guida i propri uomini: con consapevolezza, visione e responsabilità finale.

Leggere il DORA con la lente militare dimostra come la resilienza operativa digitale sia un’estensione naturale dei principi che regolano la leadership: preparazione, addestramento, disciplina.

Nel secondo capitolo di questa tetralogia, si analizzerà il DORA come architettura del comando. Nel terzo, si interpreterà la resilienza come comportamento organizzativo e nel quarto si vedrà come gestire la dimensione sistemica: fornitori, dipendenze, ecosistemi digitali.

La prima legge dell’addestramento: il rischio non concede appelli

Esiste un momento, in ogni crisi, in cui tutto si stringe. In un attacco DDOS, di un’esfiltrazione massiva di dati o di un ransomware che paralizza i sistemi, l’organizzazione entra in un territorio in cui la lucidità è la naturale conseguenza della preparazione collettiva.

L’addestramento militare si fonda su un principio: la mente, sotto pressione, non crea, non inventa, ma recupera ciò che è stato reso naturale attraverso la ripetizione, la disciplina e il realismo delle simulazioni.

Oggi il digitale ha la stessa velocità del combattimento moderno: la gravità di un attacco si misura in minuti; la sua escalation, in ore e, come nel campo operativo militare, chi non si è preparato reagisce in ritardo.

Quindi, la sensazione di “non sapere da dove cominciare” è esattamente l’effetto della mancanza di addestramento.

Per questo, idealmente, il DORA richiama l’organizzazione a porsi una domanda semplice e potente: “Se ora accadesse un incidente di sicurezza, con ciò che abbiamo, saremmo in grado di reggere?”. Se la risposta a questa domanda è incerta, certamente il problema non è tecnico, ma culturale.

Disciplina e struttura: la resilienza come forma mentis

Nel linguaggio militare, disciplina significa sapere:

  • chi fa cosa;
  • in quale sequenza;
  • con quali strumenti;
  • attraverso quali canali.

La disciplina è ciò che impedisce al caos di diventare panico e nel dominio digitale assume una forma organizzativa caratterizzata da:

  • politiche chiare;
  • ruoli definiti;
  • processi che non esistono sulla carta ma nelle abitudini quotidiane;
  • comunicazioni interne che scorrono come una catena di comando.

Il DORA si rivela, sotto molti aspetti, una norma sorprendentemente vicina alla logica militare perché non parla di strumenti ma di comando.
Gli articoli 5 e 6, infatti, stabiliscono:

  • responsabilità chiare;
  • catene informative definite;
  • ambiti di controllo precisi;
  • scenari da preparare prima che si realizzino.

Quindi, non si tratta di tecnologia, ma di postura. E una postura disciplinata non nasce durante l’emergenza, ma va costruita con anticipo, nei giorni ordinari, scegliendo e decidendo come:

  • fare bene le cose anche quando nessuno ci obbliga a farle;
  • rifiutare la scorciatoia della semplificazione e del rinvio;
  • assumere pienamente il proprio ruolo di guida piuttosto che limitarsi a rivestirlo.

Cultura organizzativa: la vera differenza tra chi resiste e chi cede

Ogni organizzazione ha una sua cultura. Che lo si riconosca o no, c’è sempre un modo di agire che si trasmette e si impara stando dentro una determinata struttura organizzativa.

C’è chi coltiva la cultura dell’attenzione, chi quella dell’urgenza perenne, e chi, più semplicemente, ha fatto del rinvio un’abitudine.

Ora, nel mondo digitale, la cultura organizzativa non può essere un accessorio perché costituisce la linea di confine tra un impatto gestibile e un disastro.

È sempre la cultura, alla fine, che fa la differenza e che può proteggere o esporre.
Per questo motivo, il DORA affida al Consiglio di Amministrazione un ruolo chiave di guida, perché la cultura aziendale esisterà comunque ma, se non viene orientata dall’alto, prenderà forma da sola, venendo modellata dalla somma dei comportamenti individuali lasciati senza guida.

In ambito militare, la cultura viene costruita giorno dopo giorno e non si basa sulla paura, ma sulla fiducia.

Nel digitale vale lo stesso: un’organizzazione che coltiva fiducia interna reagisce meglio, così, per esempio:

  • un board che dimostra interesse per la resilienza genera attenzione;
  • un CISO ascoltato e valorizzato diventa un moltiplicatore di comportamenti responsabili.

Prepararsi prima dell’impatto è l’unico modo per governare la complessità

L’errore più comune nelle organizzazioni è pensare che la cyber resilience sia una questione tecnica.

In realtà è una questione di tempo e di scelte, proprio come in un teatro operativo militare, dove il tempo neutro non esiste: o ci si prepara o si è già sulla strada della crisi.

Per questo motivo la preparazione è la forma più concreta di comando.

Preparazione significa:

  • testare;
  • simulare;
  • verificare;
  • esercitare;
  • documentare l’apprendimento;
  • rendere naturali i comportamenti corretti.

Chi non si prepara entra in battaglia senza aver mai sparato un colpo e non si tratta di una metafora: è esattamente ciò che accade a chi affronta un incidente informatico senza un buon addestramento interno.

Il DORA, in questo, è assolutamente chiaro. La resilienza non va dichiarata, ma provata regolarmente e sistematicamente.

Il perimetro strategico

Il DORA chiama il vertice organizzativo a una forma superiore di comando, quello che:

  • riconosce la vulnerabilità;
  • non delega la responsabilità;
  • costruisce addestramento, disciplina, struttura e cultura prima dell’impatto.

Questo primo capitolo ha delineato il perimetro strategico: leggere il DORA come un manuale di leadership e non come un elenco di obblighi.

Nel prossimo capitolo, entreremo nel cuore normativo: il DORA come architettura del comando digitale, a partire dall’analisi degli articoli 5 e 6, mostrando come la normativa definisca il board come vero posto di comando dell’organizzazione.

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