AI

Ecco il Regolamento UE sull’intelligenza artificiale, sul percorso del GDPR

Appena uscita la bozza ufficiale del “Regolamento sull’approccio europeo per l’intelligenza artificiale”, della Commissione europea. Il nuovo regolamento, per i temi dell’AI, sembra porsi come evoluzione del GDPR, prendendo atto della grande accelerazione che questa tecnologia ha avuto nel frattempo e sta avendo con la pandemia. Sanzioni più alte di quelle GDPR: fino a 6% del fatturato globale

Pubblicato il 21 Apr 2021

Marina Rita Carbone

Consulente privacy

La bozza del “Regolamento sull’approccio europeo per l’intelligenza artificiale” (“Regulation on a european approach for artificial intelligence”), presentata pochi minuti fa dalla Commissione Ue, inserita all’interno della più generale strategia digitale europea, rappresenta un importante passo avanti nella gestione dei sistemi di intelligenza artificiale e riconoscimento facciale.

Tale normativa istituisce numerose novità nella gestione e nella verifica dei sistemi di IA utilizzati, in particolar modo, nel settore della videosorveglianza e del riconoscimento facciale, con punti di contatto con i principi fondamentali che sono alla base del ben noto GDPR, regolamento cardine dell’intera strategia europea. 

Nel seguito, una breve disamina di quelle che sono le principali novità e i punti di contatto dei due Regolamenti, che sembrano più volte dialogare tra loro. Il nuovo regolamento, per i temi dell’AI, sembra porsi come evoluzione del GDPR, prendendo atto della grande accelerazione che questa tecnologia ha avuto nel frattempo e sta avendo con la pandemia. 

Persino le sanzioni sono più alte di quelle Gdpr, per chi viola il regolamento su AI: fino al 6 per cento del fatturato globale (contro il 4% del Gdpr e che c’era nell’ultima bozza del regolamento AI).

Teniamo sempre contatto che è una proposta che passerà il vaglio di Parlamento e Consiglio e ci vorranno anni prima di vederla attuata.

Lo scopo perseguito dal Regolamento sull’IA

Nei primi considerando del Regolamento, la Commissione Europea svolge un importante excursus sugli elementi storico-fattuali che hanno reso necessario adottare un testo che potesse dettare degli standard nel processo di elaborazione dei dati da parte dei sistemi di intelligenza artificiale.

WHITEPAPER
Certificazioni GDPR: tutti i vantaggi per le organizzazioni che vi aderiscono
Legal
Privacy

L’avanzamento tecnologico, infatti, ha portato tali sistemi ad evolversi molto rapidamente, apportando numerosi benefici sia economici che sociali sia nel panorama industriale che nelle attività sociali. “Migliorando la previsione, ottimizzando le operazioni e l’allocazione delle risorse e personalizzando la fornitura di servizi”, si afferma nel Considerando 1, “l’uso dell’intelligenza artificiale può fornire vantaggi competitivi chiave alle aziende e supportare il raggiungimento di risultati socialmente e ambientalmente vantaggiosi, ad esempio nel settore sanitario, agricolo, educativo, della gestione delle infrastrutture, dell’energia, dei trasporti e della logistica, dei servizi pubblici, della sicurezza e della mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici”.

Tuttavia, i sistemi di intelligenza artificiale possono portare con sé anche numerosi svantaggi, ove non correttamente impostati o nel caso in cui se ne faccia un uso abusivo: alcuni degli usi e delle applicazioni dell’intelligenza artificiale, infatti, possono addirittura causare dei danni sia materiali che immateriali ai singoli individui, sia nei confronti della loro sicurezza e salute, che nei confronti dei loro beni o di altri diritti e interessi fondamentali individuali tutelati dal diritto dell’UE. 

Per tale ragione, si rende alquanto necessario, in questo preciso momento storico, sviluppare “un quadro giuridico che istituisce un approccio europeo in materia di intelligenza artificiale per promuovere lo sviluppo e l’adozione di sistemi di intelligenza artificiale che soddisfino un elevato livello di protezione degli interessi pubblici”.

Allo stesso tempo, la definizione di standard minimi di qualità e sicurezza dei sistemi, potranno migliorare il funzionamento del mercato interno, creando le condizioni per lo sviluppo di un vero e proprio “ecosistema” di fiducia che copra l’intero processo di produzione, commercializzazione, vendita e utilizzo dell’intelligenza artificiale all’interno dell’Unione.

 

Le pratiche vietate

Ai sensi dell’art. 5 del Regolamento, sono vietate le seguenti pratiche di intelligenza artificiale (si noti che non è più vietata di per sé la “sorveglianza di massa” a differenza di quanto indicato nella precedente bozza).

(a) l’immissione sul mercato, la messa in servizio o l’uso di un sistema di intelligenza artificiale che utilizza tecniche subliminali che vanno oltre la coscienza di una persona, al fine di distorcerne materialmente il comportamento in un modo tale da causare o da rendere probabile causare a tale persona o ad un’altra persona un danno fisico o psicologico;

b) l’immissione sul mercato, la messa in servizio o l’uso di un sistema di intelligenza artificiale che sfrutta una qualsiasi delle vulnerabilità di un gruppo specifico di persone a causa della loro età, disabilità fisica o mentale, al fine di falsare materialmente il comportamento di una persona appartenente a tale gruppo in un modo che causi o possa causare tale persona o un’altra persona un danno fisico o psicologico;

c) l’immissione sul mercato, la messa in servizio o l’utilizzo di sistemi di IA da parte o per conto di autorità pubbliche per la valutazione o la classificazione dell’affidabilità delle persone fisiche per un certo periodo di tempo, sulla base del loro comportamento sociale o di caratteristiche personali note o previste, con assegnazione di un “punteggio sociale” (social scoring”) che porta a uno o entrambi i seguenti risultati:

  1. trattamento pregiudizievole o sfavorevole di talune persone fisiche o di interi gruppi in contesti sociali estranei ai contesti in cui i dati sono stati originariamente generati o raccolti;
  2. trattamento pregiudizievole o sfavorevole di talune persone fisiche o di interi gruppi che sia ingiustificato o sproporzionato rispetto al loro comportamento sociale o alla sua gravità;

Riconoscimento facciale in tempo reale vietato con eccezioni

d) l’uso di sistemi di identificazione biometrica remota “in tempo reale” in spazi accessibili al pubblico ai fini dell’applicazione della legge, a meno che e nella misura in cui tale uso sia strettamente necessario per la persecuzione di una serie di obiettivi di sicurezza pubblica e prevenzione della criminalità:

  • la ricerca mirata di specifiche potenziali vittime di azioni criminose, compresi bambini scomparsi;
  • la prevenzione di una minaccia specifica, sostanziale e imminente minaccia alla vita o alla all’incolumità fisica delle persone fisiche ovvero di un attentato terroristico;
  • l’individuazione, la localizzazione, l’identificazione o il perseguimento di un autore o sospettato di un reato di cui all’articolo 2, paragrafo 2, della decisione quadro 2002/584/GAI del Consiglio e punibile nello Stato membro interessato da una pena detentiva o da una misura di sicurezza per un periodo massimo di almeno tre anni, come stabilito dal diritto di tale Stato membro.

In relazione a quest’ultimo punto, si rileva come debba esserci un’autorizzazione all’utilizzo di tali sistemi di identificazione biometrica da remoto “in tempo reale” concessa da un’autorità giudiziaria o da un’autorità amministrativa indipendente dello Stato membro in cui deve avvenire l’uso, rilasciata su richiesta motivata e conformemente alle norme dettagliate dal diritto nazionale dello Stato Membro interessato. Tuttavia, in una situazione di urgenza debitamente giustificata, l’uso del sistema può avvenire anche senza autorizzazione, richiedendo quest’ultima solo durante o dopo l’uso.

L’autorità giudiziaria o amministrativa competente, al fine di rilasciare l’autorizzazione, valuterà, sulla base di elementi oggettivi o di indicazioni chiare che le sono state presentate, che l’uso del sistema di identificazione biometrica remota “in tempo reale” in questione è necessario e proporzionato al conseguimento di uno degli obiettivi indicati alla lettera d) dell’art. 5.

I principali punti di contatto col GDPR

Svolte le dovute premesse, andiamo ad analizzare quali sono le similitudini e i punti di contatto che il Regolamento sull’IA mostra con il GDPR:

Una prima assonanza può riscontrarsi già nelle definizioni: sulla scorta di quanto definito dall’art. 4 del GDPR in merito alla definizione di cosa possa ritenersi un “dato biometrico”, il nuovo Regolamento provvede, infatti, a definire cosa possa, a sua volta, essere qualificato come un “sistema di identificazione biometrica da remoto”, specificando che trattasi di un sistema automatizzato il cui scopo è quello di identificare le persone a distanza sulla base dei loro dati biometrici, ossia di tutti i dati “relativi alle caratteristiche fisiche, fisiologiche o comportamentali di una persona fisica che ne consentono o confermano l’identificazione univoca, quali l’immagine facciale o i dati dattiloscopici”.

Il conformity assessment e la valutazione del rischio

Parimenti a quanto previsto dal GDPR, in capo al produttore si pone anche un obbligo di svolgere un c.d. conformity assessment, ovvero di mettere in atto un processo, prima che il prodotto sia commercializzato, che possa dimostrare se i requisiti del Regolamento siano stati rispettati, al pari di quanto avviene nel GDPR, all’interno del quale il principale strumento di assessment è rappresentato dal Registro delle attività di trattamento e dallo svolgimento di idonee valutazioni del rischio che il trattamento stesso può comportare nei confronti dell’interessato.

Proprio in merito alla valutazione del rischio, il nuovo Regolamento sull’IA mostra i principali punti di contatto con la disciplina sulla tutela dei dati personali: è espressamente richiesto, infatti, alla luce del rilevante impatto che di base ogni sistema di intelligenza artificiale ha nei confronti dell’individuo, che dovrà essere determinato, contrariamente a quanto avviene nel GDPR, sulla base di una serie di criteri ben precisi, definiti negli artt. 6 e seguenti del testo normativo.

Dovrà essere anche implementato un sistema di gestione del rischio, ai sensi dell’art. 9 del nuovo Regolamento sull’IA, anch’esso documentale e periodicamente monitorato e implementato, in relazione al mutamento del rischio connesso all’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale. Il sistema di gestione del rischio prevede una serie di step successivi da porre in atto:

  1. identificazione e analisi dei rischi noti e prevedibili associati a ciascun sistema di IA ad alto rischio;
  2. stima e valutazione dei rischi che possono emergere quando il sistema di IA ad alto rischio viene utilizzato conformemente allo scopo previsto e in condizioni di uso improprio ragionevolmente prevedibile;
  3. valutazione di altri rischi eventualmente derivanti dall’analisi dei dati raccolti dal sistema di monitoraggio post-mercato di cui all’articolo 61;
  4. adozione di adeguate misure di gestione dei rischi conformemente alle disposizioni dei paragrafi seguenti.

I set di dati utilizzati nella fase di sviluppo e di testing del sistema, pertinenti, rappresentativi, liberi da errori e completi, oltre che dotati delle proprietà statistiche appropriate, anche per quanto riguarda le persone o i gruppi di persone sulle quali è destinato ad essere utilizzato il sistema di IA ad alto rischio.

In un’ottica di pura “accountability”, i risultati elaborati dai sistemi ad alto rischio dovranno essere poi verificati e tracciati lungo l’intero arco di vita del sistema.

Gli obblighi di trasparenza

La previsione di precisi obblighi di trasparenza sul funzionamento del sistema non solo nei confronti dell’interessato, ma anche nei confronti di chi acquista e utilizza tali sistemi all’interno dei propri servizi: dovrà, infatti, essere fornita tutta la documentazione tecnica che possa non solo dimostrare la compliance ai requisiti del regolamento, ma farne comprendere il funzionamento. Si legge, infatti, all’art. 13, che I sistemi di IA ad alto rischio “devono essere progettati e sviluppati in modo da garantire che il loro funzionamento sia sufficientemente trasparente da consentire agli utenti di interpretare l’output del sistema e utilizzarlo in modo appropriato”. Ne deriva l’obbligo di accompagnare ai sistemi commercializzati delle istruzioni per l’uso in un formato digitale appropriato o in altro modo che includano informazioni concise, complete, corrette e chiare pertinenti, accessibili e comprensibili per gli utenti”:

  1. l’identità e i recapiti del fornitore e, se del caso, del suo rappresentante autorizzato;
  2. le caratteristiche, le capacità e i limiti delle prestazioni del sistema di IA ad alto rischio, tra cui:
    • lo scopo;
  • il livello di accuratezza, robustezza e cibersicurezza rispetto al quale il sistema di IA ad alto rischio è stato testato e convalidato e che ci si può aspettare, e ogni circostanza nota e prevedibile che possa avere un impatto su tale livello previsto di accuratezza, robustezza e cibersicurezza;
  • qualsiasi circostanza nota o prevedibile, connessa all’uso del sistema di IA ad alto rischio conformemente allo scopo previsto o in condizioni di uso improprio ragionevolmente prevedibile, che possa comportare rischi per la salute e la sicurezza o i diritti fondamentali;
    • le sue prestazioni per quanto riguarda le persone o i gruppi di persone sui quali il sistema è destinato ad essere utilizzato;
  • se del caso, specifiche per i dati di input o qualsiasi altra informazione pertinente in termini di serie di dati di formazione, convalida e prova utilizzati, tenendo conto dello scopo previsto del sistema di IA;
  1. le modifiche al sistema di IA ad alto rischio e le sue prestazioni che sono state predeterminata dal fornitore al momento della valutazione iniziale della conformità, se del caso;
  2. le misure di vigilanza umana di cui all’articolo 14, comprese le misure tecniche messe in atto per facilitare l’interpretazione dei risultati dei sistemi di IA da parte degli utilizzatori;
  3. la durata prevista del sistema di IA ad alto rischio e tutte le misure di manutenzione e assistenza necessarie per garantire il corretto funzionamento di tale sistema di IA, anche per quanto riguarda gli aggiornamenti software.

Un obbligo, questo, che ricorda l’obbligo del titolare del trattamento di fornire agli interessati un’informativa, chiara, concisa e intelligibile che contenga gli elementi essenziali del trattamento.

Sicurezza e affidabilità dei sistemi

Deve poi essere sempre preservata l’accuratezza, la robustezza, la resilienza e la sicurezza dei sistemi di IA (allo stesso modo in cui deve essere garantita la riservatezza, l’esattezza e la sicurezza dei dati personali nel GDPR). In tal senso, può vedersi un parallelismo tra il Regolamento sull’IA e quanto previsto dall’art. 32 GDPR, che richiede al titolare e al responsabile del trattamento di mettere in atto misure tecniche e organizzative adeguate per garantire un livello di sicurezza adeguato al rischio, tenendo conto dei rischi presentati dal trattamento che derivano in particolare dalla distruzione, dalla perdita, dalla modifica, dalla divulgazione non autorizzata o dall’accesso, in modo accidentale o illegale, a dati personali trasmessi, conservati o comunque trattati.

Anche l’adeguatezza delle misure di sicurezza dovrà essere regolarmente monitorata, anche al fine di verificare se vi siano anomalie o irregolarità nel funzionamento dei sistemi.

Per tutti i sistemi di intelligenza artificiale ritenuti “ad alto rischio” si richiede espressamente di svolgere di una Valutazione d’Impatto sulla protezione dei dati ai sensi dell’art. 35 GDPR.

In ultimo, si prevede l’obbligo, all’art. 62, per i fornitori dei sistemi di IA ad alto rischio di notificare alle Autorità competenti nazionali ogni serio incidente o malfunzionamento del sistema di IA che possa costituire una “violazione” ai sensi della legge dell’UE e degli stati membri, similarmente a quanto previsto nel GDPR per l’obbligo di notifica dei data breach. Tale notifica deve essere effettuata immediatamente dopo che il fornitore ha stabilito un nesso causale tra il sistema di IA e l’incidente o il malfunzionamento o la ragionevole probabilità di tale collegamento e, in ogni caso, non oltre 15 giorni dopo che i fornitori sono a conoscenza del grave incidente o del malfunzionamento.

WHITEPAPER
La Top 5 delle minacce informatiche e come contrastarle
Sicurezza
Cybersecurity
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Valuta questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr