Cyber spazio e spazio fisico non sono più domini separati, ma due facce della stessa sfida: la sicurezza, la competitività e l’autonomia strategica di un Paese nell’era digitale.
Il 10 luglio 2026, a Palazzo Giustiniani al Senato, queste due dimensioni sono state unite e concretizzate durante una densa giornata di lavori che ha visto due importanti momenti: la presentazione ufficiale del Polo Italiano per il Cyber e la Space Economy (PICS) e la firma del Memorandum d’Intesa con Trends Research & Advisory di Abu Dhabi, che apre un capitolo nuovo nella cooperazione tecnologica tra Italia ed Emirati Arabi Uniti.
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Il Polo Italiano per il Cyber e la Space Economy: finalità e obiettivi
Il PICS nasce dall’accordo quadro tra la Fondazione AISES SPES Academy “Carlo Azeglio Ciampi” e il Consiglio Nazionale delle Ricerche. È stato annunciato alla Camera dei deputati a fine giugno 2026, nel corso del convegno Italia nello spazio, dalla sovranità tecnologica alla crescita del sistema Paese.
L’obiettivo è costruire un punto di riferimento nazionale per alta formazione, ricerca applicata, innovazione e trasferimento tecnologico, con una visione precisa: integrare il dominio cyber e quello spaziale in un unico ecosistema strategico, considerati entrambi centrali per la sicurezza nazionale, la competitività industriale e l’autonomia tecnologica europea.
Valerio De Luca, presidente del PICS e della Fondazione AISES ha chiarito come “il Polo nasce con l’ambizione di costruire un ecosistema nazionale capace di mettere in rete istituzioni, imprese, università e centri di ricerca. Oggi la competitività di una nazione si misura sulla capacità di presidiare i domini strategici del cyber e dello spazio, investendo nelle competenze, nell’innovazione e nella formazione delle future classi dirigenti”.
Il PICS è concepito come sistema aperto. un ecosistema tra pubblico e privato, mondo della difesa, industria e ricerca.
Come ha spiegato Luigi Martino, docente di cyber security all’Università di Bologna e direttore del Polo, cyber spazio e space economy non possono più essere considerati domini separati. Costituiscono un unico ecosistema integrato. “Il cambio di paradigma è reale. Spazio e cyber nascono come ambienti dual use e la distinzione fra civile e militare si fa sempre più sottile. L’obiettivo del PICS è creare una comunità civile e sociale attorno alle tematiche dello spazio e della cyber sicurezza”.
Le fasi operative del PICS
Il lavoro del PICS si articola in tre fasi operative:
- raccolta dei bisogni e definizione degli scenari di utilizzo;
- mappatura delle competenze e composizione di team ibridi tra ricerca e industria;
- realizzazione di prototipi, validazioni e risultati misurabili.
Non una semplice dichiarazione d’intenti ma un percorso metodico fondato su tre pilastri, come ricorda Luigi Martino: “tre pilastri sono le azioni pratiche prefissate: armonizzazione, formazione e internazionalizzazione”.
La filiera italiana per lo Spazio
Sul posizionamento internazionale dell’Italia, la senatrice Cinzia Pellegrino ha ricordato che “in Italia esiste già un’intera filiera dedicata allo Spazio. Tendiamo a sottovalutarci ma è bene ricordare e riconoscere le nostre competenze di alto valore. L’Italia lavora da anni con l’ESA grazie all’ASI ed è la terza nazione al mondo ad aver mandato in orbita un satellite interamente a produzione nazionale. Esiste già una filiera e dobbiamo ottimizzare e migliorare la filiera stessa con una moltiplicazione di investimenti. Per noi significa lavorare dal punto di vista strategico e nei tavoli opportuni e fare accordi che permettano alla filiera di posizionarsi a livello internazionale”.
Fa eco Valerio de Luca chiarendo che “in un contesto caratterizzato da competizione tecnologica, minacce ibride e crescente dipendenza da piattaforme e servizi extraeuropei, l’Italia è chiamata a rafforzare le proprie capacità strategiche, sviluppando competenze, ricerca e innovazione”.
Marco Lisi Turriziani, inviato speciale per lo Spazio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e membro del CdA dell’Agenzia Spaziale Italiana, ha inquadrato il PICS come il necessario baricentro nazionale per la formazione e il dialogo intersettoriale ed ha aggiunto un monito preciso: per cogliere le vere opportunità del New Space occorre abbandonare le logiche assistenziali e recuperare una cultura del rischio imprenditoriale.
Marco Moruzzi, direttore per la diplomazia spaziale del MAECI, ha precisato che sovranità tecnologica non significa isolamento. L’autonomia ha valore solo se è accompagnata da collaborazioni internazionali. Nel campo dello spazio extraatmosferico l’Italia gioca da anni un ruolo di mediazione tra chi vuole preservarlo come bene comune, come stabilito dal Trattato sullo Spazio Extra-Atmosferico del 1967, e chi tenderebbe a usarlo a proprio vantaggio esclusivo. Una governance equilibrata e la prevenzione dei conflitti restano obiettivi strategici centrali.
Presente anche Mario Caligiuri, in collegamento da remoto, che ha definito il PICS un laboratorio permanente di innovazione e sicurezza, capace di contribuire allo sviluppo ma anche alla pace.
Il suo ragionamento ha spostato la prospettiva: l’uomo non vive più solo nella dimensione fisica. I fondali marini e lo spazio sono nuovi domini che richiedono attenzione.
L’intelligence diventa fondamentale per contestualizzare segnali deboli e difendere la democrazia, in un’epoca in cui la conquista della mente è il campo di confronto decisivo.
Verso una cooperazione concreta
A margine delle due sessioni tematiche (la seconda dedicata all’intelligenza artificiale,) è stato sottoscritto il Memorandum d’Intesa tra il Polo Italiano per il Cyber e la Space Economy e Trends Research & Advisory di Abu Dhabi, tra i principali think tank degli Emirati Arabi Uniti, specializzato nella ricerca strategica e nell’analisi delle dinamiche geopolitiche, economiche e tecnologiche globali.
L’accordo (Mou) prevede attività congiunte di ricerca, formazione, sviluppo delle competenze e cooperazione scientifica nei campi dell’intelligenza artificiale, cyber sicurezza e space economy e l’avvio di iniziative per affrontare le sfide poste dalle tecnologie emergenti. Non è un protocollo generico.
La firma arriva nel contesto di una minaccia quantificata. In proposito, ricorda Luigi Martino: “Dal 28 febbraio scorso, gli EAU hanno registrato circa 800.000 attacchi informatici al giorno, contro infrastrutture nucleari, spaziali e civili, ospedali e aeroporti. In questo contesto, la cooperazione con l’Italia risulta fondamentale per rafforzare la resilienza cibernetica, la condivisione delle competenze e la protezione delle infrastrutture critiche”.
Mohammed Abdullah Al-Ali, presidente di Trends Group, ha richiamato le sfide poste dall’intelligenza artificiale, dalla cyber sicurezza e dalla space economy, che richiedono una cooperazione internazionale sempre più stretta tra istituzioni, centri di ricerca e industria.
Marco Lisi ha descritto il senso operativo dell’accordo come un esempio di cooperazione internazionale paritetica. L’Italia porta le proprie costellazioni satellitari e un ampio archivio di immagini di osservazione. Gli Emirati contribuiscono con capacità di intelligenza artificiale per analizzarle e integrarle con altri dati.
Due eccellenze distinte che creano valore condiviso. Noor Al Mazrouei, direttrice del Dipartimento IA e Tecnologia, Trends Group “L’Europa e i Paesi del Golfo condividono gli stessi principi sull’IA: supervisione umana, trasparenza sui contenuti generati, tutela dei minori e standard comuni di protezione dei dati. Questa convergenza crea le condizioni per trasformare valori comuni in una cooperazione concreta”.
Luciano Violante, presidente di Futuri Probabili, ha portato una riflessione più ampia sul contesto in cui si inserisce l’accordo. L’orbita bassa è sempre più affollata di satelliti, con il rischio del cosiddetto effetto Kessler: la moltiplicazione dei detriti orbitali che renderebbe certe orbite inutilizzabili, con ricadute sull’astronomia, sull’ambiente e su questioni assicurative e finanziarie ancora irrisolte.
Più si creano sinergie tra istituzioni, industria e finanza, più si fanno passi avanti. L’accordo segna anche l’ingresso ufficiale dell’agenzia spaziale emiratina nel perimetro di cooperazione del PICS.
Un passaggio che Luigi Martino ha definito “una notizia concreta, non un segnale simbolico. Il Polo nasce come sistema aperto e internazionale. La firma di oggi ne è la prima dimostrazione”.











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