Lo scenario

DSA e DMA approvati: ecco cosa cambia per le piattaforme online

Il DSA, Digital services act, e il DMA, Digital markets act, sono stati approvati dal Parlamento europeo e costituiscono un pacchetto normativo che punta a regolamentare le piattaforme digitali online: vediamo tutti i dettagli delle due leggi e quali sono le misure che ora bisognerà adottare per essere in regola

06 Lug 2022
C
Marina Rita Carbone

Consulente privacy

Nel corso della sessione plenaria del Parlamento Europeo tenutasi il 5 luglio, è stato approvato il pacchetto di norme volto a regolare i servizi digitali, altresì noto come Digital Services Package, composto dal Digital Services Act (DSA) e dal Digital Markets Act (DMA). Il pacchetto di servizi digitali va a definire un primo quadro regolamentare completo da applicarsi a tutte le piattaforme digitali online cui facciamo normalmente affidamento ogni giorno, sia a livello personale che professionale, per la creazione di uno spazio digitale più sicuro ed equo.

Più nel dettaglio, il DMA è stato approvato con 588 voti a favore, 11 contrari e 31 astenuti, mentre il DSA ha ricevuto 539 voti a favore, 54 contrari e 30 astenuti. Le nuove norme saranno applicate dalla Commissione per le maggiori piattaforme online attive nell’UE. La Commissione sta adottando tutte le misure necessarie per essere pronta ad assumere questo ruolo al momento dell’entrata in vigore delle norme.

Commissione UE in prima linea contro gli abusi sui minori, in un delicato bilanciamento con la privacy

DMA e DSA, gli obiettivi

Le due norme, proposte dalla Commissione Europea nel dicembre 2020, hanno lo scopo di creare uno spazio digitale “più sicuro e aperto, fondato sul rispetto dei diritti fondamentali” in tutta l’UE. L’adozione del pacchetto sui servizi digitali in prima lettura da parte del Parlamento europeo fa seguito all’accordo politico raggiunto dal Parlamento Europeo e dagli Stati Membri sulla legge sui mercati digitali il 24 marzo e sulla legge sui servizi digitali il 23 aprile di quest’anno. 

Digital event
Torna il Cybersecurity 360 Summit strategia nazionale di cybersicurezza. Online, 27 ottobre
Sicurezza
Sicurezza dei dati

Margrethe Vestager, vicepresidente esecutiva per un’Europa pronta all’era digitale, ha commentato la notizia in una nota ufficiale affermando: “Il Parlamento europeo ha adottato una novità mondiale: una regolamentazione forte e ambiziosa delle piattaforme online. La legge sui servizi digitali consente la protezione dei diritti degli utenti online. La legge sui mercati digitali crea mercati online equi e aperti. Ad esempio, l’incitamento all’odio illegale può anche essere affrontato online. E i prodotti acquistati online devono essere sicuri. Le grandi piattaforme dovranno astenersi dal promuovere i propri interessi, condividere i propri dati con altre aziende, abilitare più app store. Perché con le dimensioni arriva la responsabilità – come una grande piattaforma, ci sono cose che devi fare e cose che non puoi fare”. 

Anche Thierry Breton, Commissario per il Mercato interno, ha dichiaro che “dieci anni fa è stata voltata una pagina sulle banche ‘troppo grandi per fallire’. Ora, con DSA e DMA, stiamo voltando pagina sulle piattaforme troppo grandi per preoccuparsene. Stiamo finalmente costruendo un mercato digitale unico, il più importante nel mondo libero. Le stesse regole prevedibili si applicheranno, ovunque nell’UE, per i nostri 450 milioni di cittadini, offrendo a tutti uno spazio digitale più sicuro e più equo”.

I testi delle due regolamentazioni, successivamente all’adozione del pacchetto sui servizi digitali in prima lettura da parte del Parlamento Europeo, dovranno ora essere formalmente adottati dal Consiglio dell’Unione Europea: successivamente, si provvederà alla pubblicazione delle norme in Gazzetta Ufficiale. Entrambi gli atti, si legge nel comunicato ufficiale reso dalla Commissione Europea, entreranno in vigore 20 giorni dopo la loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale, nell’autunno di quest’anno.

Digital Services Act: i punti fondamentali

Già il 23 aprile era stato trovato un accordo, tra il Parlamento Europeo e gli Stati Membri circa il tenore della proposta di legge sui servizi digitali (o DSA). Scopo della normativa in esame è quella di definire un nuovo standard per la responsabilità delle piattaforme digitali in riferimento alla diffusione di contenuti illegali e dannosi, al fine di fornire maggiori tutele nei confronti degli utenti e dei loro diritti fondamentali. La definizione di un quadro unico e conforme in tutta l’UE consentirà, nelle intenzioni dei legislatori europei, anche alle piattaforme più piccole di espandersi, nel rispetto dei presidi posti dalla normativa.

In linea generale, il DSA prevede per le grandi piattaforme digitali (identificate con l’acronimo VLOPs – very large online platforms) specifici obblighi di moderazione e supervisione, volti ad evitare che le stesse ricoprano il ruolo di “cassa di risonanza” per contenuti illegali e dannosi, come fake news, contenuti di incitamento all’odio, e altro. A tal riguardo, il DSA prevede nuove disposizioni atte a garantire la trasparenza delle piattaforme circa le modalità di funzionamento degli algoritmi che suggeriscono all’utente nuovi contenuti conformi alle preferenze dallo stesso espresse, e introduce degli obblighi di preventiva valutazione del rischio di diffusione di disinformazione e contenuti dannosi.

Le misure del DSA

Oltre a ciò, si prevedono delle procedure di più rapida rimozione dei contenuti illegali e nuovi strumenti per tutelare i diritti fondamentali degli utenti; in particolare, si definisce un meccanismo di c.d. “notice and action” (o avviso e azione), unitamente a strumenti di salvaguardia, atti alla rimozione dei contenuti illegali: una volta ricevuto l’avviso, si prevede che i fornitori di servizi di hosting debbano attuare misure di sicurezza “senza indebito ritardo, tenendo conto del tipo di contenuto illegale che viene notificato e dell’urgenza di agire”.

Più nel dettaglio, il DSA prevede:

  • misure per contrastare la diffusione di beni, servizi o contenuti illegali online, quali: un meccanismo che permetta agli utenti di segnalare detti contenuti in modo semplice e alle piattaforme di cooperare con i cosiddetti “segnalatori attendibili”; obblighi di tracciabilità degli utenti commerciali nei mercati online;
  • nuove misure per responsabilizzare gli utenti e la società civile, tra cui: la possibilità di contestare le decisioni di moderazione dei contenuti delle piattaforme e di richiedere un risarcimento, sia attraverso un meccanismo di controversia extragiudiziale che un ricorso giurisdizionale; fornire ai ricercatori l’accesso ai dati chiave delle piattaforme più grandi ed alle ONG l’accesso ai dati pubblici, per fornire maggiori informazioni sull’evoluzione dei rischi online; nuove misure di trasparenza sugli algoritmi utilizzati per raccomandare contenuti o prodotti agli utenti. Si prevede anche il divieto di utilizzare c.d. dark pattern o pratiche ingannevoli, volti ad indurre gli utenti a compiere determinate scelte e attuare determinati comportamenti in modo fraudolento;
  • misure per valutare e mitigare i rischi, quali: l’obbligo per le VLOPs e i grandi motori di ricerca di intraprendere azioni basate sul rischio, per prevenire l’uso improprio dei loro sistemi, nonché l’obbligo di sottoporsi a audit indipendenti dei sistemi di gestione del rischio adottati;
  • meccanismi di adattamento rapido ed efficiente in risposta ad eventuali crisi che incidono sulla sicurezza pubblica o sulla salute pubblica;
  • nuove garanzie per la tutela dei minori e limiti all’utilizzo dei dati personali sensibili per la pubblicità mirata (ossia il divieto di utilizzare determinati tipo di pubblicità mirata sulle piattaforme online per bambini o specifiche categorie di dati personali, come etnia, opinioni politiche, orientamento sessuale);
  • nuovi obblighi di vigilanza da parte della Commissione sulle VLOPs, con il supporto degli Stati Membri e del nuovo Consiglio Europeo per i servizi digitali.

Detti obblighi si applicheranno a tutti i servizi digitali che forniscono ai consumatori beni, servizi o contenuti, ossia fungono da intermediari. La tipologia e quantità di obblighi muta, tuttavia, in base al ruolo, alla dimensione dell’azienda e all’impatto della stessa sull’ecosistema digitale.

Tra i servizi di intermediazione online destinatari del regolamento rientrano:

  • servizi di intermediazione che offrono infrastrutture di rete: provider di accesso a Internet, servizi di registrazione di nomi di dominio;
  • servizi di hosting come servizi di cloud computing e webhosting;
  • piattaforme online che riuniscono venditori e consumatori come mercati online, app store, piattaforme di economia collaborativa e piattaforme di social media;
  • piattaforme online e motori di ricerca molto grandi (VLOPs), che raggiungono oltre il 10% dei 450 milioni di consumatori nell’UE, che potrebbero parimenti comportare rischi particolari nella diffusione di contenuti illegali e danni sociali.

Specifiche esenzioni sono previste per le micro e le piccole imprese, oltre ad un’esenzione dagli obblighi enunciati per un periodo transitorio di 12 mesi dall’entrata in vigore del regolamento.

Digital Markets Act, cosa dice

Come anticipato, per il Digital Markets Act un accordo tra il Parlamento Europeo e gli Stati Membri era stato trovato già il 24 marzo. Scopo della normativa in esame, contrariamente al Digital Services Act, è quello di definire una serie di regole per i “gatekeeper” digitali ossia per tutte quelle piattaforme che rivestono all’interno del mercato digitale un ruolo strategico di collegamento tra le aziende e i consumatori.

Più nello specifico, i gatekeeper sono identificati come quelle piattaforme online (servizi di intermediazione, di advertising e pubblicità online, motori di ricerca, social media, piattaforme di condivisione video, messaggistica, browser web, assistenti virtuali, sistemi operativi) che soddisfano i seguenti criteri:

  • ha una forte posizione economica, un impatto significativo sul mercato interno ed è attiva in più paesi dell’UE;
  • ha una forte posizione di intermediazione, il che significa che collega una vasta base di utenti a un gran numero di aziende;
  • ha (o sta per avere) una posizione radicata e duratura nel mercato, il che significa che è stabile nel tempo se la società ha soddisfatto i due criteri di cui sopra in ciascuno degli ultimi tre esercizi.

A detti criteri si affiancano specifici criteri quantitativi:

  • fatturato annuo di almeno 7,5 miliardi di euro;
  • capitalizzazione di mercato di almeno 75 miliardi di euro;
  • almeno 45 milioni di utenti finali mensili attivi;
  • almeno 100.000 utenti commerciali con sede in UE;
  • controllo di almeno un’altra piattaforma di servizi.

Disciplinando il mercato digitale, gli utenti commerciali potranno godere di un ambiente maggiormente equo, e le start-up tecnologiche avranno “nuove opportunità per competere e innovare nell’ambiente della piattaforma online senza dover rispettare termini e condizioni sleali che ne limitano lo sviluppo”.

Gli impatti sui consumatori

Anche per i consumatori potrà assistersi ad un miglioramento dei servizi e alla proliferazione di possibilità tra cui scegliere per lo stesso servizio, accedendo ai servizi a condizioni e prezzi potenzialmente più equi. I gatekeeper, precisa la Commissione, “manterranno tutte le opportunità per innovare e offrire nuovi servizi. Semplicemente non sarà loro consentito utilizzare pratiche sleali nei confronti degli utenti aziendali e dei clienti che dipendono da loro per ottenere un vantaggio indebito”.

Ai gatekeeper, identificati sulla base dei citati specifici criteri quantitativi e qualitativi, il DMA chiede il rispetto di una serie di obblighi di “fare” e “non fare”. A titolo esemplificativo, si prevede che i gatekeeper dovranno:

  • consentire a terzi di interagire con i propri servizi in determinate situazioni;
  • consentire agli utenti aziendali di accedere ai dati generati dagli stessi durante l’utilizzo della piattaforma dei gatekeeper medesimi;
  • agli inserzionisti e agli editori dovrà essere garantito l’accesso a tutti i dati relativi ai loro annunci in tempo reale e gratuitamente per assicurarsi di ottenere il miglior rapporto qualità-prezzo;
  • consentire ai propri utenti business di promuovere la propria offerta e concludere contratti con i propri clienti anche al di fuori della piattaforma, a condizioni simili;
  • notiziare la Commissione Europea di acquisizioni e fusioni.

I social media, gli app store e i motori di ricerca, poi, dovranno applicare condizioni contrattuali eque, ragionevoli e non discriminatorie alle società terze che usufruiscono delle proprie piattaforme. Parimenti, i sistemi operativi dovranno consentire l’installazione di app store alternativi, seppur nel rispetto dei dovuti requisiti di sicurezza informatica.

I divieti per le piattaforme

Parimenti, si prevede il divieto per le piattaforme di:

  • favorire i loro servizi e prodotti, costringendo le aziende a utilizzarli o impedendo alle stesse di utilizzare canali alternativi a condizioni più favorevoli;
  • impedire ai consumatori di collegarsi ad aziende al di fuori delle piattaforme del gatekeeper (ossia, ad esempio, impedire l’interoperabilità tra diverse piattaforme di messaggistica istantanea);
  • impedire agli utenti di disinstallare qualsiasi software o app preinstallato, se lo desiderano;
  • tracciare gli utenti finali al di fuori del servizio della piattaforma principale dei gatekeeper ai fini della pubblicità mirata, senza che sia stato concesso un consenso effettivo.

I gatekeeper dovranno, inoltre, garantire l’interoperabilità dei servizi di terzi con il loro hardware e software gratuitamente: allo stesso modo, gli utenti dovranno poter avanzare richieste di portabilità dei dati generati su un dispositivo o un’applicazione in via gratuita.

All’interno del DMA si prevede, inoltre, un’inversione dell’onere della prova: dovrà essere il gatekeeper a dimostrare la conformità al regolamento. Nel caso in cui non sia dimostrata la conformità agli obblighi previsti dal testo normativo, le sanzioni possono arrivare fino al 10% del fatturato annuo globale della società, o al 20% nel caso in cui le violazioni siano ripetute.

Alle sanzioni economiche si possono affiancare sanzioni amministrative, come il divieto di porre in essere acquisizioni.

17 novembre, milano
Spalanca le porte all’innovazione digitale! Partecipa a MADE IN DIGItaly
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
PA
Sostemibilità
Analisi
Formazione
Salute digitale
Sicurezza
Sostenibilità
Digital Economy
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 4