SCENARI

Analisi dei rischi e BIA per la continuità operativa: impianti normativi e soluzioni pratiche

La pandemia e il massiccio ricorso all’uso dello smart working hanno evidenziato come le aziende che hanno saputo adattarsi al nuovo modo di lavorare siano ora molto più resilienti di prima in molteplici situazioni di crisi, anche grazie a più efficaci dell’analisi dei rischi e della BIA (Business Impact Analysis)

05 Ott 2020
B
Giancarlo Butti

Internal Auditor - Esperto Privacy e Cyber Security

L’attuale situazione di emergenza pandemica ha dimostrato ancora una volta quanto siano fondamentali una efficace analisi dei rischi e una valida BIA (Business Impact Analysis) al fine di garantire la necessaria continuità operativa.

Analisi dei rischi e BIA: gli impianti normativi

La Circolare n. 285 del 17 dicembre 2013 di Banca d’Italia, alla quale devono sottostare le banche che operano in Italia si occupa, fra gli altri, della continuità operativa.

WHITEPAPER
Ripensare il performance management. Quali nuovi approcci possibili? Scopri l’app Feedback4You!
Risorse Umane/Organizzazione
Smart working

Lo fa prendendo in considerazione diversi scenari di crisi: “Il piano di continuità operativa prende in considerazione diversi scenari di crisi basati almeno sui seguenti fattori di rischio, conseguenti a eventi naturali o attività umana, inclusi danneggiamenti gravi da parte di dipendenti:

  • distruzione o inaccessibilità di strutture nelle quali sono allocate unità operative o apparecchiature critiche;
  • indisponibilità di sistemi informativi critici, anche con riferimento ai sistemi funzionali alla prestazione dei servizi di pagamento;
  • indisponibilità di personale essenziale per il funzionamento dei processi aziendali;
  • interruzione del funzionamento delle infrastrutture (tra cui energia elettrica, reti di telecomunicazione, reti interbancarie, mercati finanziari);
  • alterazione o perdita di dati e documenti critici”.

Altre normative, come quella relativa alla PA[1] (anche se nel caso specifico relativamente al solo sistema informatico) ne elencano altri, in linea di massima quasi sovrapponibili:

  • errori/malfunzionamenti dei processi (il processo organizzativo che usa il servizio ICT non ha funzionato come avrebbe dovuto per errori materiali, errori nell’applicazione di norme ovvero per il verificarsi di circostanze non adeguatamente previste dalle stesse);
  • malfunzionamento dei sistemi, delle applicazioni e delle infrastrutture;
  • attacchi o eventi naturali di tipo accidentale;
  • disastri.

In un altro paragrafo, dedicato alla valutazione di impatto, quella che per gli addetti ai lavori è la BIA; Banca d’Italia propone una serie di parametri che devono essere presi in considerazione in tale valutazione: “L’analisi di impatto tiene conto dei parametri caratteristici della struttura organizzativa e dell’operatività aziendale, tra cui:

  • le specificità – in termini di probabilità di catastrofe – connesse con la localizzazione dei siti rilevanti (ad es., sismicità dell’area, dissesto idrogeologico del territorio, vicinanza ad insediamenti industriali pericolosi, prossimità ad aeroporti o a istituzioni con alto valore simbolico);
  • i profili di concentrazione geografica (ad es., presenza di una pluralità di operatori nei centri storici di grandi città);
  • la complessità dell’attività tipica o prevalente e il grado di automazione raggiunto;
  • le dimensioni aziendali e l’articolazione territoriale dell’attività;
  • il livello di esternalizzazione di funzioni rilevanti (ad es., outsourcing del sistema informativo o del back-office);
  • l’assetto organizzativo in termini di accentramento o decentramento di processi critici;
  • i vincoli derivanti da interdipendenze, anche tra e con fornitori, clienti, altri operatori.

L’analisi di impatto prende in considerazione, oltre ai rischi operativi, anche gli altri rischi (ad es., di mercato e di liquidità)”.

L’analisi del testo evidenzia però che l’approccio della normativa è un po’ anomalo.

L’intento appare chiaro, ma il testo nella sua esposizione sovrappone in modo inopportuno l’impatto con il rischio, senza chiarire esattamente quale sia l’intento di tale sovrapposizione.

Chiunque si occupa di sicurezza sa che il rischio è una funzione di impatto e probabilità, ma che l’impatto non è condizionato dalla probabilità.

Gli elementi qui sopra elencati determinano la probabilità che un evento avverso abbia luogo, non le sue conseguenze e servono a definire, fra gli altri, quali siano le misure da mettere in atto per limitare la frequenza e/o l’impatto dell’evento stesso mediante l’uso di adeguate contromisure.

Analisi dei rischi e BIA: soluzioni di continuità operativa

È da questo punto di vista che per la definizione di soluzioni di continuità operativa è necessario effettuare sia un’analisi dei rischi (serve a definire gli scenari di rischio più probabili e le misure di prevenzione), sia l’analisi di impatto (BIA).

È evidente che l’analisi dei rischi deve essere finalizzata alla valutazione dei rischi per la continuità operativa e non può essere una generica analisi finalizzata, ad esempio, a considerare la sicurezza delle informazioni.

La BIA, rispetto alla valutazione di impatto quale parte dell’analisi dei rischi, non si limita a considerare le perdite ipotetiche derivanti da un evento avverso, ma segue lo sviluppo di queste nel tempo.

In altre parole, si valutano le conseguenze del blocco di un processo rispetto a diversi parametri (perdite finanziarie, reputazione, conseguenze legali e di compliance…) ad esempio dopo 0, 2, 4, 8… ore.

Anche la definizione delle possibili soluzioni è condizionata dal tempo.

Di fatto, l’indisponibilità di un edificio comporta (quasi sempre) l’impossibilità di utilizzare le risorse in esso contenute: quindi un’interruzione dei processi che, per continuare, devono essere svolti da qualche altra parte.

Come?

O spostando le risorse in un luogo attrezzato per poter sostituire il sito indisponibile (soluzione questa spesso consigliata nei vari manuali sulla BC, ma molto costosa, poco pratica e poco affidabile salvo l’esecuzione di continui allineamenti e test per verificare l’effettiva capacità di operare adeguatamente sul sito secondario…), ovvero attivando delle risorse già presenti in un sito alternativo (ad esempio personale già istruito e attrezzato per svolgere i processi che erano erogati presso il sito indisponibile in aggiunta a quelli che normalmente svolge, anche se con in livello di prestazione inferiore).

Fra gli altri, il secondo tipo di soluzioni è in ogni caso necessaria allorché lo scenario di crisi non riguardi l’indisponibilità di un edificio, ma delle persone che svolgono normalmente un processo.

È evidente che il caso descritto e analogamente altri scenari di indisponibilità sono sufficientemente indipendenti dagli eventi di cui sono conseguenza.

Un edificio può essere indisponibile per un terremoto, un incendio, un allarme bomba, una contaminazione, l’impossibilità di raggiungerlo (come nel caso della pandemia), la mancanza di un servizio essenziale.

L’impatto sui processi non cambia.

Se un processo non viene eseguito, l’impatto per l’azienda è essenzialmente una funzione del tempo trascorso dalla sua interruzione, non la causa dell’evento stesso.

Analogamente, il tipo di soluzione scelta non sarà nel breve periodo legato alla causa scatenante.

Possibili scenari operativi

È quindi sufficiente predisporre un numero limitato di piani, relativi in realtà a pochi scenari operativi:

  • mancanza di un edificio (e delle relative risorse) nel quale si svolge un determinato processo;
  • mancanza del sistema informativo (in questo caso però il piano alternativo è molto più condizionato dalla causa della indisponibilità);
  • mancanza del personale che svolge un determinato processo;
  • mancanza di infrastrutture;

e via dicendo, come prescritto dalla normativa di Banca d’Italia.

Tuttavia, questa semplificazione, che nella realtà funziona perfettamente, ha un grosso limite, come ha evidenziato anche la recente pandemia.

Le soluzioni ed i piani di BC sono per lo più tarati su scenari di durata molto breve.

I tempi di ripristino possono anche essere a tempo 0, o in funzione della criticità del processo di 2, 4, 8 ore…, con i limiti evidenziati nel precedente articolo Resilienza, contro gli attacchi informatici: linee guida per le aziende[2] in merito alla reale portata dei parametri RTO e RPO così come comunemente utilizzati.

Molto diverso è il caso in cui sia necessario predisporre dei piani sul medio e lungo periodo.

In realtà è in tale senso che si esprime sia la Circolare 285 pur in modo molto velato: “I siti alternativi possono dover essere utilizzati, in caso di necessità, anche per periodi prolungati”, sia EBA, nelle Guidelines on ICT and security risk management – EBA/GL/2019/04, (anche se limitatamente al sito di DR, Disaster Recovery).

In questi casi è viceversa fondamentale individuare quella che è la causa scatenante dello scenario avverso.

Se, infatti, l’indisponibilità di un edificio è legata ad un allarme bomba questo potrebbe esaurirsi in qualche ora; se è legato ad un terremoto tale indisponibilità non solo può essere prolungata, ma saranno coinvolti anche tutta un’altra serie di infrastrutture e servizi a supporto dell’edificio.

Inoltre, anche il personale che risiede nella zona del terremoto potrebbe essere direttamente (ferito, con abitazione danneggiata…) o indirettamente (danni ai familiari…) coinvolto e quindi temporaneamente indisponibile.

Si tratta di uno scenario quindi con effetti molto estesi sia in termini di distruzione prodotta sia in termini di concreta possibilità di ripristino in locale della normale operatività.

Diversamente, un incendio all’edificio, pur provocando potenzialmente gli stessi effetti distruttivi di un terremoto, è un evento locale e difficilmente ha impatti che vanno al di là dell’edificio stesso.

Si potrebbe continuare considerando i vari eventi e relativi scenari di indisponibilità.

Quanti sono quindi i piani che è opportuno predisporre?

È evidente che in questo i parametri elencati da Banca d’Italia assumono significato, unitamente ad altre considerazioni riportate dalla normativa: “… Il piano di continuità operativa si inquadra nella complessiva politica di governo dei rischi dell’operatore; esso tiene conto delle vulnerabilità esistenti e delle misure preventive poste in essere per garantire il raggiungimento degli obiettivi aziendali…”.

Gli stessi parametri indirizzano nella scelta di quali scenari sia opportuno prendere in considerazione più di altri, in funzione anche delle contromisure in essere e definire, di conseguenza, i relativi piani a medio e lungo termine.

Conclusioni

L’attuale pandemia e il massiccio ricorso all’uso dello smart working ha inoltre evidenziato che non necessariamente è necessario ed auspicabile un ritorno alla situazione pre-crisi.

Le aziende che hanno saputo adattarsi al nuovo modo di lavorare sono sicuramente molto più resilienti di prima, non solo rispetto allo scenario pandemico, ma rispetto a molte altre situazioni crisi.

Sarebbe quindi veramente miope pensare di ritornare alla così detta “normalità” senza capitalizzare quanto si è sviluppato in questo periodo; una prospettiva particolarmente interessante e da non sottovalutare.

NOTE

  1. Articolo del CAD non più in vigore
  2. Resilienza contro gli attacchi informatici: linee guida per le aziende.

WHITEPAPER
Come abilitare elevati standard di sicurezza, crittografia e monitoraggio dei dati?
Datacenter
Datacenter Infrastructure Management
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr