IL RAPPORTO

Tecnologie a servizio della privacy: come migliorano la governance dei dati, secondo l’OCSE

Un utilizzo corretto delle tecnologie a servizio della privacy potrebbe apportare notevoli miglioramenti nella governance dei dati, ma non mancano criticità ed elementi da perfezionare. Ecco i suggerimenti dell’OCSE per affrontare nel migliore dei modi queste sfide

Pubblicato il 23 Mar 2023

Davide Agnello

Analyst, Hermes Bay

Claudia Domenica Bertuca

Analyst, Hermes Bay

gdpr e cyber security

L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) ha pubblicato un rapporto in cui esamina i recenti progressi sulle tecnologie che migliorano la privacy.

Ad essere analizzate sono le soluzioni che consentono di raccogliere e garantire la riservatezza dei dati, denominate Privacy Enhancing Technologies (PET).

Armonizzare le regole UE per una cibersicurezza fondata sulla privacy

Come è migliorata la governance dei dati

Secondo quanto emerso, i nuovi approcci di sicurezza sono basati su tecniche crittografiche sul trattamento dei dati personali, consentendo una maggiore privacy informatica.

In particolar modo, attraverso l’utilizzo delle PET, si attuerebbe l’analisi collaborativa, facilitando la condivisione di dati sicuri, legittimi ed economicamente rilevanti. Le autorità di tutela della privacy hanno identificato in questi tipi di tecnologie delle soluzioni importanti per migliorare la governance complessiva dei dati.

Un altro importante progresso sarebbe rappresentato dalla dichiarazione del 2022 dell’OCSE, da cui emergono approcci comuni alla salvaguardia della privacy nell’accesso ai dati personali per finalità di sicurezza nazionale e applicazione delle normative.

Secondo la dichiarazione, l’accesso dei governi ai dati personali detenuti da entità private ha l’obiettivo di migliorare la fiducia nei flussi transfrontalieri di dati, ritenuti essenziali per le attività economiche e per la trasformazione digitale, stabilendo, in base al contesto giuridico esistente, le modalità attraverso cui i servizi di sicurezza possono accedere ai dati personali.

Le sfide per la sicurezza digitale dei dati

Tuttavia, la dichiarazione segna un importante impegno politico, in cui si amplificano le sfide in termini di sicurezza digitale. Un accordo che riconosce nei Paesi dell’OCSE salvaguardie comuni per affrontare il fenomeno delle tecnologie emergenti mediante la promozione di un settore innovativo, al fine di essere in grado di trasferire dati oltre confine garantendo la sorveglianza e la protezione degli stessi.

La suddetta intesa integra le linee guida dell’OCSE sulla privacy del 1980 e aggiornate l’ultima volta nel 2013. Tali principi rappresentano la base delle norme sulla protezione dei dati di molti Stati, fornendo un riferimento comune per sostenere i valori di democrazia e libertà all’interno di uno Stato di diritto.

Analogamente, la proliferazione delle PET ha permesso di introdurre una panoramica dei principali sviluppi tecnologici, consentendo alle autorità politiche di comprendere i loro potenziali benefici.

Gli esperti hanno rilevato la necessità di un esame approfondito nell’uso delle nuove tecnologie emergenti che migliorano la privacy. Sebbene alcune di queste non siano nuove, molte si stanno evolvendo e possono contribuire a rinnovare l’assetto normativo sulla raccolta e l’elaborazione dei dati.

Uno degli incentivi per questo fine sarebbe considerare queste tecnologie come una sfida chiave. Di fatto, questi sistemi sono altamente complessi e creano una distanza tra gli ingegneri che li costruiscono e i responsabili politici che determinano come utilizzarli.

Per ovviare a questa contrapposizione, il rapporto dell’OCSE sottolinea come la sicurezza digitale sia soggetta a nuovi paradigmi.

I nuovi paradigmi della sicurezza digitale dei dati

Uno di questi sarebbe quello denominato zero trust, in cui la sicurezza digitale verrebbe applicata bloccando tutti i dati, ad eccezione di usi approvati da persone autorizzate; i rischi e i danni sarebbero ridotti, impedendo l’accesso alle risorse interne e ad eventuali autori malevoli.

Questi strumenti si basano su tecnologie volte a garantire la privacy anche dopo che i dati sono stati raccolti ed eventualmente trasferiti ad altre entità.

La ricerca OCSE ha sostenuto gli obiettivi di “privacy by design” e “security by design” rilevando l’importanza del ruolo svolto dalle PET e le loro implicazioni all’interno della società globale.

Sebbene il concetto di tecnologie che migliorano la privacy non sia nuovo, si assiste ad una diffusione del loro uso, pur in assenza di una definizione omogenea del termine.

Uno stimolo altrettanto importante sarebbe emerso dalla relazione OCSE “Inventario delle tecnologie che migliorano la privacy”, in cui si fornisce una definizione ampia delle PET. Dall’analisi si evince il riferimento a strumenti in grado di fornire anonimato e di consentire all’utente quando divulgare le informazioni personali.

L’esperto sloveno Jerman-Blažič sostiene che l’avanzare della trasformazione digitale consentirebbe agli individui di prendere il controllo sulla modalità di raccolta dei loro dati, rendendo l’autodeterminazione informativa una realtà da attuare anche attraverso provvedimenti politici, al fine di determinare una riduzione significativa dei tentativi di violazione della privacy.

Tecnologie a servizio della privacy: le categorie

Malgrado i progressi fatti di recente, gli Stati necessiterebbero di nuove tecnologie per ottimizzare i propri obiettivi di sicurezza.

La relazione dell’OCSE segnala come negli ultimi due decenni si stia assistendo a progressi significativi, come per il trattamento dei dati crittografati.

Nel panorama odierno, vengono individuati 14 tipi di PET, classificate in quattro categorie generali.

Tecnologie concepite per l’offuscamento dei dati

La prima è quella riguardante le tecnologie concepite per l’offuscamento dei dati. Questi sistemi sono progettati per elaborare i dati sul dispositivo dell’interessato, alterandoli o rimuovendone i dettagli identificativi. Esempi di strumenti di offuscamento sono:

  1. l’anonimizzazione. Si tratta del processo di rimozione degli elementi identificativi dai dati per impedire l’identificazione dell’utente. Questa tecnica è utilizzata in modo diffuso in quanto permette di rimuovere le caratteristiche peculiari dei dati in modo da poterle utilizzare senza violare la privacy dei cittadini;
  2. la pseudonimizzazione. Rispetto all’anonimizzazione, questa tecnica rappresenta una forma più debole di camuffamento; le informazioni potenzialmente identificabili vengono parzialmente rimosse, anche se rimane un rischio residuo. I dati pseudonimizzati possono essere infatti ricondotti ad un soggetto se combinati con informazioni memorizzate a distanza o con insiemi di dati identificabili dall’esterno;
  3. i dati sintetici. Questo approccio implica che i dati vengano generati da uno o più modelli di popolazione. L’idea è quella di creare informazioni con proprietà statistiche simili a quelle dei dati originali;
  4. la privacy differenziale. Questa tecnica apporta piccole modifiche ai dati grezzi per mascherare i dettagli degli input. La ratio è che le alterazioni ai singoli record possano nascondere gli input senza un impatto significativo sui risultati aggregati;
  5. le zero-knowledge proof (ZKP). Questa procedura cela i dati sottostanti rispondendo a domande semplici. Le ZKP offrono possibilità di migliorare la privacy, in quanto eliminerebbero la necessità per gli interessati di consegnare i propri dati personali per usi di routine.

Strumenti di elaborazione dei dati crittografati

La seconda categorizzazione è quella degli strumenti di elaborazione dei dati crittografati. A differenza dell’offuscamento, i dati sottostanti non vengono modificati ma nascosti da un sistema di cifratura.

Tra le tecniche di crittografia più diffuse vi sono:

  1. la crittografia omomorfica. Con questa funzionalità, i soggetti interessati bloccano i dati con una chiave prima di trasmetterli all’incaricato del trattamento. L’elaboratore può eseguire calcoli per estrarre un risultato che però può essere sbloccato solo con la chiave dell’utente;
  2. il calcolo multipartitico. Questo insieme di strumenti permette ai partecipanti di calcolare congiuntamente una funzione sui loro dati di ingresso, mantenendoli privati ed eliminando la necessità di una terza parte per gestirli;
  3. l’intersezione privata degli insiemi. Consiste in una forma di calcolo multipartitico che consente alle organizzazioni di trovare elementi comuni nei loro insiemi di dati senza rivelarne il contenuto;
  4. gli ambienti di esecuzione affidabili. Sono aree separate dal sistema operativo dove sono contenuti dati sensibili e possono utilizzare codici per proteggere il proprio perimetro.

Tecnologie basate sull’analisi federata e distribuita

La terza classificazione riguarda le tecnologie basate sull’analisi federata e distribuita, la quale consente di eseguire attività analitiche su dati che non sono visibili o accessibili a chi esegue le attività.

Tra queste funzionalità figurano:

  1. l’apprendimento federato. Con questo metodo, i dati grezzi vengono elaborati localmente; solo le statistiche e i risultati vengono trasferiti all’elaboratore per essere combinati con dati simili;
  2. l’analisi distribuita. Tramite essa, i dati risiedono in una posizione centrale ma la formazione dei modelli è distribuita su vari nodi. Questo permette alle informazioni sensibili di rimanere sotto la custodia.

Strumenti di data accountability

L’ultima categoria fa riferimento agli strumenti di data accountability. Questi non sono considerati come PET in senso stretto, in quanto non mirano a proteggere la riservatezza dei dati personali a livello tecnico. Tuttavia, queste tecniche sono associate a questo ambito, poiché intendono fornire modi per far rispettare le norme sul trattamento dei dati.

Ricadono in questa tipologia:

  1. i sistemi responsabili. Questi software controllano e tengono traccia di come i dati possono essere raccolti, come vengono elaborati e quando possono essere utilizzati;
  2. la condivisione del segreto a soglia, uno strumento crittografico che richiede un numero predeterminato di chiavi per sbloccare i dati crittografati;
  3. gli archivi di dati personali i quali forniscono agli utenti il controllo sull’archiviazione, l’accesso e l’elaborazione dei propri dati.

Conclusioni

Le PET, sottolinea il report, potrebbero avere vari campi di applicazione come lo sviluppo di un apprendimento automatico capace di preservare la privacy, l’elaborazione dei dati criptati e la definizione di regole sui tempi di utilizzo dei dati.

Allo stesso tempo, sarebbero ancora presenti criticità ed elementi da perfezionare, tra cui la preservazione delle informazioni, gli elevati costi dei sistemi di crittografia e il filtraggio dei dati.

Al fine di affrontare queste sfide, l’OCSE suggerisce ai politici e alle autorità nazionali preposte alla protezione della privacy di valutare l’impatto che le PET possono avere negli ordinamenti giuridici.

Sarebbero quindi necessari strumenti, test e procedure complementari per garantire un utilizzo sicuro e conforme alle leggi di queste tecnologie.

Inoltre, l’OCSE invita le parti ad approfondire la cooperazione normativa transfrontaliera e intersettoriale al fine di studiare gli sviluppi tecnici nel campo della privacy.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati

Articolo 1 di 4