Vibe coding

Avvelenare un modello LLM è diventato facile ed economico


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Grazie allo sviluppo dell’IA generativa, possiamo farci scrivere software dai modelli linguistici di grandi dimensioni. Ma quanto si può essere certi che al suo interno non vi sia del codice maligno? Ecco i rischi che si corrono

Pubblicato il 19 ott 2026



OpenAI e Anthropic si aprono all'USAISI; Anthropic Claude Code Security: l'AI è parte integrante della superficie di attacco e della difesa; Anthropic, leak del codice di Claude, 500mila righe esposte per errore: i rischi per la supply chain software; Mythos, Gpt 5.3 Cyber: come attrezzarci contro il diluvio di attacchi in arrivo; Claude Fable 5 e Mythos 5: capacità di frontiera per fare danni e safeguard rimossi, le conseguenze per la comunità della difesa




Viene generalmente chiamato, con un anglicismo, vibe coding. Il termine è stato coniato nel febbraio 2025 da Andrej Karpathy, un ex dipendente della Tesla, e indica la possibilità di fornire a un chatbot un prompt di un paio di righe per ottenere facilmente – e in pochi minuti – un programma fatto e finito. A volte può servire qualche ulteriore interazione per ottenere le rifiniture finali; ma, per un utilizzo domestico, la faccenda raramente si complica.

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