PARLAMENTO EUROPEO

GDPR, ecco perché le nuove regole procedurali sono momento cruciale per la data protection



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Il Parlamento UE ha adottato nuove norme procedurali per l’applicazione del GDPR per armonizzare i flussi di dati tra Stati membri aumentando il livello di cooperazione tra le Autorità di controllo, migliorare i meccanismi di risoluzione delle controversie e sincronizzare norme procedurali e diritti. I dettagli

Pubblicato il 15 apr 2024

Francesca Niola

Ph.D Researcher, Sapienza Università di Roma – Fellow ISLC, Università di Milano



GDPR nuove regole procedurali

L’adozione di nuove regole procedurali per l’applicazione del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) da parte del Parlamento Europeo segna un momento cruciale nella configurazione del diritto alla protezione dei dati personali nell’Unione Europea.

Tali normative, votate con 329 favorevoli, 213 contrari e 79 astenuti, mirano a ottimizzare la cooperazione tra le autorità nazionali di controllo, delineando meccanismi più chiari per la risoluzione delle controversie e uniformando alcune procedure e diritti fondamentali.

Il GDPR, che ha unificato i diritti alla protezione dei dati dei cittadini dell’UE e garantito il libero flusso di dati personali tra gli Stati membri, viene così arricchito da un tessuto normativo che promuove un’azione più coordinata e sinergica tra le diverse autorità di controllo.

Riformulati i processi decisionali

Essenziale è la riformulazione dei processi decisionali, che ora devono riflettere non solo una maggiore trasparenza e equità, ma anche una più stretta aderenza ai principi di buona amministrazione sanciti dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea.

L’accento posto sull’accesso ai file congiunti del caso e sul diritto di ogni parte di essere ascoltata prima dell’adozione di decisioni che potrebbero influire negativamente sulla sua posizione, sottolinea l’importanza di un procedimento che, nel riconoscere e tutelare i diritti degli individui, deve al contempo salvaguardare l’efficienza e l’efficacia del sistema di protezione dei dati personali.

La trasparenza procedurale e il diritto alla partecipazione occupano un ruolo centrale nelle modifiche procedurali apportate al regolamento GDPR, come rilevato dal recente posizionamento del Parlamento Europeo.

Queste modifiche sottolineano l’importanza dell’equità processuale, garantendo che tutte le parti coinvolte abbiano il diritto di essere ascoltate e di accedere ai file congiunti del caso.

Questo accesso “istantaneo, ininterrotto e illimitato” agli atti consente un’efficace sorveglianza da parte delle autorità di controllo e offre alle parti un meccanismo trasparente per la revisione delle decisioni amministrative.

Si osserva come tale approccio non solo rafforzi i principi di buona amministrazione, ma consolidi anche il diritto di difesa, fondamento imprescindibile in un ordinamento che si rispetti democratico.

L’accessibilità e la trasparenza del file congiunto del caso, pur essendo una misura evidentemente volta a promuovere la coerenza e la prevedibilità delle decisioni tra le varie autorità nazionali, riflettono il principio di parità di trattamento, il quale impone che nessuna parte sia svantaggiata nel procedimento a causa della sua ubicazione geografica o della competenza dell’autorità di controllo.

Diritto di ogni individuo a un procedimento equo

Inoltre, l’introduzione di tali norme procedimentali si configura come un rinforzo strutturale atto a salvaguardare il diritto di ogni individuo a un procedimento equo, principio questo che si manifesta nella possibilità di esaminare e contestare le prove e gli argomenti prima che venga presa una decisione finale.

L’articolo 41 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, che sancisce il diritto alla buona amministrazione, trova così una sua più concreta applicazione, consolidando un quadro di legalità rafforzata che fa dell’UE un esempio di protezione avanzata dei diritti fondamentali in ambito digitale.

Nuovi tempi operativi per l’operato delle Autorità di controllo

Le nuove regole procedurali, introdotte dal Parlamento Europeo per il regolamento del GDPR, stabiliscono anche scadenze precise per l’operato delle autorità di controllo.

La normativa propone che un’autorità supervisoria debba riconoscere il ricevimento di un reclamo entro due settimane, determinando la sua ammissibilità e stabilendo se il caso si configuri come transfrontaliero, affidando, dunque, l’ulteriore procedura all’autorità competente.

Successivamente, le decisioni preliminari devono essere emesse entro nove mesi dal ricevimento della denuncia, salvo situazioni eccezionali.

Questo rigoroso inquadramento temporale rispecchia un’interpretazione normativa volta a conciliare la necessità di risposte tempestive alle parti coinvolte con la complessità intrinseca delle questioni di protezione dei dati.

Essenziale appare l’osservanza di tali termini, che si prospetta come veicolo attraverso il quale la certezza del diritto viene garantita, offrendo alle parti coinvolte una chiara aspettativa sul decorso del procedimento.

Tuttavia, la fermezza di tali scadenze impone alle autorità di controllo un’alta disciplina procedurale e un’efficiente gestione delle risorse, al fine di rispettare i termini imposti senza compromettere la qualità dell’analisi legale e tecnica richiesta.

La determinazione del termine per la decisione finale, ad esempio, è cruciale per mantenere un equilibrio tra la diligenza nell’indagine e la rapidità nella risoluzione delle dispute, aspetti questi fondamentali per l’efficacia del sistema di protezione dei dati nell’Unione Europea.

Tale regolamentazione, insistendo sulla tempestività, riflette un’evoluzione significativa del quadro giuridico in materia di protezione dei dati personali, volto a rafforzare la fiducia dei cittadini nell’effettiva applicazione delle norme di protezione dei loro diritti fondamentali.

Conclusioni

Il rinforzo delle garanzie procedurali attraverso l’introduzione di norme più stringenti sulle deliberazioni interne delle autorità di controllo mira a proteggere le informazioni sensibili, mantenendo la trasparenza dove necessario, ma limitando l’accesso a dettagli che potrebbero compromettere l’integrità delle indagini.

Tale bilanciamento tra trasparenza e riservatezza è cruciale per preservare l’efficacia delle indagini e la protezione dei dati personali, mentre si assicura che i diritti dei soggetti coinvolti siano salvaguardati in maniera approfondita e rispettosa delle normative vigenti.

L’attuazione di questi principi dimostra un impegno deciso a promuovere una cultura di rispetto dei diritti fondamentali all’interno dell’Unione Europea, consolidando un ambiente in cui la protezione dei dati personali e la giustizia procedurale si rafforzano a vicenda, nel rispetto dei principi di legalità e equità processuale.

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