GUIDA NORMATIVA

Le parole della privacy: valutare la competenza dei consulenti attraverso terminologia e comportamenti

Anche se può sembrare paradossale, i comportamenti e il linguaggio utilizzato dai consulenti privacy, siano essi persone fisiche o aziende, può rilevare la reale competenza dei medesimi su una materia particolarmente complessa e articolata

02 Feb 2022
B
Giancarlo Butti

Internal Auditor - Esperto Privacy e Cyber Security

Analizzare il linguaggio utilizzato e i comportamenti agiti, cioè gli adempimenti privacy messi in atto (o non messi in atto) e la modalità con cui questi sono implementati consente ad esempio di capire quanto un soggetto abbia approfonditamente consultato la normativa in materia di protezione dei dati personali o se viceversa la sua conoscenza sia legata a una superficiale lettura di opinioni di altri e della partecipazione a qualche corso/convegno.

Purtroppo, l’entrata in vigore del GDPR ha moltiplicato il numero dei soggetti, spesso provenienti da altri settori, che si sono improvvisati esperti privacy (e in alcuni casi sono anche convinti di esserlo).

Nell’affrontare questo articolo o più in generale la normativa privacy non va tuttavia dimenticato un assunto di base che cito spesso: nella pratica questa normativa non può essere rispettata nella sua interezza.

È talmente contorta e invasiva che spesso il rispetto di una parte di essa comporta la violazione di altre parti della normativa stessa e per evitare che ciò accada occorre effettivamente una grande padronanza dell’enorme mole di documenti che costituiscono la base della normativa sulla protezione dei dati personali e una lunghissima esperienza.

Protezione dei dati personali: l’importanza di creare una cultura della consapevolezza

Una corretta lettura del GDPR

La recente sanzione al Parlamento europeo da parte dell’EDPS, per il mancato rispetto della normativa privacy che lo stesso Parlamento ha emanato, è una riprova di questo fatto.

WHITEPAPER
CYBERSECURITY: le migliori strategie per la tutela e la continuità dei servizi IT
Sicurezza
Cybersecurity

Non è possibile essere esaustivo di tutti i comportamenti e le affermazioni che nel corso di oltre 20 anni ho avuto modo di intercettare e che dimostrano una padronanza o viceversa una conoscenza molto superficiale della materia, per cui mi limiterò ad alcuni esempi.

La presenza di leggende metropolitane nel mondo privacy ha origine remota, considerando che sono passati oltre 25 anni dall’emissione della 675/96, recepimento italiano della vecchia direttiva 95/46/CE, sostituita da poco dal GDPR.

Gli errori più frequenti, che spesso ho riscontrato anche negli allievi dei miei corsi (spesso consulenti di alto livello e DPO) mi hanno portato anche alla stesura del mio ultimo libro in ambito privacy “GDPR la privacy nella pratica quotidiana. Tutte le domande a cui un DPO deve sapere rispondere”.

Spesso sono proprio le basi che mancano, quali il perimetro di applicazione del GDPR o l’oggetto di tutela del GDPR stesso.

Chi non ha mai sentito l’infelice affermazione utilizzata anche dalle istituzioni (ma inaccettabile se il nostro interlocutore è il nostro consulente privacy): il GDPR tutela i cittadini europei?

L’affermazione è falsa.

Infatti l’articolo 3, “Ambito di applicazione territoriale”, prevede 2 casistiche:

1. Il presente regolamento si applica al trattamento dei dati personali effettuato nell’ambito delle attività di uno stabilimento da parte di un titolare del trattamento o di un responsabile del trattamento nell’Unione, indipendentemente dal fatto che il trattamento sia effettuato o meno nell’Unione.

Quindi per il comma 1 quello che determina l’applicazione del GDPR è la collocazione dell’amministrazione centrale di chi tratta i dati, indipendentemente dalla collocazione del soggetto di cui si trattano i dati e ovviamente della sua nazionalità.

E per quanto attiene il comma 2:

2. Il presente regolamento si applica al trattamento dei dati personali di interessati che si trovano nell’Unione, effettuato da un titolare del trattamento o da un responsabile del trattamento che non è stabilito nell’Unione, quando le attività di trattamento riguardano:

a) l’offerta di beni o la prestazione di servizi ai suddetti interessati nell’Unione, indipendentemente dall’obbligatorietà di un pagamento dell’interessato; oppure

b) il monitoraggio del loro comportamento nella misura in cui tale comportamento ha luogo all’interno dell’Unione.

Secondo questo comma, quindi, è sufficiente che il soggetto si trovi nell’UE per essere tutelato, indipendentemente dalla sua cittadinanza (peraltro esattamente come per qualunque altra legge).

È evidente inoltre, che un cittadino europeo che si trovi al di fuori dall’UE non è tutelato dal GDPR.

Adempimenti di poco conto e obblighi dimenticati

Questo è un caso emblematico di quanto sia lontana la realtà (e la reale conoscenza della normativa) rispetto ad affermazioni semplicistiche riportate anche da rappresentanti delle istituzioni.

Per quanto riguarda l’oggetto di tutela basterebbe leggere l’articolo 1 del GDPR:

1. Il presente regolamento stabilisce norme relative alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché norme relative alla libera circolazione di tali dati.

2. Il presente regolamento protegge i diritti e le libertà fondamentali delle persone fisiche, in particolare il diritto alla protezione dei dati personali.

Per capire che l’oggetto di tutela sono le persone fisiche e in particolare i loro diritti e le libertà fondamentali; il riferimento alla protezione dei dati personali è ovviamente l’elemento fondamentale, richiamato anche nel titolo del Regolamento, ma non l’unico.

Spesso mi è capitato di intercettare documenti privacy prodotti per conoscenti, fornitori, clienti, realizzati da consulenti il cui livello di competenza è quantomeno discutibile.

In un caso, relativo ad un cliente molto significativo, documenti anche accettabili erano fra loro totalmente incoerenti e quindi non era chiaro alla fine quali fossero le reali finalità di trattamento perseguite dal Titolare. Era evidente che i vari documenti erano stati realizzati da componenti diversi del gruppo di lavoro della società di consulenza, ma questi erano fra loro totalmente scoordinati, vanificando in tal modo l’uno il lavoro degli altri. Il Titolare, in caso di una visita ispettiva, avrà molta difficoltà a dimostrare la propria conformità vista l’incoerenza esistente fra i vari documenti. Infatti, una funzione di controllo valuterebbe questa incoerenza come mancanza di un reale presidio sulla gestione del modello privacy del Titolare.

Ai tempi della D.lgs. 196/03 (o per meglio dire quando c’era solo questa normativa, visto che è tutt’oggi in vigore) suggerivo un semplice criterio per distinguere i consulenti improvvisati da quelli più preparati: vi hanno dato la loro informativa? In altre parole il consulente privacy rispetta la normativa privacy?

Oggi sono diversi i criteri che è possibile utilizzare.

Infatti sono enfatizzati alcuni adempimenti di poco conto o inesistenti (ad esempio spacciando per obblighi dei semplici suggerimenti o esempi, come nel caso delle misure di sicurezza) e sono dimenticati obblighi molto invasivi ed impegnativi, quali l’analisi dei rischi.

Ad esempio se il vostro consulente privacy non hai mai svolto per voi un’analisi dei rischi forse è meglio cambiarlo.

Ma su questo tema rimando ai miei precedenti articoli sulle misure di sicurezza nel GDPR, sulle analisi dei rischi nel GDPR e sui soggetti tutelati dal GDPR.

Individuare le tutele del GDPR

In merito all’esempio dell’informativa alcuni potrebbero obiettare circa il fatto che l’informativa va rilasciata alle persone fisiche e che se il nostro consulente privacy sta operando per la nostra organizzazione, che è una persona giuridica, l’informativa non va rilasciata.

In realtà questo non è del tutto vero.

In primo luogo le organizzazioni non interagiscono fra di loro direttamente, ma per il tramite dei loro dipendenti/collaboratori.

Quindi anche se le aziende non sono tutelate dal GDPR lo sono i loro dipendenti/collaboratori e quindi quando l’azienda A interagisce con l’azienda B sono i dipendenti di una che interagiscono (e quindi trattano i dati) dei dipendenti dell’altra azienda.

A dire il vero quindi l’azienda A dovrebbe dare l’informativa ai dipendenti dell’azienda B e non all’azienda B come tale, ma per ora limitiamoci a considerare il fatto che un’informativa va comunque data.

Inoltre, se è vero che le aziende non sono tutelate dal GDPR, non è vero che esse non siano tutelate dalla normativa privacy.

Di fatto, l’unica parte del D.lgs. 196/03 che è rimasta invariata dopo l’entrata in vigore del GDPR riguarda le comunicazioni elettroniche, quella parte cioè di normativa privacy (recepimento della direttiva e-privacy tutt’ora in vigore), che regola ad esempio l’inoltro di comunicazioni con finalità di marketing, che si applica anche alle aziende (e a qualunque altro soggetto).

Quindi, se desidero mandare una mail con finalità di marketing a un’azienda devo aver raccolto il suo preventivo consenso (non entriamo nel merito, circa il non perfetto allineamento fra le normative, considerando che l’informativa ed il consenso riguardano, in teoria, gli interessati).

Un corretto adeguamento al GDPR

Attenziona anche a chi utilizza il termine adeguamento al GDPR, riferendosi ad una serie di adempimenti che in realtà sono in vigore in alcuni casi da 25 anni.

Rientrano in questa casistica ad esempio la determinazione dei tempi di conservazione o l’implementazione di una serie di misure di sicurezza.

In particolare le misure di sicurezza previste dall’Allegato B del D.lgs. 196/03 pre GDPR ovviamente dovrebbero essere già in vigore.

Se le sto implementando ora (ad esempio per garantire la minimizzazione nell’accesso ai dati secondo l’art. 25.2) sto ovviamente evidenziando (e documentando) che tali misure in precedenza non erano presenti.

Ulteriore tema molto importante anche perché molto frequente è quello del conflitto di interesse.

Capita spesso che il consulente (persona fisica o azienda) che abbia implementato il modello privacy si proponga anche come DPO o come auditor.

È evidente che tale situazione appare non conforme, in particolare per quanto attiene la posizione del DPO. Un soggetto non può controllare sé stesso.

Chi propone quindi un servizio che comprenda sia la parte di consulenza, sia la parte di DPO non offre una buona prestazione ai propri clienti, nemmeno se si utilizzano soggetti diversi per svolgere le due attività.

Ovviamente una scelta di questo tipo non è senza conseguenze, sia per chi la propone, sia per chi ne usufruisce.

Infatti se ho implementato un modello non posso anche verificare se quel modello è valido (e questo è fra gli altri il compito di “sorveglianza” del DPO).

Interpretare l’attività di sorveglianza/verifica come la semplice spunta del fatto che quanto previsto nel modello privacy sia agito (ad esempio viene raccolto il consenso là dove previsto?) omette la parte più importante del lavoro di verifica: la verifica del modello implementato.

Quindi affidare allo stesso professionista/azienda l’attività prima di consulente e poi di DPO comporta conseguenze non banali per il Titolare:

  • lo priva di una reale verifica, con il rischio quindi di perseverare con un modello privacy non conforme e le relative conseguenti sanzioni;
  • lo pone nella condizione di essere sanzionato per non aver scelto correttamente un DPO, operando quello che ha scelto il conflitto di interessi.

Il Titolare comunque può tranquillamente rivalersi sul DPO in questo caso.

Infatti è proprio compito del DPO evidenziare una non conformità, causata in questo caso non solo da una sua mancanza, ma da una sua azione volontaria.

Non va infatti dimenticato che per il DPO la normativa privacy non prevede sanzioni, ma che il DPO risponde civilmente nei confronti del Titolare per le conseguenze derivanti dalle sue inadempienze.

Per maggiori dettagli su questo tema rimando al precedente articolo: Il DPO e il rischio di conflitto di interessi: profili e allocazione delle responsabilità.

Si potrebbe continuare con molti altri esempi, ma il tempo e lo spazio sono limitati.

WHITEPAPER
Perché impostare una strategia di manutenzione dei server?
Datacenter
Sicurezza
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 2