Cyberwarfare

Al Summit Nato è l’ora di un piano di cyber difesa

Al vertice dell’alleanza atlantica, i 30 Paesi aderenti puntano su maggiori investimenti in cyber difesa, per fronteggiare l’escalation dei cyber attacchi dopo quello di Anonymous alla Banca centrale russa. Intanto ferve l’attesa per il rilascio dei 35 mila file trafugati

25 Mar 2022
C
Mirella Castigli

Giornalista

Nella dichiarazione finale del summit Nato, i 30 Paesi aderenti formalizzano maggiori impegni nella cyber difesa. Succede nelle ore seguenti all’attacco sferrato da Anonymous alla Banca centrale russa.

Infatti l’escalation delle cyber minacce nella guerra in Ucraina mette in allarme l’intera alleanza atlantica.

“Assunto il riconoscimento da parte della Nato del cyberspazio come il quinto dominio di guerra”, commenta Pierluigi Paganini, analista di cyber security e CEO Cybhorus, “è normale che l’alleanza si prepari i un’ottica di difesa collettiva a proteggere gli stati membri da attacchi cibernetici”.

Baldoni: “Come stiamo gestendo la crisi Ucraina e i prossimi passi dell’Agenzia cyber”

Aumenta il rischio di cyber attacchi

In uno scenario di guerra ibridi, sale il rischio di cyber attacchi anche contro infrastrutture critiche e anche gli USA stanno delineando le linee strategiche per potenziare la cyber security del Paese. “Questi attacchi potrebbero essere diretti e mirati agli stati NATO oppure”m cintinua Paganini, “potrebbero essere frutto di spillover, ovvero di minacce concepite per attaccare strutture Ucraine e che sfuggono di controllo colpendo entità in tutto il mondo. Il pericolo principale è rappresentato da attacchi alle infrastrutture critiche che potrebbero avere impatti importanti, potenzialmente legati sui paesi colpiti”. https://www.cybersecurity360.it/cybersecurity-nazionale/guerra-ibrida-biden-chiede-di-rafforzare-la-cyber-security-usa-quali-scenari/

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Nato: serve un piano di cyber difesa

L’escalation dei cyber attacchi dimostra la cyberwarfare in atto. Un clima che mette in allerta la Nato, impegnata a difendere i confini orientali dell’alleanza atlantica. Il vertice della Nato si è concluso con una dichiarazione finale in cui i 30 Paesi aderenti si sono impegnati a perfezionare la cyber difesa e ad offrire supporto reciproco nell’eventualità di intrusioni informatiche e cyber minacce.

“Annuncio a parte”, mette in evidenza Paganini, “tutte le infrastrutture internazionali deputate alla difesa cibernetica, inclusa la nostra ACN, sono in stato di massima allerta da mesi. A loro è assegnato il compito di coordinarsi a livello internazionale per la condivisione su scala nazionale ed internazionale di informazioni su attacchi e campagne malevole in preparazione di offensive da parte di attori nation-state e gruppi criminali coinvolti nell’attuale conflitto. Solo attraverso un’intensa collaborazione tra queste agenzie potremo farci trovare sempre pronti a reagire alle minacce elevando nel complesso il livello di sicurezza dei paesi occidentali. Vorrei infondere ottimismo, la battaglia è senza dubbio complessa, ma la NATO ed i paesi membri hanno tutte le capacità tecnologiche per implementare un modello di difesa, ed offesa, all’altezza delle esigenze“.

Infatti, nel corso del summit della Nato, i 30 Paesi membri hanno anche intensificato “gli sforzi per raggiungere l’obiettivo di destinare il 2% del bilancio nazionale alla difesa”, come ha sottolineato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ricordando che si tratta di conferme a decisioni che risalgono al vertice del settembre 2014. Dunque, l’aumento del bilancio nazionale alla difesa permetterà maggiori sforzi nella cyber difesa, per fronteggiare l’escalation di cui siamo testimoni da settimane, anche prima dell’invasione russa dell’Ucraina.

Attacco di Anonymous alla banca centrale russa

Ferve l’attesa per il rilascio dei 35 mila file che Anonymous dichiara di aver trafugato alla Banca centrale russa. File che ha promesso di rendere pubblici entro 48 ore e che potrebbero contenere accordi segreti fra il regime di Putin e personaggi pubblici o aziende.

Mosca nega di aver subito l’attacco, ma la verità emergerà presto appena saranno disponibili i file frutto del data leak ad opera del collettivo di cyber hacktivisti. Infatti, il timore è che incomba una lunga guerra informatica globale, in seguito all’invasione russa dell’Ucraina, nel cuore dell’Europa.

“Riguardo all’attacco alla Banca Centrale Russa, se confermato”, sottolinea l’esperto di cyber security Paganini, “potrebbe avere un impatto importante sul Paese per il ruolo che si riconosce alle banche centrali”. Infatti, “una banca centrale ha il compito di stabilire la politica economica del paese, monitorare e operare per contenere il livello di inflazione, ed operare funzioni di vigilanza su altri istituti del paese”, conclude Paganini: “È chiaro che documenti contenenti informazioni di questo tipo potrebbero avere un impatto di medio e lungo termine decisivo sulle politiche economiche del governo russo e delle sue istituzioni finanziarie”.

Gli attacchi di Anonymous nella cyberwarfare in atto

Il collettivo Anonymous è fin da subito sceso in campo contro il regime di Putin, responsabile dell’aggressione all’Ucraina.

Ha sferrato attacchi che hanno messo offline:

  • il sito del Cremlino;
  • il governo russo;
  • la Duma, il Parlamento russo;
  • i servizi di sicurezza;
  • la rete del gas;
  • Roskomnadzor;
  • il social V-Kontact.

Ma anche i siti delle aziende che non hanno deciso di interrompere le operazioni in Russia:

  • Auchan;
  • Decathlon;
  • Leroy-Merlin;
  • Nestlé (a cui il collettivo di hacktivisti ha rubato 10GB di materiale sui clienti).
@RIPRODUZIONE RISERVATA

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