L'ANALISI

Google Analytics fuorilegge e soluzioni: ecco quelle che non funzionano

Il provvedimento del Garante Privacy che ha, di fatto, vietato l’uso dei cookie di Google Analytics obbliga i gestori dei siti web a trovare un’alternativa in tempi rapidi. Ecco un’analisi critica delle possibili soluzioni “suggerite” online e della loro effettiva conformità normativa

27 Giu 2022
M
Andrea Michinelli

Avvocato, FIP (IAPP), LA ISO/IEC 27001:2013

L’ora è giunta: anche in Italia è stato emanato il 23 giugno, dal Garante Privacy, un provvedimento indirizzato, di fatto, a vietare l’uso dei cookie di Google Analytics, per ragioni più volte affrontate in questa sede e riconducibili al trasferimento di dati personali col rischio di un loro accesso da parte delle autorità USA.

La domanda che echeggia tra gli utilizzatori di questi cookie è una sola: che cosa fare adesso? Tanto più che gli stessi ragionamenti di questo provvedimento possono essere traslati parimenti su altri servizi di Google (si veda il caso dei Google Fonts) e di altri provider (o provider di provider, si faccia attenzione) soggetti al diritto degli Stati Uniti.

Sono fioriti consigli e alternative ovunque, più o meno in buona fede, più o meno consistenti. Di seguito credo possa essere utile demistificare o comunque analizzare criticamente alcune voci sulle strade da seguire, da adesso in poi, suddivise dicitura per dicitura. Una pars destruens potenzialmente utile per sgombrare il tavolo da eventuali illusioni mal riposte. Vediamola di seguito.

Google Analytics illecito in Italia: l’altolà del Garante privacy, ecco perché

Non è vero che il provvedimento riguarda solo dati “particolari”

Tra le “voci” che girano su Internet c’è innanzitutto quella secondo cui “il provvedimento del Garante pare sottintendere che solo l’uso di dati “particolari” sia grave, non quello di dati comuni”.

WHITEPAPER
Computer quantistico: i player principali e quanto conta nel business

Sicuramente sarebbe valutato più gravemente l’uso di dati particolari (ad es. di salute) rispetto a dati comuni. Che questo possa portare a una riduzione della sanzione è plausibile, ma in che misura? La sanzione resta comunque più probabile, rispetto a un ammonimento: con l’uso di dati particolari potrebbe ridursi il tempo di ammonimento o non esservene affatto.

In ogni caso, si è ben lontani da certezze circa il livello di rischio sanzionatorio.

Il provvedimento colpisce tutte le versioni di Analytics

Secondo alcuni “il provvedimento del Garante pare colpire solo l’uso di Analytics in versione gratuita e senza l’oscuramento dell’IP utente”.

Effettivamente, il caso esaminato esplicita un avvenuto trasferimento di dati in chiaro, senza che il titolare avesse applicato il “troncamento” dell’IP utente, mascherandolo. Da qui a desumere che la sua applicazione non avrebbe portato a un illecito è tutto da dimostrare, anzi la lettura di altri provvedimenti delle autorità europee e, in tale linea, di quello del Garante, porta a far pensare il contrario.

Perché sono dati due presupposti: il primo, l’uso della mascheratura dell’IP porta al più a dati pseudonimizzati (soggetti al GDPR) e non anonimi. Il secondo, per cui Google sarebbe un’entità dotata di tali risorse di dati da poter ottenere facilmente la re-identificazione anche di IP parziali.

Google Analytics e identificabilità dell’utente

Quanto all’identificabilità dell’utente, dal provvedimento pare di intendere che si sia configurata solo a seguito del login dell’utente al proprio account Google – per cui se ciò non avvenisse nemmeno Google potrebbe identificarlo e dunque non avremmo alcuna violazione”.

Questo frangente era stato già esposto nella precedente decisione dell’autorità austriaca, sempre seguita a segnalazione della NOYB di Schrems che dunque ha documentato lo stesso iter, pare, nei casi che hanno presentato in tutta la UE.

Certo, il fatto che l’utente si sia separatamente “auto-identificato” mediante il login di Google è una prova forte del trattamento dei suoi dati da parte di Google, un argomento di maggior solidità circa l’identificazione utente, l’uso dei suoi dati anche mediante incrocio dei dataset, il loro trattamento in territorio USA eccetera.

Rileggendo il testo, non pare in ogni caso un elemento dirimente: ha rafforzato il quadro di identificabilità dell’utente, ma in sua assenza si sarebbe potuto comunque ragionare – come si evince da altre affermazioni del Garante nel testo – sull’identificabilità presumibile e ragionevole dell’utente, non spostando il problema di fondo.

E, in ogni caso, si tratterebbe di un fattore su cui il titolare non ha di fatto alcun controllo: come sapere se e quando l’utente si è loggato in precedenza? Anche se lo si potesse appurare, come si potrebbe gestire diversamente questo utente? Conoscendo l’estensione dei servizi di Google, statisticamente pare più probabile che non che il navigatore sia un utente Google e possa loggarsi ai relativi servizi, contestualmente all’uso dei cookie.

Insomma, non pare un elemento che possa fornire spunti utili per creare aree “sicure” di trattamento dei dati.

Valutazione dei trattamenti e clausole standard

Google ha già effettuato una valutazione dei trasferimenti, oltre a basarsi sulle clausole standard della Commissione Europea, applicando una serie di misure supplementari ritenute sufficienti per garantire un adeguato trasferimento dei dati”.

Sempre il Garante rende conto, nella sua narrazione, che Google avrebbe adottato al tempo della violazione le clausole standard della Commissione Europea, nella loro versione pregressa del 2010 (oggi sono in vigore nella nuova versione del 2021).

Al di là di ciò, tra le due versioni delle clausole non pare mutare quanto prescritto di fondo dall’EDPB nelle già citate Raccomandazioni sui trasferimenti e le misure supplementari: deve essere il titolare a valutarle ed applicarle.

Si potrà anche fare riferimento a valutazioni di terzi (come Google quale responsabile del trattamento ex art. 28 GDPR), senza che questo spogli il titolare di un onere di ulteriore verifica della verifica: quanto documentato dal terzo è corretto, adeguato, ecc.?

Il punto è particolarmente critico: si potranno avere diverse incertezze dalla parziale o insufficiente conoscenza delle modalità tecniche di trattamento e trasferimento a cura del terzo.

Per non parlare della difficoltà di comprendere se e quanto una misura possa colmare le problematiche anche di uno scenario giuridico estero poco o per nulla noto.

In merito dobbiamo segnalare che per gli Stati Uniti e Google, dalla sentenza Schrems II in poi, tutto ciò è stato abbondantemente sviscerato dalle varie autorità, dagli esperti con annessi documenti di analisi, per cui un certo materiale di valutazione a disposizione della platea di titolari è ora consolidato. Comprese le varie pronunce delle autorità di controllo, come quella del Garante che stiamo discutendo.

Ad es. è ormai noto che le chiavi di cifratura, nel caso di crittografia dei dati a riposo o in transito, debbono restare nella disponibilità del titolare, cosa che nella gestione di Google non accade.

Non basta avere un contratto con Google Ireland Limited

Per i cookie ho un contratto con Google Ireland Limited, di diritto UE, non con la società americana di Google, per cui non c’è alcun trasferimento di dati extra-UE”.

Formalmente sarebbe corretto, se si ignora la catena di collegamento tra società. Lo stesso Garante fa presente nel suo provvedimento che la società responsabile Google Ireland (di diritto UE) aveva come sub-responsabile Google LCC (di diritto USA), trasferendovi o dandovi accesso ai dati personali. Si ritorna al punto di partenza.

La non alternativa di Google Analytics 4

Google offre già un’alternativa, quella di Analytics 4, che dovrebbe garantire la compliance GDPR”.

Google da marzo 2022 propone un’alternativa “in casa”, cioè un nuovo prodotto (più che un aggiornamento del pregresso) detto Google Analytics 4 o GA4, in fase di transizione dai Google Universal Analytics, a regime come unica soluzione dal 2023. Si menzionano in GA4 “controlli per la privacy come la misurazione senza cookie e la definizione di modelli comportamentali e delle conversioni”, dunque senza il famigerato IP utente e comunque con funzioni e dati settabili a cura dell’amministratore, una minor retention dei dati, eccetera.

In realtà, approfondendo il funzionamento di questa nuova versione (si veda anche la disamina del “concorrente” Matomo), non pare affrontato il problema principale, cioè la trasmissione verso Google di dati di interessati identificati o identificabili e che parrebbe continuare. Ad es. tramite gli script e l’uso di identificatori vari, pseudonimizzati o meno che siano. Il che riporterebbe alle stesse criticità di fondo dei precedenti Analytics, se non smentite da una diversa, dettagliata analisi dei flussi di dati che escluda in radice l’uso di dati personali.

Google Analytics e il consenso all’uso dei cookie

Basterà chiedere il consenso per questi cookie, visto che si facevano rientrare tra quelli “essenziali/tecnici” privi di consenso, e così si avrà un trattamento in regola”.

Il consenso (esplicito) per i trasferimenti extra-UE è in effetti previsto dal GDPR all’art. 49.1.a, tra le deroghe in specifiche situazioni. Anzitutto va premesso che, pure se fosse il caso, in sede di informativa all’utente andrebbero ben chiariti i rischi insiti nel trasferimento (si potrà fare copia e incolla della sentenza Schrems II?) e garanzie appropriate (incluse le misure supplementari), cosa non facile – né benvoluta – da definire, molto spesso disattesa nella prassi.

Il problema fondamentale però è un altro: questa casistica può essere utilizzata solo per trasferimenti “occasionali”, come chiarito da EPDB già nelle Linee guida 2/2018. Il che non pare proprio il caso d’uso di cookie su un sito web, tutto sommato a prescindere dal traffico effettivo. Quindi si ritorna inesorabilmente ai trasferimenti ex art. 46 GDPR, con il loro carico di criticità da Schrems II.

Non basta implementare la crittografia dei dati

Se il punto sono le misure supplementari per il trasferimento dati negli USA, basta implementare crittografia e/o simili misure tecniche”.

In astratto è possibile trovare una o più soluzioni tecniche che possano garantire la non identificabilità degli interessati, come analizzato anche nelle Raccomandazioni 1/2020 EDPB. Tuttavia nessuna autorità di controllo o altri soggetti autorevoli hanno rinvenuto, pare, questa soluzione tecnica.

Basti menzionare che la CNIL, autorità francese dotata di un laboratorio di specialisti di alto livello (CNIL Digital Innovation Lab), ha sì proposto due misure (crittografia e proxy server) ma con tanti caveat, piuttosto articolati e difficili da mettere in pratica, oltre forse a inficiare l’efficacia dei cookie stessi diretti a redigere statistiche e metriche varie.

Quindi si tratta di un campo aperto in cui, finora, poco di davvero utile pare sia stato trovato. Nulla vieta che possa arrivare una novità efficace ed implementabile, anche a breve – lo si vedrà, anche qui al momento nessuna certezza, tantomeno sul quando potrebbe succedere.

Nessun vincolo contrattuale prevale su obblighi normativi

Se il punto sono le misure supplementari per il trasferimento dati negli USA, basta implementare clausole contrattuali più stringenti con Google”.

Sia le Raccomandazioni 1/2020 EDPB che le varie autorità europee finora intervenute (oltre a un’attenta lettura della sentenza Schrems II) paiono confermare che nessun tipo di vincolo contrattuale può prevalere su eventuali obblighi normativi.

Il punctum dolens della normativa USA come il FISA 702, con i possibili, derivati accessi delle autorità americane ai dati personali, non può essere aggirato in alcun modo con un atto tra privati come un contratto.

Ecco perché, in definitiva, le uniche misure supplementari efficaci potranno essere solo quelle tecniche, almeno secondo la posizione condivisa attualmente dalle autorità. Infine, che potere contrattuale si potrà mai sperare di avere con un fornitore del calibro di Google?

Non si può aspettare l’approvazione del nuovo Privacy Shield

Basta aspettare il successore del Privacy Shield che arriverà a breve e permetterà di nuovo l’uso di fornitori di diritto USA come Google”.

Certo, questo provvedimento potrà sanare finalmente, in teoria, l’adeguatezza dei trasferimenti negli USA. Il successore del Privacy Shield, frutto di un accordo politico UE-USA, è stato finora sì annunciato in via generale sui principi, in marzo – ma nulla di concreto, cioè un qualunque testo da analizzare, è finora stato divulgato.

Vista anche la situazione geopolitica globale, potrebbero essere necessari mesi e forse molto di più per arrivare a un testo definitivo, approvato e applicabile. Non si può pensare che il Garante – e le altre autorità – possano chiudere un occhio così a lungo.

Secondo alcuni, peraltro, il successore rischia di essere illecito fin da subito, visto che nessuno ancora sa come potrà arginare i ribaditi rischi di accesso delle autorità USA ai dati personali, fiorenti da una normativa che tutto pare tranne che in via di cambiamento negli Stati Uniti – i problemi di fondo che hanno portato ad “affondare” il Privacy Shield sono tuttora immutati.

Il provvedimento del Garante è diretto a tutti i gestori di siti web

Il provvedimento del Garante è diretto a un solo, specifico titolare, non alla generalità dei titolari”.

Vero, tuttavia nel suo comunicato il Garante afferma anche quanto segue: “Con l’occasione l’Autorità richiama all’attenzione di tutti i gestori italiani di siti web, pubblici e privati, l’illiceità dei trasferimenti effettuati verso gli Stati Uniti attraverso GA, anche in considerazione delle numerose segnalazioni e quesiti che stanno pervenendo all’Ufficio. E invita tutti i titolari del trattamento a verificare la conformità delle modalità di utilizzo di cookie e altri strumenti di tracciamento utilizzati sui propri siti web, con particolare attenzione a Google Analytics e ad altri servizi analoghi, con la normativa in materia di protezione dei dati personali. Allo scadere del termine di 90 giorni assegnato alla società destinataria del provvedimento, il Garante procederà, anche sulla base di specifiche attività ispettive, a verificare la conformità al Regolamento Ue dei trasferimenti di dati effettuati dai titolari”.

Parrebbe dunque essere un monito generale: allo scadere dei 90 giorni i titolari non in regola potrebbero essere direttamente sanzionati, senza altri ammonimenti.

Il Garante potrebbe adottare altri provvedimenti più severi

Il provvedimento del Garante pare sottintendere che se si viene colti a usare Analytics, al massimo si riceverà un’ammonizione e tre mesi di tempo per rimediare”.

Vedi sopra: nulla impedisce al Garante, anche di concerto con le altre autorità consorelle, di calzare in seguito guanti meno vellutati.

Specie dopo questo primo provvedimento, segnalato pubblicamente anche sul sito del Garante con una certa risonanza e, come visto al punto precedente, esteso di fatto all’intera platea italiana persino nella sua moratoria a 90 giorni, per poi adottare una maggiore severità.

Vale sempre il principio di accountability

Se utilizzo servizi di terzi (es. CMP ecc.) per gestire i cookie, la responsabilità in ultima analisi sarà loro e dovranno dunque rispondere loro di eventuali sanzioni”.

Come già segnalato, ai sensi del GDPR la responsabilità per violazioni della normativa spetta in capo al titolare, ammesso che tali terzi siano definibili come responsabili (processor) ex art. 28 GDPR. Certo, potranno averne qualcuna per aver disatteso le istruzioni del titolare, se del caso. Il Garante cita che la linea difensiva del caso in parola cercava di sancire una mancanza di autonomia in merito alle scelte del fornitore, in particolare sul trasferimento dei dati. Alla luce di quanto già visto, è insostenibile per il principio di accountability.

Più pragmaticamente: anzitutto le soluzioni tecniche dei provider hanno sempre dei margini di configurabilità, comunque è ovvio che sia l’utilizzatore a dover sapere quali settaggi siano più corretti e conformi a normativa.

Inoltre, solitamente i contratti di servizi con tali fornitori non prevedono clausole sulla responsabilità degli stessi che si possano invocare, casomai vi si prevedono generali esoneri di responsabilità eccetera.

Il limite civilistico resta quello del dolo o della colpa grave, tutti da dimostrare in capo al fornitore. In definitiva, se anche vi fosse un margine di responsabilità per i processor, non servirà certo per eludere quella piena in quanto titolari utilizzatori.

WHITEPAPER
Customer Data Platform: cos'è e perché apre una nuova era per i marketer
Big Data
CRM
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 5