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Security, non securAIty: l’evoluzione degli strumenti di difesa



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La sicurezza cyber deve coinvolgere anche l’IA: è vero, ma non è possibile delegarla a questi sistemi. O, peggio ancora, considerarli come un focus principale sia d’attacco che di difesa. Altrimenti il rischio è quello di perdere quella visione d’insieme necessaria per mantenere una corretta postura di sicurezza cyber

Pubblicato il 28 ago 2026

Stefano Gazzella

Data Protection Officer, Giornalista



Security, non securAIty
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Mettere alla prova la sicurezza con l’IA? Facile a dirsi, un po’ meno a comprendere che cosa effettivamente s’intenda (step 1) e si voglia andare a fare (step 2).

Un po’ come un incantesimo, che ha componenti somatiche, verbali, talvolta materiali, che devono essere sapientemente combinate per non incorrere in qualche effetto indesiderato.

O in un nulla di fatto, che per un rapporto di genere a specie comunque appartiene al novero degli effetti indesiderati salvo rarissime eccezioni di qualche vendor un po’ troppo spregiudicato.

Security, non securAIty: l’evoluzione degli strumenti di difesa

Tanto gli scenari d’attacco che gli strumenti di difesa si sono evoluti con l’introduzione dell’IA, quindi tutto sta nel saper dosare in modo attento rischi e mitigazioni.

Con tutte le inevitabili distorsioni del caso, che al più possono essere ridotte ai minimi termini ma mai neutralizzate del tutto.

Si pensi alle trappole cognitive dell’arroganza epistemica, al sovraffidamento o altrimenti ai “cigni neri invisibili” che sfuggono anche al più attento osservatore. Figuriamoci a chi non li cerca nemmeno o scientemente li ignora.

Non si può dire fiducia senza dire IA

Cosa fare, dunque? Semplice: rideclinare il principio di Zero Trust alle nuove dinamiche in cui è coinvolta l’IA.

Questo significa computare tutte le vulnerabilità proprie tanto dell’IA quanto dei LLM impiegati, così come degli agenti.

Ma questo non è sufficiente, perché bisognerà valutare anche l’evoluzione dei metodi di attacco andando a rafforzare i presidi posti a difesa. Che, spoiler, si pongono sempre più lato utente.

Adottando sempre un approccio multilivello, così da estendere il cyber range a ciò che può essere fatto attraverso l’IA, considerando ambiente e strumenti. Come insegnano i test condotti da Irregular, dopotuttto.

Il concetto di fiducia, inteso nell’accezione più prosaica contemplata dal mondo cyber, va imposto anche ai sistemi di IA. Attenzione a fare il contrario, però, ritenendo un sistema cyber sicuro o affidabile in quanto presidiato da o contro sistemi di IA.

In quest’ultimo caso, è una formula che è destinata a non funzionare. O a funzionare malissimo.

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